Ma Dio lo ha resuscitato ; Con l’invisibile ci vuole pazienza ; Papa Was a Rollin' Stone

5 aprile 2026 – buonaDomenica   

Ma Dio lo ha risuscitato

“Da Siena passato a Firenze, Tino di Camaino (Siena, 1285 circa – Napoli, 1337) si mostra maturo nell’arte; e la sua individualità traspare meglio che non nelle opere anteriori di Pisa e di Siena, nella ricerca dell’eleganza e della grazia. Un riflesso dell’arte del monumento del Cardinal Petroni si vede nell’altro di Gastone della Torre, patriarca d’Aquileia, in Santa Croce a Firenze: come in quello, la faccia anteriore del sarcofago è rivestita da bassorilievi rappresentanti Cristo risorto nel mezzo, l’Apparizione di Cristo a Maddalena, a destra, San Tommaso che mette un dito nel costato di Cristo, a sinistra; ...

"Con l'invisibile ci vuole pazienza." Marco Martinelli e le sue "Lettere a Bernini"

(...) La fede penso sia proprio credere contro ogni speranza. Uso una metafora Dantesca: “Del ben ch’i’ vi trovai”. Dalla selva oscura si può uscire, quella selva che nei primi versi dell’Inferno lui definisce amara come la morte. Proprio lì trova il bene, trova la luce, ed è questa la bellezza della Pasqua cristiana, questa voce assurda lanciata al mondo. In fondo è follia, dice San Paolo. La croce è scandalo. Eppure è il segno della resurrezione. Per tornare ai nostri due grandi artisti, possiamo ammirare le loro opere, avendo nel cuore qualsiasi visione della vita, del mondo e della morte, ma di certo erano due credenti in maniera potente. La fede è qualcosa che innerva le loro opere, come i grandi artisti, da Dante a Majakowski: ciò in cui tu credi nel profondo si fa carne, si fa opera. È solo nei piccoli artisti che rischia di diventare un gingillo retorico.»

Film per lo spirito. Cinema spirituale in sala nel periodo pasquale

(...) Più interessante lo spagnolo “Los Domingos”, scritto e diretto dalla regista basca Alauda Ruiz de Azúa, regista che si dichiara atea ma ciò non le ha impedito di accostarsi con obiettività e correttezza ad un tema delicato come quello della vocazione religiosa, la chiamata di una diciassettenne, Ainara, verso la dimensione contemplativa in un convento di clausura, con inevitabile terremoto familiare, in particolare per la zia Maite, non credente e fermamente convinta che la ragazza debba affrontare gli studi universitari piuttosto che rinchiudersi in un monastero assieme ad un gruppo di anziane suore definite ingannatrici e manipolatrici.

Carteggio Paolucci-Arduini e l’identità delle biblioteche. Intervista a Franca Arduini

(...) A Firenze ci sono arrivata nel 1971, provando la malinconia della solitudine presto cancellata dal mio lavoro in Nazionale e dalla scoperta di una città ricca di arte, ma anche di musica, con il suoi teatri che frequentavo regolarmente, i cinema all’aperto che nell’estate caldissima erano il nostro rifugio. Posso dire che la Nazionale è stata la mia scuola. Ricordo l’immensità dei magazzini e del patrimonio, l’inizio dell’informatizzazione, la partecipazione al Bollettino prima e al Servizio Bibliotecario Italiano (SBN) poi. Vi sono entrata dopo l’alluvione nel 1971 quando tutto pareva rinascere e cambiare.

Papa Was a Rollin’ Stone. La Motown Records

Era il tre settembre / quel giorno lo ricorderò sempre, / perché quello fu il giorno in cui morì mio padre. / Non ho mai avuto la possibilità di vederlo / non ho mai sentito altro che cose negative su di lui. / “Mamma, conto su di te per dirmi la verità” / La mamma ha semplicemente chinato la testa e ha detto: / “Figliolo, papà era una pietra rotolante / ovunque posasse il cappello era casa sua. / E quando morì, tutto ciò che ci lasciò fu nient’altro che solitudine