Barocco sì, ma “vigoroso” ; La forza della gentilezza ; Sant'Antonio 'da' Rimini

15 marzo 2026 – buonaDomenica   

Barocco, il Gran Teatro delle Idee, dal 21 Febbraio al 28 Giugno 2026, Forlì, Museo Civico San Domenico. Qui sopra: Ludovico Carracci, Conversione di Saulo, particolare

(…) Di fatto, parlando di Ludovico Carracci, Longhi sottolineava il “vigore” con cui egli “riesce a scavalcare i tempi e ad esprimere l’agitazione patetica di quel che sarà il barocco […] nella sua nuova miracolistica a fior di umanità, coi nuovi màrtiri che si inalberano come vele percosse, al soffio dell’uragano imminente che trascina le nubi basse fin su Bologna inquieta, all’orizzonte”.

“Siamo gli unici al mondo a fare la pizza ‘coccolata’”. Intervista con Nico Acampora, fondatore di PizzAut, realtà che ha rivoluzionato il rapporto tra lavoro e autismo, ma soprattutto “padre di Leo”, come ama definirsi

«Insieme alle difficoltà c’è grande entusiasmo e grande gioia, perché vedi il cambiamento, vedi miracoli che sembravano impossibili e che invece succedono. La difficoltà più grossa, all’inizio, è stata che non ci credeva nessuno. Quando dicevo che avrei fatto un ristorante gestito completamente da persone autistiche, mi dicevano che ero “più handicappato dei miei ragazzi”.»

Canta e balla per la tua fede. Il testamento di Ann Lee (al cinema)

In questo racconto c’è l’esperienza di una ricerca di fede portata avanti con convinzione e dedizione, anche di fronte a violenze da parte di detrattori che mal vedevano la compagine religiosa presente sul territorio. Tra visioni mistiche e proselitismo, integralismo e fanatismo, gli “Shakers” affermano negli States il proprio credo a metà del XIX secolo, quando il movimento contava in America più di 4000 soci e venticinque villaggi rurali, dove la vita trascorreva tra austerità, sobrietà e castità. Non piacerà dunque a tutti, ma chi vuole incrociare questo film generoso e debordante nella messa in scena e curioso nell’approccio musicale, troverà non pochi motivi di interesse, poiché si tratta di un’opera che nella sua “follia” costruttiva pone quesiti fondamentali sulle scelte di fede

Sant’Antonio a Rimini. Storia, predicazioni e miracoli (Libri dell’Arco, 2025)

Nel suo libro Salvatore Primiceri riporta la convinzione di uno dei massimi storici riminesi, Cesare Clementini che nel lontano 1627 scriveva «Onde con tutto che questo Santo per essere morto d’anni trentasei nella Città di Padova da essa venga chiamato, ma forse disconverrebbe d’esser da Rimino detto». Primiceri, dopo aver approfondito con accurata bibliografia la figura del santo portoghese, contemporaneo di Francesco che lo stimava assai chiamandolo “il mio vescovo”, si identifica con empatia con il giudizio di Clementini.