GIORNALAIO 06.07.2013

Sabato, 06 Luglio 2013

giornalaioNotte rosa, bene gli alberghi (che però sparano i prezzi). A Rimini pressione fiscale lievita in due anni. L’enciclica del Papa

 

ABUSIVI a parte, hanno fatto affari d’oro gli operatori. Gli alberghi soprattutto. «Io dico – assicura il sindaco Andrea Gnassi – che, alla fine del weekend, se non sarà record di pubblico poco ci manca. Questa Notte rosa ha coinciso con l’arrivo del bel tempo, e si è visto. E Rimini e la Riviera hanno dimostrato, ancora una volta, di saper superare anche un momento difficile come questo». «E’ andata bene, ma dobbiamo ringraziare il sole – gli fa eco l’assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci – che ci ha portato finalmente un bel weekend dopo tanta pioggia». E con i turisti, sono arrivate anche tv dalla Cina, dalla Russia, dalla Germania, a raccontare questa lunga Notte rosa”, ilRestodelCarlino (pp.4-5). I residenti di Santa Giustina (sempre in attesa della circonvallazione) ne hanno approfittato. “Una sessantina le persone (tutte vestite di rosa) che ieri pomeriggio, a partire dalle 17, hanno cominciato ad attraversare la via Emilia avanti e indietro, rallentando le auto dirette alla grande festa”.
C’è sempre qualcuno che tende a fare il furbo. E’ ciò che sostiene Trivago, il più grande motore di ricerca al mondo dei prezzi negli hotel, secondo il quale per il Capodanno dell’estate i prezzi degli alberghi sono cresciuti in misura esponenziale. Trivago raffronta i prezzi della giornata di sabato 6 luglio con la media del periodo. Il risultato è che per la Notte rosa il prezzo medio di una camera doppia varia dai 232 euro di Riccione ai 121 di Misano. L’incremento maggiore lo fanno registrare le strutture della Perla verde con un +58 per cento, poi viene Bellaria Igea Marina dove una stanza si paga 119 euro pari a un rincaro del 27%, a Cattolica una camera si acquista con 135 euro (+26%), a Rimini servono 134 euro (+18%), a Misano 121 euro (+12%)”, CorriereRomagna (p.9). Ieri a Rimini niente fuochi di Scarpato, il padre degli artifici in rosa.


Tra i danni del nubifragio anche questo. “C’E’ CHI HA PERSO l’auto. Chi ha dovuto buttare via mobili, elettrodomestici, vestiti. Ma tra le ‘vittime’ del nubifragio dello scorso 24 giugno ci sono anche tanti libri. E alla Panozzo editore lo sanno bene. L’acqua è entrata anche negli uffici della storica casa editrice di via Clodia. «Abbiamo cercato di salvare il salvabile, ma alcune casse di libri proprio no, non ce l’abbiamo fatta…», allarga le braccia Massimo Panozzo, che con la figlia Francesca manda avanti la casa editrice. PERÒ, QUEI LIBRI ‘alluvionati’, impossibili da mettere in commercio ma ancora leggibili, sarebbe un vero peccato buttarli via. Anche perché «sono tanti. Almeno 300 copie, forse di più. Dobbiamo ancora verificare lo stato dei volumi che erano chiusi in alcuni scatoloni». Il danno è stimabile in almeno 3mila euro, forse 4mila. Ma c’è un danno peggiore: «Quei libri sono destinati al macero, se non trovano una nuova ‘casa’». Da qui l’idea, semplice e geniale, di Massimo e Francesca Panozzo: perché non chiedere ai riminesi di ‘adottare’ uno dei libri alluvionati, pagandoli a un prezzo simbolico di un euro ciascuno?”, ilCarlino (p.9).

 
A Rimini le tasse aumentano. “«La pressione tributaria per ogni riminese nel 2013 aumenterà di ben 258 euro, passando da 593 a 851 euro». Calcolatrice in pugno il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Gioenzo Renzi, fa le pulci al bilancio. E i numeri che evidenzia non fanno certo dormire sonni tranquilli. Capitolo Imu. Nel bilancio di previsione 2013 «l’Imu ammonta a 81 milioni di euro. Erano 34 milioni milioni di Ici nel 2011, 77 milioni nel 2012. Le agevolazioni enfatizzate dal sindaco Gnassi e dall’assessore al bilancio Brasini sono un’inezia”, Corriere (p.6). Altri nodi al pettine: “«Nel bilancio triennale 2013-2015 - nota Renzi - per le fogne sono previsti solo 15 milioni di euro compreso il contributo del Piano città pari a 8 milioni; e non i 23 milioni (15+8) dichiarati da Gnassi»”.
“Forse non sarà solo colpa di Gnassi, per dirla con i “buontemponi” di facebook, ma alla fine del 2013 ogni famiglia media riminese (composta da madre, padre e due figli) avrà nelle tasche 1000 euro in meno. Mille euro che pesano e, soprattutto, se ne saranno andati in Imu (per la seconda casa o per le varie attività produttive) e in Tares (una stangata che per i riminesi prevede un prelievo di 3 milioni e 600 mila euro in favore dello Stato)”, LaVocediRomagna (p.15).


