Salvini apre ai no vax, Morolli: entrata a gamba tesa

Giovedì, 07 Marzo 2019

(Rimini) L’assessore ai servizi educativi del comune di Rimini Mattia Morolli critica duramente l’apertura del ministro Matteo Salvini sui temi novax. Il ministro ha infatti chiesto la possibilità di frequentare la scuola per i bambini non vaccinati, nonostante ci sia una legge che lo vieta.
“L’entrata a gamba tesa del Governo sul tema dei vaccini non aiuta certo chi deve organizzare le attività didattiche e i relativi servizi, contribuendo a generare nuova confusione e indeterminatezza. Il rischio che non possiamo permetterci è che un delicatissimo tema di salute pubblica venga utilizzato ai fini di mera propaganda politica. Il mio timore è condiviso con la maggioranza dei direttori didattici con cui mi sono immediatamente confrontato. Ripeto quanto già detto più volte, ovvero che, se è legittimo e doveroso tener conto delle esigenze di tutti, non ci si deve dimenticare che attenzioni prioritari vanno dati a quei bambini più deboli e con problemi di salute, che non potendosi difendere, non hanno scelta se non quella di sperare che chi invece può, si vaccini, tutelando così gli uni e gli altri. Con questo intento abbiamo attuato da subito una intensa attività, sia culturale che amministrativa, di sostegno alle vaccinazioni e contrasto verso chi non ottempera alla legge vigente che, è bene ricordare, è ancora la Lorenzin. Una legge che pone degli obblighi, sul rispetto dei quali stiamo facendo controlli continui, grazie ai quali abbiamo evidenziato una ventina di casi, per i quali sono partite altrettante denunce che sono giacenti in tribunale. Grazie a questo siamo riusciti ad innalzare sensibilmente la percentuale di bimbi riminesi vaccinati, recuperando in buona parte il gap storico. Certo, rimane ancora molto da fare, per questo è importante continuare quanto già avviato per allinearci alla media regionale. La speranza è che si smetta di usare il tema dei vaccini come strumento politico e ci si ponga in ascolto dei dirigenti scolastici e delle amministrazioni, preoccupate unicamente di assicura ai propri cittadini, e per primo a quelli più deboli, il loro diritto allo studio”.