Mercoledì, 14 Aprile 2021 16:07

14 aprile

Crac Cmv | Positivi in calo | Primarie a Rimini

(Rimini) E’ stato sottoscritto, nel corso di un incontro presieduto dal Prefetto, il “Protocollo per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela”, volto, appunto, a migliorare l’attività di prevenzione e repressione di specifici fenomeni criminali in danno delle banche e della loro clientela. Presenti in Prefettura, nel rispetto delle normative anti covid, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, mentre in collegamento in video conferenza hanno partecipato il Coordinatore di OSSIF, Centro di Ricerca sulla Sicurezza Anticrimine dell'ABI Marco Iaconis e il Coordinatore Regionale dell’Associazione Bancari Italiana Mario Bernardi,

Nel ringraziare gli intervenuti, il Prefetto ha evidenziato come il protocollo miri a “cercare di contenere le infiltrazioni nell’economia sana da parte della criminalità” e ha sottolineato l’efficacia della collaborazione con il mondo bancario ai fini dell’adozione di nuovi strumenti di contrasto alla criminalità. Contrasto per il quale l'ABI ha rimarcato i risultati positivi ottenuti, con il coordinamento della Prefettura, dalle Forze di Polizia, soprattutto in relazione alla diminuzione dei furti operati in danno degli ATM. Quindi non un Protocollo dettato da situazioni di allarme, ma frutto di una continuità sinergica per un’azione sempre più efficace contro la criminalità.

Il Protocollo prevede, tra l’altro, una particolare attenzione alla cyber security, attraverso un percorso che consente di far fronte a minacce, rischi e scenari aziendali in continua evoluzione, ivi compresi le truffe e i raggiri, con particolare riguardo alle azioni criminose perpetrate ai danni della popolazione anziana. Il documento sottoscritto prevede, altresì, l’adozione di un’ampia articolazione di misure di sicurezza il cui censimento permetterà di creare una mappatura unica nazionale dei sistemi di videosorveglianza e delle altre misure di sicurezza presenti nelle agenzie bancarie, che verrà messa a disposizione delle Forze dell’Ordine con evidenti benefici nell’azione di prevenzione e investigativa.

Il Prefetto, nell’evidenziare che il contrasto al fenomeno criminoso delle rapine ai danni delle banche rappresenta uno dei principali obiettivi del sistema generale di presidio e controllo del territorio, sottolinea l’importanza che riveste il Protocollo nella prospettiva della sicurezza partecipata, che include Istituzioni e Forze di Polizia e allarga il raggio di azione ad altri importanti attori del territorio come, in questo caso, agli Istituti Bancari.

(Rimini) “In questa fase in cui tutto è ancora in definizione, vorremmo avere con lei un’interlocuzione trasparente al fine di portare un contributo positivo al suo lavoro sui tavoli governativi: per questo ci mettiamo a disposizione e le chiediamo un incontro”: si conclude così la lettera che diciassette sindaci romagnoli, appartenenti a territori di tre province, hanno rivolto al Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

 Un messaggio forte, incentrato su quel Piano Nazionale Ripresa e Resilienza che, secondo i firmatari, rappresenta “l’opportunità più importante di rinascita e di progresso che la Nazione abbia mai potuto cogliere nella sua storia recente. Una quantità di risorse importantissima da 209 mld - in parte debito ed in parte a fondo perduto - che abbiamo il dovere di gestire in maniera appropriata ed efficiente. Un’occasione che, come sistema istituzionale, non possiamo fallire.” Non è un progetto antitetico a quello già delineato dalla Regione, ciò a cui i sindaci mirano, ma “un confronto costruttivo nel generale interesse delle nostre comunità.” Mano tesa quindi nei confronti del Presidente Bonaccini, pur non nascondendo il rammarico per essere stati esclusi fino ad oggi “dall’interlocuzione avviata tra Regione e Governo rispetto alla finalizzazione delle ingenti somme legate al Piano.”
 
