GIORNALAIO 20.02.2014

Giovedì, 20 Febbraio 2014

giornalaioAeradria, Santini chiede i danni. Palas, Cb fa causa ai proprietari. La ruota panoramica è insanabile. Fondazione Carim, i ribelli non accolgono l’invito di Pasquinelli

 

Aeradria, le indagini. “Per non farsi mancare nulla, spuntano anche firme false nell’altro filone d’inchiesta di Aeradria, quello legato alla società collegata Rdr (Riviera di Rimini promotion srl, fra l’altro dichiarata fallita il 18 novembre scorso) i cui membri del consiglio d’amministrazione risultano tutti indagati per bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito. Fra gli indagati eccellenti figurano, infatti, Massimo Vannucci, già vice presidente di Aeradria e il presidente di Rdr, Eliana Baldelli. Proprio la Baldelli avrebbe dichiarato che una delle firme apposte su un contratto non sarebbe la sua, ma sarebbe stata falsificata. La Procura ha deciso, quindi, di chiedere una perizia calligrafica. Ma le firme false sarebbero almeno tre su altrettanti contratti sottoscritti dalla Riviera di Riviera di Rimini promotion”, ilRestodelCarlino (pp.4-5). Il ricorso. “MASINI, Vannucci & c. paghino di tasca loro per il crac di Aeradria. E con loro, secondo il curatore fallimentare Renato Santini, deve pagare anche Banca Carim. L’istituto di credito, erogando finanziamenti all’aeroporto ‘Fellini’ (anche sulla base delle famose lettere di patronage dei vari enti soci, Provincia e Comune in testa) e tentando poi di salvare Aeradria dal fallimento con altri stanziamenti, avrebbe aggravato ancora di più i bilanci già in rosso dello scalo, portandolo al dissesto e al fallimento decretato dai giudici. E’ LA TESI con cui Danilo Galletti, l’avvocato nominato dal curatore del ‘Fellini’, tenterà di smontare il ricorso che Aeradria ha presentato alla Corte d’Appello contro il fallimento, decretato dai giudici il 26 novembre scorso. La prima udienza sul ricorso si terrà la settimana prossima, il 28 febbraio, e nei giorni scorsi Galletti ha depositato per conto di Santini una lunga memoria in cui vengono sollevate accuse pesantissime non solo sulla gestione di Aeradria, ma anche sul ruolo detenuto da Carim in tutta la vicenda. L’avvocato bolognese ha inoltre presentato due diffide con tanto di richiesta di risarcimento danni. In pratica il curatore chiede ai vecchi amministratori e ai revisori dei conti di Aeradria (quelli che sono rimasti in carica fino alla scorsa estate, quando il presidente era ancora Massimo Masini) di pagare almeno 19 milioni di euro, come risarcimento ai vari creditori”. “PER RIDARE una (minima) parte dei soldi ai creditori di Aeradria, saranno messe in vendita persino le attrezzature dell’aeroporto... Come? Con un vero e proprio bando che, a breve, verrà pubblicato dal curatore fallimentare dell’aeroporto Renato Santini. Bando che, sulla carta, dovrebbe andare di pari passo con quello indetto da Enac per individuare il nuovo gestore del ‘Fellini’, sempre che nel frattempo la Corte d’Appello non decida di annullare il fallimento”.
“Respinti gli emendamenti, è stata approvata definitivamente ieri sera dal Senato la conversione del decreto “Destinazione Italia”: è così diventata legge la “leggina” che dalla Stampa era stata bollata come “salva-aeroporto di Rimini”. Il testo era infatti stato presentato dal deputato Pd di Rimini Tiziano Arlotti, seconda firma on. Emma Petitti, ed è passato indenne da un parere negativo del governo (ministero della Giustizia) e da qualche critica che si leggeva ancora ieri pomeriggio nel dossier dell’ufficio studi di palazzo Madama. Come ricorderanno i lettori della Voce, la “leggina” è interpretativa di alcuni cavilli della legge fallimentare riformata dal governo Monti, e può cambiare le carte in tavola sulla prededucibilità dei crediti nel caso di un secondo concordato presentato dopo il primo, come è successo per Aeradria. La svolta può venire per il carattere retroattivo della nuova norma. Vedremo gli sviluppi.”, LaVocediRomagna (p.15).


