GIORNALAIO 05.12.2013

Giovedì, 05 Dicembre 2013

giornalaioAeradria, non è vero che ci sono i soldi per volare fino al bando. Palas, bilancio in rosso per un milione. Ai funzionari comunali incarichi da 100mila euro 

Aeradria, “IL ‘FELLINI’ ha benzina per volare fino a fine febbraio, marzo al massimo. Se entro tre mesi l’aeroporto non troverà nuove entrate per sopravvivere, sarà costretto a chiudere i battenti prima ancora che venga pubblicato il bando per la nuova gestione. È UNA SITUAZIONE drammatica quella che ha dipinto ieri il curatore fallimentare Renato Santini ai rappresentanti dei sindacati. I conti sono presto fatti: Aeradria avrebbe in cassa un milione e 700mila euro (ma ieri il curatore non ha dato, ai sindacati, le cifre esatte), e inoltre può contare su un altro milione di euro che era stato dato in deposito cauzionale a Enac. In tutto fanno 2,7 milioni. Ma tra le spese quotidiane per mantenere l’attività, quelle che se ne vanno in avvocati e procedure, e i soldi che potrebbero pretendere già da subito i creditori privilegiati, tra cui Agenzia delle entrate e Inps, l’aeroporto rischia di restare a secco nel giro di poche settimane. E’ vero: il ‘Fellini’ vanta anche un credito di 1,8 milioni di euro da riscuotere dalla Ryanair, ma c’è un contenzioso in corso e in ogni caso quei soldi, lo scalo di Miramare, li rivedrà se va bene tra un anno o forse due. Il tempo non è dalla parte del ‘Fellini’”, ilRestodelCarlino (p.4). “LA MISSIONE a Mosca del ‘Fellini’ potrebbe rivelarsi vana. Nonostante la spedizione dei manager in Russia (sono partiti ieri) per convincere compagnie e tour operator a restare a Rimini, il pericolo del fuggi fuggi dal ‘Fellini’ è più che concreto. Lo ammette lo stesso presidente di Livingston, Riccardo Toto, che era subentrato con la sua compagnia aerea alla WindJet nel 2012, e aveva da subito iniziato a operare alcuni dei voli per la Russi. «Tutti i progetti che avevamo sullo scalo sono sfumati — rivela Toto — Tutte le compagnie sono molte restie a volare da un aeroporto che è fallito e opera in esercizio provvisorio. Le altre compagnie russe stanno già riprogrammando i loro voli». Lo stesso potrebbe fare Livingston, che con il crac di Aeradria ci ha rimesso 2 milioni di euro. «Intanto abbiamo già cancellato, per dicembre, i voli per Mosca e San Pietroburgo. Ce l’hanno chiesto gli stessi tour operator. Da fine dicembre riprenderemo, ma non ci sono certezze»”.

 

Infrastrutture, continua lo scontro a distanza tra Sergio Pizzolante e Lorenzo Cagnoni, sulla base dei contenuti di una lettera della Provincia. “«INCAPACITA’ finanziaria di Rimini Congressi a mantenere i propri impegni con conseguenze minime certo non auspicabili: subentro di Unicredit nella compagine societaria di Rimini Fiera come socio di maggioranza». E’ il passaggio cruciale di una lettera che il presidente della Provincia, Stefano Vitali ha inviato a Comune, Camera di Commercio (soci del Palas con la Provincia per un terzo ciascuno), Rimini Holding. E alle società congressuali e fieristiche. Oggetto: «Situazione finanziaria di Rimini congressi, Palazzo dei Congressi e Rimini Fiera»… cita la lettera di Vitali. Che indica le previsioni iniziali per dar benzina al Palas: dividendi straordinari; dividendo annuale per la rata del mutuo Unicredit (sceso da 46 milioni iniziali a circa 40); conferimenti degli enti soci per 6 milioni ciascuno; royalties dal sistema alberghiero e canone di gestione da Convention Bureau destinati al pagamento mutuo Mps Capital Service. La Provincia «prende atto» che tutte queste condizioni sono venute a mancare, o sono ‘diluite’. Aggiungendo il contenzioso con Cofely: finisse male sarebbero altri 4 milioni da sborsare. Tra le conseguenze ipotizzate da Vitali, che parte dalla cancellazione delle Province, e dall’impossibilità di pagare la propria quota, ci sono «l’aggravarsi di stress finanziario di Rimini Fiera; il subentro di Unicredit come socio di maggioranza; ipoteca di Pms sul nuovo Palas». Vitali indica come «auspicabile» un percorso alternativo per mantenere le infrastrutture, anche con l’ingresso di capitali privati». Cagnoni replica ‘in diretta’. Partendo dai privati: «Difficile pensare in questa fase congiunturale a simile ipotesi; cerchiamo, non sottovalutando i problemi, di costruire scenari percorribili, ne abbiamo già parlato con la Provincia e gli altri soci, incontro fissato già prima di quella lettera»”, ilCarlino (p.5).
“Bisogna «agire subito politicamente» senza «aspettare il tribunale»: è l’avviso dell’on. Sergio Pizzolante (Ncd) indirizzato al presidente della Fiera Cagnoni e più in generale al sistema-Rimini. Il deputato ha replicato ieri a Cagnoni, definendolo «nervosamente arrogante»: «io non ho mai detto: dopo l’Aeroporto tocca a Fiera e Palas - afferma Pizzolante -, ho detto che con il fallimento dell’aeroporto e con la grande crisi, fallisce una strategia complessiva sulle grandi infrastrutture, basata sull’investimento pubblico e sulla gestione pubblica». Il parlamentare poi attacca sul Palas: «È evidente che il vecchio piano strategico e finanziario non regge più. Si basava su: 1) dividendi straordinari destinati al capitale sociale del Palas; 2) dividendo annuale destinato alla rata del mutuo Unicredit; 3) conferimenti degli enti soci per 6 milioni ciascuno; 4) incasso Royalties da sistema alberghiero destinati al pagamento mutuo MPS Capital Service. Nessuna di queste condizione è più attuale. Cosa si aspetta a cambiare radicalmente strategia?». Pizzolante cita una lettera del presidente della Provincia Vitali ai soci del sistema Fiera-Palacongressi, per poi concludere: «Continui Cagnoni a mettere la polvere sotto il tappeto, salvo poi piangere se qualcuno arriva e... rompe il tappeto. Sulla gestione della Fiera poi... ne riparleremo!»”, LaVocediRomagna (p.11).