Sindaci che, comunque fiduciosi di poterne parlare presto attorno a un tavolo, già in questa comunicazione forniscono alcuni spunti. In tema di innovazione e digitalizzazione (“Maggiori investimenti a contrasto del digital divide e un focus sulla digitalizzazione degli archivi comunali: operazione costosa ma che consentirebbe di migliorare l’efficienza della macchina burocratica”); sanità, assistenza e cura (“La pandemia ha confermato quanto la medicina del territorio sia fondamentale: va potenziata, seguendo il principio cardine della sussidiarietà orizzontale e di coinvolgimento anche del privato accreditato in una logica di unico sistema di welfare”); scuola e formazione (“E’ urgente intervenire sulle scuole. Concentrarsi soprattutto sulla ristrutturazione, la riqualificazione o la sostituzione degli edifici esistenti. Proponiamo la realizzazione di un censimento dei progetti dei singoli comuni in attesa di essere finanziati: al fine di comprendere se arriverà sufficiente copertura dal Recovery Plane  per riuscire a candidare a finanziamento almeno un progetto per comune, dando maggiori punteggi alla costruzione di nuovi plessi o a interventi di ristrutturazione importanti”). Poi ancora trasporti (“La Romagna, più dell’Emilia, sconta un gap infrastrutturale che va colmato”); ambiente e paesaggio (“E’ una delle direttrici principali del Recovery Plan e anche noi ne condividiamo l’importanza. In particolare, pensiamo che le risorse vadano investite nel favorire il progresso nella gestione dei rifiuti favorendo le economie circolari proprie di questo ciclo, determinando così importanti ricadute economiche sul territorio”); infine, non di meno cultura e turismo (“Settori allo stremo a causa della situazione emergenziale che stiamo vivendo. Servono interventi improntati anche allo sviluppo della digitalizzazione e dell’innovazione: rilancio di siti, città e musei, anche nello sviluppo di nuove modalità di promozione e nella ridefinizione di un turismo ‘slow’ e sostenibile, dedicato alle aree rurali, montane e costiere”).
 
I firmatari: Filippo Giorgetti – Sindaco del comune di Bellaria Igea Marina; Silverio Zabberoni – Sindaco del comune di Borghi; Massimiliano Pederzoli – Sindaco del comune di Brisighella; Fabiano Tonielli - Sindaco del comune di Casteldelci; Domenica Spinelli – Sindaco del comune di Coriano; Francesco Tassinari – Sindaco di Dovadola; Gianluca Vincenzi - Sindaco del comune di Gatteo; Stefano Zanchini – Sindaco del comune di Novafeltria; Mauro Giannini - Sindaco del comune di Pennabilli; Roberto Canali – Sindaco del comune di Predappio; Ursula Valmori – Sindaco del comune di Premilcuore; Pier Luigi Lotti – Sindaco di Rocca San Casciano; Leonardo Bindi - Sindaco del comune di San Leo; Enrico Cangini – Sindaco del comune di Sarsina; Quintino Sabbattini – Sindaco di Sogliano sul Rubicone; Pasquale Novelli – Sindaco del comune di Talamello; Enrico Salvi – Sindaco del comune di Verghereto.

(Rimini) Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 352.908 casi di positività, 785 in più rispetto a ieri, su un totale di 26.058 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3%Dal numero dei nuovi casi misurato ogni 5 giorni, si ricava come dagli 8.597 dell’1-5 aprile, si sia passati ai 5.413 del 6-10 aprile, 3.184 in meno (-37%).

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, le persone dai 75 anni in su e, da ieri, quelle per lafascia d’età 70-74 anni, con oltre 100mila prenotazioni solo nel primo giorno.

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate. Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.157.315 dosi; sul totale, 350.455 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 331 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 337 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 460 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,8 anni. Sui 331 asintomatici235 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing30 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 6 con gli screening sierologici4 tramite i test pre-ricovero. Per 56 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 201 nuovi casi, seguita da Modena (150) e Reggio Emilia (102); poi Rimini (62), Forlì (59), Cesena (56), Ferrara(48) e Ravenna (43); quindi Piacenza (25), il Circondario Imolese (22) e, infine, Parma (17).

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 13.331 tamponi molecolari, per un totale di 4.163.612. A questi si aggiungono anche 12.727 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 2.217in più rispetto a ieri e raggiungono quota 275.503.

casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 64.953 (-1.473 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 61.968 (-1.372), il 95,4% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 41 nuovi decessi: 1 in provincia di Parma (un uomo di 82 anni); 5 nella provincia di Reggio Emilia (due donne di 78 e 87 anni, e tre uomini di 55, 77 e 99 anni); 2 nella provincia di Modena (due uomini di 70 e 87 anni); 11 nella provincia di Bologna (due donne di 82 e 95 anni, e 9 uomini: uno di 63, residente a Imola, gli altri di 66, 71, 78, 82, 84, 86, 87 e 92 anni ); 3 nella provincia di Ferrara (tutti uomini di 59, 79 e 80 anni); 2 in provincia di Ravenna (due uomini di 67 e 70 anni); 5 in provincia di Forlì-Cesena (tre donne, di 85, 87 e 90 anni; due uomini di 65 e 91 anni); 11 nel riminese (4 donne, di 76, 82, 87 e 94 anni, e 7 uomini: 77, 79, 80, 81, due di 82, 83 anni). Si segnala inoltre il decesso di una donna di 65 anni diagnosticata dall’Ausl di Parma ma residente a Milano. Nessun decesso, infine, nella provincia di Piacenza.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.452.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 331 (-1 rispetto a ieri), 2.654 quelli negli altri reparti Covid (-100).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 31 a Parma (+1), 33 a Reggio Emilia (-1), 63 a Modena (-1), 85 a Bologna (-1),16 a Imola (+1), 40 a Ferrara (+1), 13 a Ravenna (-2), 8 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (+2) e 26 a Rimini (-1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.250 a Piacenza (+25 rispetto a ieri, di cui 12 sintomatici), 24.745 a Parma (+17, di cui 10 sintomatici), 42.369 a Reggio Emilia (+102, di cui 69 sintomatici), 60.318  a Modena (+150, di cui 57 sintomatici), 75.930 a Bologna (+201, di cui 148 sintomatici), 11.975 casi a Imola (+22, di cui 7 sintomatici), 21.655 a Ferrara (+48, di cui 16 sintomatici), 27.705 a Ravenna (+43, di cui 18 sintomatici), 14.886 a Forlì (+59, di cui 39 sintomatici), 17.652 a Cesena (+56, di cui 42 sintomatici) e 33.423 a Rimini (+62, di cui 36 sintomatici).

(Rimini) Una platea di persone ‘fragili’ che si allarga, complice una pandemia che tolto ogni certezza. Over 50, esposti alla crisi economica, con scarsa digitalizzazione: è questo il profilo dell’utente preso in carico dal programma di sostegno degli inserimenti lavorativi e dell’inclusione sociale delle persone in condizione di fragilità, promosso dal Distretto socio sanitario di Rimini. Un programma finanziato per circa 1,1 milioni di euro attraverso le risorse messe a disposizione dalla legge regionale 14/15, che attraverso l’integrazione tra i servizi del lavoro, sociali e sanitari si propone di favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di quella fascia di popolazione che risulta più ‘fragile’ a causa di difficoltà economiche, condizioni sociali o situazioni personali e sanitarie. Nonostante la pandemia, la programmazione di interventi che si sta concludendo in questi mesi (riferita all’annualità 2019) ha comunque consentito la presa in carico di 261 persone per il distretto sanitario di Rimini.  Il profilo dell’utente (sono stati 1.153 quelli profilati) descrive una persona di età superiore ai 45/50 anni, senza minori a carico e con un valore Isee medio che supera di poco i 13mila euro. Per ogni persona presa in carico viene avviato un iter personalizzato, frutto del lavoro di equipe che unisce le competenze di assistenti sociali, servizio sanitario, centro per l’impiego, che si declina in tre tipi di assistenza. Per la maggioranza delle persone, il percorso di sostegno si concretizza nell’opportunità di un tirocinio presso un’azienda per un periodo tra i 3 e i 6 mesi, ricevendo un’indennità di 450 euro mensili. Le altre due tipologie di intervento riguardano l’accompagnamento al lavoro (orientamento, analisi delle competenze e ricerca del lavoro) a cui è destinato il 35% delle risorse, mentre il restante è dedicato alla formazione, che proprio in considerazione dell’età media risulta la forma di sostegno meno privilegiata dall’utenza.  

I dati sono stati presentati nell’ultima riunione del Distretto socio sanitario, durante la quale è stata approvata la nuova programmazione per un importo di circa 1,2 milioni di euro, a cui si aggiunge un cofinanziamento dei Comuni pari al 10%. "È stata soprattutto l’occasione per capire come la pandemia ha inciso sulla messa in campo di politiche attive del lavoro – commenta il vicesindaco Gloria Lisi – Ci siamo innanzitutto scontrati con un ampliamento della platea delle persone in condizioni di fragilità: oggi la fascia di utenti è cambiata, coinvolgendo anche chi, dall’oggi al domani, si è trovato senza lavoro a causa del lockdown e delle chiusure. Nonostante le difficoltà, siamo comunque riusciti a prendere in carico 261 persone, garantendo tirocini e laboratori. Guardando al futuro, dall’incontro con i responsabili dei Centri per l’Impiego della Provincia di Rimini è emerso come occorra investire sulla digitalizzazione. La formazione oggi è quasi esclusivamente online e oggi ad esempio è indispensabile avere lo Spid anche per accedere alle offerte di lavoro. Come Comune di Rimini, sin dal 2013, abbiamo messo al centro delle nostre politiche il concetto di empowerment, superando la logica dell'assistenzialismo per valorizzare le competenze professionali e le propensioni individuali; un approccio che oggi sarà ancor più strategico per affrontare la difficile fase post pandemica”

