In vela per Bisanzio. La mostra curata da Richard Milazzo al Palazzo delle Arti di Rimini raccontata da Rosita Copioli
Per otto anni Richard Milazzo ha curato con Giovanni Tiboni il progetto - grandi stampe di pregio in piccola tiratura - dell’affascinante mostra, intitolata a uno sguardo verso l’Oriente, all’insegna di Yeats: Sailing to Byzantium: 6 New York Artists in Venice – Donald Baechler, Ross Bleckner, Peter Halley, Vik Muniz, Peter Nagy, Walter Robinson. Vi vengono esposte 67 stampe pregiate, tra 72 x 52 cm a 106 x 200 cm, in varie tecniche incisorie di tradizione tipicamente italiana, fatte da sei artisti di valore, diversissimi tra loro, attivi dagli anni Ottanta a New York. Milazzo ha intrattenuto con loro un costante rapporto. L’importante catalogo riproduce le opere, con 209 illustrazioni, le monografie di Milazzo, le biografie, le testimonianze fotografiche di incontri e works in progress tra i due continenti.
I pittori sono sei, come i rebbi delle gondole: i sestieri della città più volta a quell’Oriente fisico e spirituale che fece veleggiare san Marco verso Alessandria, che per primo descrisse Marco Polo. Rimini, avvolta in un suo antico Oriente non solo bizantino, rinnovato da Fellini, li accoglie dopo Venezia." ...
Chi decide di restare. Storie dal Libano in guerra. Intervista ad Andrea Avveduto di Pro Terra Sancta
(...) «Ho incontrato una ragazza, si chiama Mariam, che frequenta i primi anni delle superiori e si è ammalata di un grave tumore. È beneficiaria di un nostro progetto di supporto all'educazione per l'apprendimento della lingua inglese, uno studio fondamentale per il futuro di questi giovani. Quando si è ammalata, molti pensavano che l'avremmo persa perché faceva un'enorme fatica a venire a scuola, camminava zoppicando e si muoveva solo se accompagnata e con grande sforzo. Eppure continuava a venire. Un giorno l'insegnante le ha chiesto: "Mariam, ma perché vieni a scuola?". E lei ha risposto: "Io vengo a scuola perché ci siete voi, perché voi siete la cosa più bella che mi sia capitata nella vita".
La dignità di questa ragazza ha aiutato tutti noi ad affrontare le nostre sfide quotidiane, comprese quelle degli insegnanti che non ricevono lo stipendio. Ci ha insegnato ad affrontare le difficoltà in modo diverso. Per lei, quella compagnia era fondamentale per sostenere il peso del tumore. Questo dimostra che esiste una possibilità concreta di convivenza reale che nasce da questi luoghi, dove vanno tutti, sia cristiani che musulmani.»...
Il brigante Robin Hood. La nuova versione cinematografica dedicata all’eroe di Sherwood – al cinema
(...) In “Robin Hood – il prezzo del sangue”, Robin è anziano e disilluso, solitario e rancoroso, scocca ancora frecce con il suo arco e smentisce qualsiasi riferimento ad una presunta vita eroica e al grande amore per Marian, per lui personaggio immaginario ricavato da ballate popolari. Il Robin Hood interpretato da Hugh Jackman non fa sconti a nessuno, nei primi trenta minuti lo vediamo sterminare tutti coloro che lo vogliono morto, adolescenti compresi, in modo violento decisamente antitetico rispetto all’idea romantica che abbiamo ricavato da film e telefilm. Ferito gravemente, dopo aver visto perire l’amico Little John (Bill Skarsgård) in una furiosa battaglia, viene accolto e curato da una suora (Jodie Comer), sorella Brigid, un mix tra sacro e un pizzico di profano nei propri momenti di solitudine, in un convento ubicato su un’isola. Qui il film cambia passo e registro, diventa un racconto tra misticismo e redenzione, cita San Paolo e il poeta Lucrezio e Robin Hood che si nasconde sotto il falso nome di Randolph cerca pace dal suo tormentato passato, dal quale non riesce però a fuggire completamente....
La musica di Federico Garcia Lorca
"... Se la morte è la morte, /
che ne sarà dei poeti /
e delle cose addormentate /
che piú nessuno ricorda? /
O sole della speranza! /
Acqua chiara! Luna nuova! /
Cuori dei bambini! /
Anime rudi delle pietre! /
Oggi sento nel cuore /
un vago tremore di stelle /
e tutte le rose sono /
bianche come la mia pena."
(Granada, novembre 1918)
“Nella vera poesia c’è un profumo, un accento, un tratto luminoso che tutte le creature possono percepire” ha scritto Federico Garcia Lorca. Tutta la sua poesia è un canto d’amore, anche se rifiutato. Una musica che si fa spazio nel silenzio del dolore, un tremore di stelle, un sussulto.
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