Frank Horvat in mostra alle Terme di Caracalla
“In realtà, ciò che è interessante è quello che resta di una fotografia quando tutti i motivi per cui è stata scattata non ci sono più, quando sono finiti.” (Frank Horvat)
Mio padre conosceva e raccontava la storia come nessun altro. Leggeva le vicende del passato come si osserva una grande famiglia, individuando i dissidi e i legami di parentela. Era affascinato dalla Roma repubblicana e da quella imperiale, dalla modernità senza pari della Città Eterna. Da bambino, alle prese con manuali scolastici colmi d’orgoglio patriottico, era rimasto conquistato dal retaggio glorioso dei romani. Abbiamo scelto di esporre così tre serie che gli assomigliano, che ne illustrano la curiosità in perfetta sintonia con questo sito antico, nato per celebrare il corpo nella bellezza.
(Fiammetta Horvat)
“Sono un poeta di strada che cuce pezze con le parole”. Intervista a Franco Arminio
(...) «Un tempo il mondo andava in una certa direzione e l'arte aveva quasi il compito di mettere un granello di polvere nell'ingranaggio per interrompere quel flusso. Oggi che è già tutto rotto, l'arte è chiamata ad avere la forza di una stretta di mano, un esercizio di orientamento e di raccoglimento attorno a una parola o a un film. Gesti storici di rottura, come il taglio della tela o l'imbrattare la tela oggi non hanno più senso. La poesia oggi è come un sarto che cuce degli stracci per provare a fare una pezza.» (...)
Il mostro nel labirinto. Minotaur, il nuovo film di Andrey Zvyagintsev – al cinema
Basato su “Stéphane, una moglie infedele”, film del 1969 diretto da Claude Chabrol, regista che necessita di una vigorosa riscoperta, “Minotaur” si insinua nella genesi del conflitto russo con l’Ucraina. La guerra c’è, inizia, ma quasi non si vede, sembra invisibile, eppure i dettagli che si accumulano nel corso dei 141 minuti di sviluppo della trama, sono inequivocabili e il finale aperto apre molti interrogativi e pochissime certezze. Il tutto parte dal ritratto di una famiglia benestante...
Esiste un pensiero cattolico? L'ultimo saggio di Massimo Borghesi
Secondo Borghesi la privatizzazione della fede, la perdita della bussola dell'Incarnazione, è oggi frutto dell'era della globalizzazione la quale, dopo la caduta del comunismo, ha visto i cattolici passare dallo “spirito dell'utopia”, dominato dal marxismo, all'accettazione dello spirito del capitalismo. L'autore si riferisce al movimento intellettuale sorto negli Stati Uniti (influente anche in Italia) chiamato teocon, definibile come una teologia politica liberalconservatrice. Il problema è che il mix fra l'ethos cristiano e capitalismo implica l'abbandono della dottrina sociale della Chiesa...