Imu sul posto barca: la Finanza presenta il conto. Controllati e multati tutti gli oltre 600 posti barca alla darsena di Rimini e in quelle minori della provincia: l’agenzia delle Entrate abbuonerà le sanzioni, vista l’indecisione che per mesi ha accompagnato l’interpretazione della norma, ma sulla tassa non si discute. E’ così che termina il controllo al porto turistico di Rimini condotto nei mesi scorsi dalla Guardia di Finanza: decine di migliaia di euro di tributo evaso solo scorrendo il bilancio dei primi sei mesi dell’anno. E non solo Imu, al porto: tra gennaio e giugno scorsi, le Fiamme gialle hanno setacciato anche le prime acque di fronte a Rimini e “schedato” otto yacht, inviando i dati di proprietari e dei reali “utilizzatori” all’Agenzia delle entrate alla ricerca di qualche furbetto dalla dichiarazione misera, ma dalle vacanze extralusso”, Corriere (p.7).


La crisi e il governo Letta visti da Emendatori. “IL SAPORE Letta gli è andato di traverso. Giordano Emendatori, fon datore, anima e motore della Mec3, il colosso mondiale nella produzione di semilavorati per gelaterie e pasticcerie artigianali, dopo aver ‘inventato’ gusti come il ‘Cookies’ e l’‘Hello Kitty’ si è ritrovato con la bocca amara. «Sono un cittadino - esordisce - dotato di un forte senso civico, ma quel proclama del premier Letta ‘Adesso gli industriali non hanno più alibi per assumere’ è stato un colpo al fegato». E come mai? «Un imprenditore non assume a tempo indeterminato, cioè a vita, perché un dipendente costa meno... per 18 mesi, poi. Ma perché ha bisogno. E in questa fase le aziende hanno il problema contrario. Qui di fianco ha appena chiuso una fabbrica con 80 dipendenti». Cosa servirebbe, allora? «Questa non è una crisi passeggera, servono azioni forti. Un’azienda dev’essere lasciata libera di assumere o di lasciare a casa secondo l’andamento del mercato. E lo dice uno che quest’anno ha assunto venti persone e più di quaranta nel 2012»”, ilCarlino (p.13).


La rotonda negata a don Giussani. “«Il caso don Giussani? E’ l’espressione della più vecchia e becera concezione della sinistra. Dimostra solo pregiudizio ed astio». Così il Pdl va all’attacco della mancata intitolazione di una via da parte del Comune al padre fondatore di Cl. L’onorevole Sergio Pizzolante, il consigliere regionale Marco Lombardi e il coordinatore del Pdl Fabrizio Miserocchi affondano il colpo: «Pare evidente che la giunta, sospendendo l’intitolazione della rotonda a don Giussani, abbia rinnegato ogni sua vera o presunta apertura al nuovo»”, Corriere (p.6).
“Nicola Marcello (sempre Pdl), presidente della Commissione 1 - Affari Generali ed Istituzionali che si occupa anche di toponomastica, tiene a precisare: “non è solo la Imola colpevole, ma una giunta troppo spostata a sinistra. Anzi la Imola si è prodigata consentendo un iter velocissimo alla pratica: la richiesta dei 5 ex sindaci, che ho seguito personalmente, è del 20 agosto 2012, dopo il passaggio in commissione dove tutti votammo a favore tranne Galvani (Fds) tutto era pronto per andare in giunta il 30 ottobre. Il referto arrivò in giunta un giorno che era assente Gnassi, si oppose la Visintin (Fds), il martedì successivo, 10 novembre, il sindaco c’era ma proprio quel giorno uscì la storia del Meeting””, LaVoce (p.17).


Letture in spiaggia. Su LaVoce la nuova enciclica del Papa, Lumen Fidei.