“Come era stato preannunciato dal presidente della capogruppo Rimini Fiera, ieri CBRR (Convention Bureau della Riviera di Rimini, società che ha in gestione il Palacongressi) ha reso noto il preconsuntivo 2013: «a fronte di un primo semestre dell’anno in sostanziale pareggio, cancellazione di eventi già programmati e annullamento di opzioni per meeting e congressi, portano a un saldo finale di bilancio con segno negativo di 700 mila euro. Nell’ottica di una gestione economica di grande prudenza e attenzione alla difficile congiuntura economica, il CdA ha anche deciso di ascrivere componenti straordinarie negative per circa 300 mila euro»”. “Le cose sarebbero precipitate nel secondo semestre dell'anno, dopo che i primi sei mesi mostravano in realtà una gestione in pareggio. In totale, dall'inizio dell'anno al 31 ottobre, nel settore delle convention aziendali si sarebbe assistito a ben 192 cancellazioni di eventi”, NuovoQuotidiano (p.3).

Intanto, va avanti l’indagine in procura. “Non una, ma tre. Sono le bancarotte fraudolente di cui è accusato Massimo Vannucci, ex vicepresidente di Aeradria, amministratore delegato di Rdr e componente del Cda di Air (società collegata ad Aeradria). Ieri, Vannucci, accompagnato dal suo legale Alessandro Catrani, è stato interrogato per la terza volta. La prima deposizione l’ha fatta davanti agli uomini della Guardia di Finanza, le altre due in Procura. Con l’interrogatorio di ieri, durato dalle 11 fino alle 15.30 (con un’unica pausa per il caffè), l’albergatore, ex presidente di Aeradria, dovrebbe aver terminato le sue deposizioni davanti alla dottoressa Gemma Gualdi, il pm titolare dell’indagine”, LaVoce (p.13).


Macchina comunale. “INCARICO DA 100mila euro l’anno per tre anni. Beneficiari: due dipendenti comunali, Mattia Maracci (qualifica: ‘posizione organizzativa’) e Serena Carlini (funzionaria) che svolgeranno «assistenza tecnico amministrativa nella gestione operativa delle partecipazioni societarie di Rimini Holding». Particolare non trascurabile: «Attività che sarà svolta in orario di servizio per un importo di euro 97.600 lordi per tre anni, aggiuntivo allo stipendio». La ripartizione vede ‘favorito’ Maracci. La somma, specifica la determina firmata dal dirigente al Personale Alessandro Bellini, sarà prelevata in parte dal «fondo risorse decentrate per il personale dipendente» (11.360 euro). Se ne è discusso - di questo e altro - ieri in prima commissione consiliare, su mozione di Giuliana Moretti (Pdl-Nuovo Centrodestra). Che attacca: «Niente di personale, ma visto che i due dipendenti in questione svolgeranno i nuovi compiti nell’orario di lavoro, per quale motivo questa cospicua aggiunta ai loro stipendi? Gente che guadagna già 40mila euro l’anno»”, ilCarlino (p.3).