Il sonno dei desideri ; "Ho sentito che ero stato felice" ; Alla ricerca di Rimini

12 aprile 2026 – buonaDomenica   

Amare le differenze. Michelangelo Pistoletto a Bologna

Si tratta di un grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo, circondato da sedie provenienti dai Paesi che si affacciano su questo mare, attorno al quale si sono sviluppate nel tempo molte delle attività di Love Difference e di Cittadellarte.

Il sonno dei desideri. Intervista a Sergio Canneto

(...) Oggi invece prevalgono i sentimenti neutri, dell’uomo medio, di quel cuore che non deve essere colpito e viene messo dentro una cassaforte ma che di conseguenza non è in grado di toccare nessuno e di farsi sentire. Questa fortificazione emotiva si estende non solo al sociale ma anche al privato; coppie che stanno insieme solo perché nessuno dei due “costringe” l'altro ad aprire il cuore, a scoprirsi. Oggi non so neanche se qualcuno sia più in grado di amare veramente qualcun altro, forse non si è più in grado di amare neppure se stessi.

Uno straniero in bianco e nero. Il regista François Ozon rilegge “Lo straniero” di Albert Camus. Al cinema

(...) A “Lo straniero”, il romanzo di Albert Camus edito nel 1942 ed universalmente riconosciuto tra i capisaldi della letteratura universale (lo stesso Camus aveva già pensato ad una riduzione cinematografica negli anni Cinquanta con Jean Renoir alla regia e Alain Delon o Tony Curtis per il giovane protagonista e con il romanzo si voleva misurare anche Ingmar Bergman per un progetto mai andato in porto), si accosta ora, conquistando maggiore consenso critico e di pubblico, François Ozon, regista prolifico (più o meno un film all’anno dal suo esordio nel 1998 con “Sitcom” per un totale di ventiquattro lungometraggi) che ritorna al bianco e nero già utilizzato nel 2016 per il film “Frantz

Alla ricerca di Rimini. Tommaso Panozzo, “La città dell’estate”

Il contenuto più curioso e originale sono però le tre mappe (Marina Centro, le colonie, Viserba) sulle quali l’autore segnala dove erano e, in molti casi, dove sono ancora molti “luoghi topici” su cui si sofferma la narrazione. È un’intuizione che forse poteva essere ancora più sviluppata mostrando come era (anche prima degli anni Cinquanta e Sessanta) e come è oggi un albergo, una struttura, un particolare, una veduta d’insieme.