Sono fatto di tutto ciò che ho visto ; Come diceva il buon vecchio Achille ; L'arte paziente della stop-motion ; Amore che cade, si schianta, brucia... e risorge

1 novembre 2026 – buonaDomenica   

Il mondo in una stanza. Matisse in mostra a Milano

(...) «L’apice è la cappella delle domenicane di Vence, sintesi dei viaggi dell’artista. Lo stesso vale per il tetto della cappella blu che contrasta con la vegetazione – “Lo aveva visto in Marocco” – per la forma del campanile – “come quelli arabi” – o per il motivo della grande doppia vetrata – “è l’albero del pane” di Tahiti. Tutti i viaggi di Matisse hanno contribuito a dare forma alla sua opera, non solo nel senso letterale di motivo o fonte di ispirazione, ma ancor più perché hanno garantito quella distanza critica di cui aveva tanto bisogno l’artista che affermava con estrema precisione: “Sono fatto di tutto ciò che ho visto”...»

Vedere la vita nel suo splendore. Intervista a Marinella De Luca

(...) Noi non ci possiamo adagiare nella quotidianità. Noi dobbiamo essere ogni giorno stupiti di essere in vita. Grati di essere in vita - io lo sono moltissimo - e grati di incontrare sempre nuove generazioni in cui rivive quello che abbiamo ricevuto. Perché, come diceva il buon vecchio Achille la vita è splendida. Ma abbiamo bisogno di cominciare a vederla nel suo splendore qui, hic et nunc, sulla terra. Uno può poi aver fede nell’oltre o non averla, ma è qui che dobbiamo cominciare a sentire la vita come un dono prezioso. È questo che ai ragazzi sta mancando, ed è per questo che sfidano continuamente la morte. Sfidano la morte, perché non conoscono il valore della vita e la scuola ha questo compito importantissimo: suggerire ai giovani la bellezza della vita.» (...)

Wildwood. Quando le mani creano magia – al cinema

Si tratta di “Wildwood – i segreti del bosco proibito”, nuova meraviglia realizzata dallo Studio Laika, responsabile di meraviglie come “Coraline e la porta magica”, “ParaNorman”, “Boxtrolls – le scatole magiche”. “Kubo e la spada magica” e “Mister Link”, tutte realizzate con l’ausilio della tecnica della stop-motion, ovvero fotografie a scatto singolo, per un totale di 24 fotogrammi al secondo, il che fornisce già l’idea di una pazienza certosina per un’opera monumentale, sia dal punto di vista tecnico che di durata (132 minuti), davvero inusuale per un prodotto d’animazione che raggiunge vertici impensabili...

Ursula Rucker, la voce di Philadelphia che ha fatto della poesia in musica un atto politico

In questo giorno / non si parlerà di guerra / o di politica / o di disastri / o di morte / l'amore è vivo oggi / quindi parleremo solo d'amore / ci sarà solo amore / sulla lingua / e sulle labbra / e nel cuore / e nei pensieri e non sarà quel tipo di amore / hollywoodiano / non l'amore da romanzo da quattro soldi / e certamente, non l'amore da musica mainstream / amore / amore / sai, amore / amore su cui si è lavorato / e coltivato come un giardino / amore che è stato curato, come i bambini / e beh, come i bambini / amore che cade, si schianta, brucia / ma si sporca, si aggiusta... e risorge / sorge / più luminoso di prima / amore fenice / sì, amore fenice / quindi, parliamo solo di amore… /