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A piazza Malatesta ponte levatoio, reperti archeologici e nuova illuminazione

Venerdì, 09 Dicembre 2016

(Rimini) Piazza Malatesta, la giunta comunale ha approvato nell'ultima seduta il progetto esecutivo per il recupero dell corte a mare. Il primo lotto dell’intervento, da 1,7 milioni di euro complessivi (950.000 il primo lotto e 750.000 il secondo inseriti nel bilancio del 2017), partirà a marzo 2017 ed entro l’anno dovrebbe concludersi.
“Non c’è progetto singolo della città che non sia inserito in una visione complessiva”, ha spiegato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. “La prospettiva da qui ai prossimi decenni è quella di accendere i motori che muovono la gente nel mondo. E l’investimenti non può che essere unitario e comprendere castello, ponte di Tiberio, Fulgor, teatro. Perché la gente si muove verso l’Italia per il Rinascimento e per l’antica Roma”, spiega il sindaco che su questo dice di aver studiato. “Nei prossimi 3 o 4 anni, l’obiettivo per noi è portare a Rimini 300mila, 600mila, 900mila visitatori internazionali all’anno”, lancia Gnassi. “L’Italia, Rimini, ha dimenticato la bellezza. E’ arrivato il tempo della bellezza. Tra 12 mesi si potrà toccare con con mano la grande bellezza originale della città, abbandonata dal ’46 ad oggi”.
Il progetto esecutivo approvato dalla giunta con il contributo della Soprintendenza archeologia e belle arti, e curato da Chiara Fravisini dei Lavori pubbici, prevede di ridelineare la ‘falsa braga’, ovvero il bastione poligonale che si interpone tra l'ingresso del Castello e l'antico fossato, mediante la realizzazione di aree verdi calpestabili e percorsi pedonali, nuovi arredi e la valorizzazione dei reperti archeologici, per la precisione quelli riconducibili alla torre distrutta nell’Ottocento. L’antico ponte levatoio sarà rievocato grazie ad una speciale pavimentazione in legno. Il tutto sarà valorizzato da una studiatissima illuminazione. La gara d'appalto per la realizzazione della corte a mare verrà avviata entro l'anno 2016, cioè entro tre settimane.


Nel dettaglio, il bastione poligonale che perimetrava originariamente la corte a mare sarà rievocato con il suo peculiare andamento frastagliato. I sondaggi archeologici e le ricerche cartografiche storiche consentono di riproporre simbolicamente un segno a terra evocativo, che si concretizza nel progetto come un dislivello di circa 50 cm tra l'imposta di un grande piazzale davanti all'ingresso della rocca e la quota di scorrimento della viabilità carrabile, che rimane quella esistente.
Il raccordo del grande piazzale con il marciapiede perimetrale comporta la variazione in altezza del dislivello che varia tra i 20 e i 50 cm e può diventare in alcuni punti una informale seduta, con le spalle rivolte alla rocca e la visuale sul retro del teatro. La seduta e l'alzata del gradino sono rivestite in pietra bianca (Lessinia) che richiama le decorazioni sulla facciata del castello e nello stesso tempo si allontana dall'imitazione delle preesistenze in mattoni, il cui tracciato è come già detto a tutt'oggi sconosciuto.
In corrispondenza dei vertici della corte a mare i bastioni si alzano di quota sul livello stradale grazie alla posa in opera di panchine con schienale rivestite di lastre della medesima pietra bianca di Lessinia. Queste sedute, al contrario delle altre, guardano la rocca. L'intero castello viene circondato da un piedistallo sobrio ed elegante che ne sottolinea discretamente la superba grandezza e fama.
La nuova Corte a Mare potrà diventare così uno spazio museale, da esposizione, su cui troneggia e risalta il castello: all'interno di ciascuna aiuola potrebbero trovare posto installazioni, sculture, esposizioni temporanee o anche permanenti. I percorsi e il piazzale davanti all'ingresso sono altresì abbastanza ampi da consentire eventi, happening, meeting, eccetera.


La sola torre portaia viene riproposta in mattoni, con un'altezza di 80/100 cm fuori terra, per evidenziare l'ingresso alla corte e anche perché gli scavi archeologici ne hanno restituito memoria, per un frammento di muratura che consente di collocarla con precisione.
Il ponte levatoio, richiamato a mezzo di una pavimentazione in legno su travi in acciaio, collega la torre portaia al marciapiede perimetrale e costituisce uno dei tre accessi alla Corte; gli altri due sono l'ingresso a raso di fronte al civico 28 di piazza Malatesta ed una breve rampa di fianco all'Ala di Isotta.
All'interno della neo ricostruita corte a mare si prevede, fra il verde lasciato a prato, una pavimentazione a disegno geometrico a grandi riquadri in calcestre, che permetta di passeggiare lungo il perimetro frastagliato e al suo interno, fino ai reperti archeologici lasciati a vista: la demolita torre T3 (sec. XV) con le superfetazioni ottocentesche e il selciato di fronte all'ingresso (secolo XIX). Si vuole differenziare dal verde più naturale e spontaneo della porzione di progetto rimandata al II lotto dei lavori, che si situa a destra della rocca, distinguendo così la zona una volta pavimentata da quella con la presenza di acqua del fossato.


L'accesso carrabile dalla via Circonvallazione Occidentale, via Poletti, viene ridisegnato riducendone la sezione trasversale.
Piazza Malatesta è un grande palcoscenico su cui recitano protagonisti assoluti come la Rocca, il Galli, Santa Colomba, ed altri secondari ma non meno importanti, come certa edilizia storica di cortina, il giardino di Paolo e Francesca e i due grandi platani della piazza. L'impianto d'illuminazione completamente rinnovato diventa così un'opportunità per cogliere e evidenziare la gerarchia fra le emergenze protagoniste e quelle comprimarie.
Per quanto riguarda questo primo lotto dei lavori si sostituiranno le lampade sopra la Rocca con proiettori a LED di ultima generazione che consentiranno una illuminazione più diffusa del monumento e meno fastidiosamente abbagliante, con minore spesa di gestione. Dal basso l'illuminazione tipo wall washer di colore ambrato sul mattone e bianco sulla pietra bianca della falsa braga concorrerà ad un effetto "torcia" sulle pareti verticali di grande suggestione.


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