(...) Van Gogh tutta la vita anela ad essere buono.
Buono è colui che dona senza giudicare, che ama senza voler essere contraccambiato, che vuole darsi via in qualche modo. E questo è anche il significato del gesto simbolico che fa, ad un certo punto, tagliandosi un pezzo d’orecchio.
E questa è la bontà dell’idiota. Idiota nel senso, appunto, di Dostoevskij, un idiota perché è uno che non è capace, che è del tutto incapace di interessarsi a sé, che vorrebbe darsi via per accogliere gli altri, per sentire la loro sofferenza, per compatire con loro.