"Man Ray: tutto" alla Fondazione Magnani-Rocca di Parma
(...) «La scoperta della solarizzazione, tecnicamente nota come effetto Sabattier, avviene fortuitamente grazie alla sua assistente, musa e amante Lee Miller, la quale, spaventata dalla repentina comparsa di un topo nel laboratorio, accese improvvisamente la luce della camera oscura mentre un negativo era ancora immerso nel bagno di sviluppo. Questo apparente disastro tecnico viene immediatamente intuito da Man Ray come una risorsa estetica straordinaria. La tecnica consiste nell’esporre brevemente il negativo o la carta fotosensibile alla luce attinica durante la fase di sviluppo, provocando un’inversione parziale e controllata dei toni chiaroscurali. I contorni delle figure si caricano così di una linea nera, argentea, spettrale – una sorta di “bordo chimico” – che isola la figura dal fondo e le conferisce un’aura quasi scultorea, metallica o ultraterrena...»
"Una spinta alla relazione che è l’unica salvezza." Intervista a Fabio Santarini
(...) «Vi è un narcisismo diffuso terribile, legato anche ad un culto del corpo che non è cura, ma “scultura” per adeguarlo a modelli esteriori. Il narcisismo diffuso che riscontriamo, va oltre a quello patologico. Il narcisismo non patologico prende due vie. Da una parte quello classico, da Miles gloriosus, che è facile da individuare e gestire, perchè grottesco, quasi ridicolo. Si può paragonare, pensando al calcio, al gioco di Liedholm: tengo io ossessivamente la palla, così nessuno mi mette in discussione. Questo narcisista è sempre attivo, al centro dell’attenzione, ingombrante e insopportabile.
Ma la forma più pericolosa è quella che assomiglia al catenaccio, al gioco del calcio all’italiana di un tempo. Mi chiudo, serro tutte le possibilità che entri la realtà nel mio orizzonte e così mi sento protetto. Il narcisista di questo secondo tipo è una persona apparentemente tranquilla, buona, non si mette nei guai. Sembra cortese ma in realtà evita che qualsiasi cosa lo tocchi. L’altro non esiste se non per quello che fa lui comodo; è incapace di amare, per cui vive una solitudine terrificante, pur mascherata. Poi può accadere che nella sua esistenza si aprano voragini inaspettate ed è un disastro. Può arrivare a gesti estremamente gravi. È diffusissimo e non facile da rilevare.
La chiave sta nel fatto che non esiste in tutti questi casi relazione. Si torna così al concetto iniziale. L’unica speranza è ricostituire una pietas, per dirla laicamente, o in termini più religiosi una caritas, un amore all’altro. Una spinta alla relazione che è l’unica salvezza...» (...)
La signora della plastilina. Un ricordo di Fusako Yusaki, artista della “claymation”, scomparsa lo scorso 6 ottobre – su RaiPlay e YouTube
La sua abilità nel manipolare la plastilina, la conoscenza dell’animatore Ro Marcenaro e le possibilità aperte dalla Rai con il celebre programma “Carosello”, le permettono di candidarsi per la realizzazione degli spot del Fernet Branca. Per dieci anni, dal 1968 al 1978, il pubblico italiano incrocia le forme e in personaggi in movimento sorrette dall’inconfondibile ed irresistibile jingle musicale di Franco Godi (che si intitolava “Relax”), per un totale di 56 episodi, dapprima in bianco e nero, poi a colori. La tecnica utilizzata è quella della claymation, ovvero forme di plastilina modellate riprese a “passo-uno” (scatto singolo) dando l’impressione di una continua metamorfosi, nella più squisita tradizione della magia del cinema d’animazione che permette di fornire movimento a materiali inanimati quali appunto plastilina, argilla, disegni, pupazzi, oggetti e quant’altro.
Gil Scott-Heron, il poeta che parlava al futuro
(...) E adesso è inverno / Inverno in America / Sì e tutti i guaritori sono stati uccisi / O mandati via / Ma il popolo sa, il popolo sa / che è inverno / Inverno in America / E non c'è nessuno che combatte / perché nessuno sa cosa salvare / Salvatevi l'anima, lo sa Dio / dall'Inverno in America // La Costituzione / un nobile pezzo di carta / libererebbe la società
Ha lottato ma è morta invano / E ora la Democrazia è messa in un angolo, come il Ragtime / a sperare che arrivi un po' di pioggia / sembra che stia sperando, / sperando che arrivi la pioggia // E vedo i pettirossi / posati sulla cima di alberi secchi / che guardano gli ultimi razzisti che marciano sul pavimento / Ma proprio come il segno di pace che è svanito nei nostri sogni / non ha mai avuto la possibilità di crescere / non ha mai avuto la possibilità di crescere...