Palas. “Convention Bureau fa causa alla Società del Palazzo srl proprietaria del nuovo palacongressi Rimini. Se non è la Fiera che fa causa a se stessa, poco ci manca. La decisione è stata presa a maggioranza nel corso del consiglio di amministrazione che si è svolto lo scorso 4 febbraio. Avanti dunque «con la procedura legale per ottenere il rimborso economico derivato da mancati introiti, danno d’immagine e oneri di promo commercializzazione». Tutti problemi che hanno causato perdite che, secondo Convention Bureau della Riviera di Rimini, sono riconducibili ai continui «rinvii dell’apertura del palacongressi» inizialmente prevista nel settembre 2010 ma slittata sino all’ottobre del 2011”, CorriereRomagna (p.3). “La battaglia del canone. Nelle scorse settimane erano nate alcune frizioni tra la Fiera e la controllata Convention Bureau. Cb aveva chiesto il dimezzamento del canone di affitto dall’attuale milione a mezzo milione di euro, Cagnoni ha risposto picche. Un problema – filtra dagli ambienti congressuali - legato ai tempi della richiesta: insomma nel 2013 non si può, per il 2014 vedremo. Ora il presidente Berardi puntualizza: «L’apertura della pratica legata all’azione legale è partita molto prima della richiesta di riduzione del canone. Un problema, quello del taglio dell’affitto, che deriva dal contesto economico negativo diverso da quello che era stato prospettato inizialmente»”.
“Sul Palacongressi sarebbe in gestazione un esposto alla Procura firmato Alfad, la società di Mario Formica. «Pare che sul tavolo del procuratore della Repubblica di Rimini stia arrivando altro materiale da approfondire ed esaminare. E pare che a muovere questo macigno sia stato il socio privato di Convention Bureau, Alfad, che chiederebbe di esaminare gli intrecci societari, gli scostamenti rispetto alle previsioni del business plan del Palas, l’indebitamento complessivo, l’esistenza di eventuali conflitti di interesse, fino al tema delle royalties, dei costi di produzione, della scelta dei fornitori nel rispetto della natura pubblica dei capitali investiti, dei ritardi nell’apertura del Palas e tanto altro ancora»”, La Voce (p.12).


Insanabile ruota. “La zona portuale è vincolata dal Psc adottato nel Comune di Rimini, e pur non essendo ancora stato approvato vige la salvaguardia. Il che significa che «il Comune deve sospendere ogni determinazione sulle domande di permesso di costruire che siano in contrasto con lo strumento urbanistico adottato». Veniamo allora alla giurisprudenza secondo cui l’abuso (conclamato, visto che si sta procedendo all’iter di sanatoria, mentre la Procura ha aperto un’inchiesta) non sarebbe sanabile. Il Consiglio di Stato ha sentenziato nel settembre 2013 (sentenza n. 4587/2013), circa i limiti al condono in area paesaggistica: è preclusa «la sanatoria delle opere abusive sulla base della anteriorità del vincolo e della difformità dalla normativa o dagli strumenti urbanistici, senza la previsione procedimentale di alcun parere dell’autorità ad esso preposta, con ciò collocando gli abusi nella categoria delle opere non suscettibili di sanatoria». Di conseguenza, «nel caso in cui: a) il vincolo di inedificabilità sia preesistente all’esecuzione delle opere abusive; b) le opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo non siano conformi alle norme e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici; l’opera non è condonabile nemmeno nel caso in cui l’Autorità preposta alla tutela del vincolo rilasci un parere favorevole». Infine, «la competenza delle Regioni in materia di condono con riferimento a tutte le tipologie d’abuso non elide in alcun modo la portata dei limiti imposti per gli abusi nelle zone vincolate»”, LaVoce (p.11).


Faida Fondazione Carim. “I “ribelli” dentro la Fondazione Carim lanciano il guanto di sfida. Alla vigilia della riunione informale aperta ai soci, convocata per oggi dal presidente Massimo Pasquinelli per affrontare il tema della situazione finanziaria dell’istituzione, hanno fatto sapere che non ci saranno. Non tutti in realtà. Del gruppo (27) che a dicembre aveva firmato la richiesta di convocare l’assemblea d’urgenza per discutere del progressivo esaurimento delle risorse finanziarie a disposizione dell’istituzione, in 12 hanno comunicato ieri la loro “indisponibilità” a presenziare all’incontro di oggi. I “ribelli” (tra i firmatari Mauro Ioli, Alfonso Vasini, Massimo Sorrentino, Paolo Conti) si dicono non soddisfatti da una “riunione informale” che avrebbe solo una “rappresentanza di facciata”, diversamente da una “assemblea convocata secondo le regole”… Una linea che però non pare condivisa da tutti gli iniziali firmatari della richiesta, tra cui figuravano nomi come quello dell’ex vice presidente della Fondazione Bruno Vernocchi, ma anche quelli di Andriano ed Alfredo Aureli”, NuovoQuotidiano (p.5).


Manifesto balneare, Gian Paolo e Peter Gazzola ne dipingono uno che ironizza sui mali della città, LaVoce (p.11).