(Rimini) "Questi sono giorni di attesa, in cui siamo aggrappati ai numeri del presente, ma per necessità e speranza proiettati con lo sguardo in avanti", così l'assessore alla cultura del comune di Rimini Giampiero Piscaglia. "L'obiettivo a cui si aspira è quello di poter vivere una seconda metà di primavera che possa davvero essere un risveglio, tanto per le attività economiche e i servizi, quanto per tutto il comparto della cultura e dello spettacolo, ancora fermo al palo e per molti mesi non ha avuto reali prospettive di ripartenza. Oggi, finalmente, quell'orizzonte c'è: la 'zona arancione' significa ancora musei, teatri, cinema chiusi, con tutto ciò che questo significa anche in termini economici e sociali, ma oggi siamo ragionevolmente nelle condizioni di pensare a maggio come il giro di boa, l'inizio di una nuova stagione d'arte, di cultura e di spettacolo. In queste ore il Ministero si sta confrontando con il comitato scientifico per definire i protocolli e le regole, con ipotesi di maglie più larghe per quanto riguarda la capienza massima consentita nei locali al chiuso o all'aperto rispetto a quanto ipotizzato in una prima fase. Proposta che metteva il paletto del 25% della capienza, per un massimo di 200 posti nei locali al chiuso e 500 all'aperto. L'augurio è che le richieste di Franceschini possano trovare un riscontro nelle indicazioni dei tecnici, per rendere davvero sostenibile a livello di gestione organizzativa ed economica la ripartenza. Attendiamo quindi che dalla concertazione tra tecnici e governo si arrivi alla definizione di linee guida chiare per poter essere nelle condizioni, quando la situazione epidemiologica lo consentirà, di riaccendere subito le luci dei nostri luoghi d'arte e di cultura, partendo già da maggio. Noi siamo pronti a partire, con protocolli già messi a punto per garantire per usufruire delle nostre proposte in piena sicurezza".   

I Musei Comunali "ad esempio, forti anche della grande richiesta registrata durante la riapertura nel periodo di zona gialla a febbraio, hanno già allestito un ampio calendario di visite guidate per scoprire la bellezza della città e il suo ricco patrimonio culturale ed artistico. Percorsi attraverso la Rimini romana, seguendo gli artisti del Trecento riminese, quelli della corte dei Malatesta e della Rimini del Seicento, fino ai 'due riminesi nel mondo', Fellini e Gruau. Inoltre, non mancheranno le visite guidate alla collezione di opere d'arte contemporanea allestita al Part – Palazzi d'arte Rimini e quelle al Teatro Galli, dove in questi giorni sono in corso le prove dell'Aroldo, l'opera di Giuseppe Verdi che sarà allestita alla fine di agosto. Stiamo intanto progettando l'estate, quando riproporremo la formula delle arene diffuse sul territorio, dopo la fortunata esperienza dello scorso anno. Noi siamo pronti".  

(Rimini) Da domani i primi cento bonifici alle imprese beneficiarie dei ristori per bar e ristoranti colpiti dagli effetti della pandemia. Le imprese la cui domanda presenta irregolarità hanno tempo fino al 31 maggio per regolarizzare la propria posizione. Si tratta dei bonifici con cui sono erogati i ristori previsti dal bando della regione Emilia-Romagna, che ha messo a disposizione oltre 21 milioni di euro per i pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande (ristoranti, bar, pub, osterie etc., con codice ATECO primario 56.10.11 o 56.3) colpiti dagli effetti dei recenti provvedimenti per il contenimento della pandemia.

La settimana scorsa la Regione ha erogato i fondi alle Camere di commercio ed è, quindi, finita l'attesa per le imprese in regola con i requisiti previsti dal bando. Le imprese la cui domanda presenta delle irregolarità, invece, avranno tempo fino al 31 maggio per sistemare la propria posizione e potere quindi beneficiare del contributo a fondo perduto. L'importo dei ristori, circa duemila euro, è uguale per ciascuna impresa in regione, così come previsto dal bando. Lo stanziamento complessivo, infatti, è diviso per il numero delle imprese che hanno presentato domanda. Anche se nella liquidazione dei ristori la Camera di commercio agisce unicamente come braccio operativo della Regione Emilia-Romagna, lo sforzo organizzativo è stato notevole.

Le domande presentate, per le province di Forlì-Cesena e Rimini sono state 1.926, su un totale di 3.545 di imprese attive, numero comprensivo di sedi e unità locali, anche se ogni impresa poteva presentare un'unica richiesta di ristoro, indipendentemente dal numero di unità locali aperte. Delle 1.926 domande, 999 provengono da imprese della provincia di Rimini, a cui quindi sono destinati circa 1.990.000 euro. Le restanti 927 domande sono di imprese della provincia di Forlì-Cesena, per un importo di oltre 1.840.000 euro.

"Abbiamo agito il più rapidamente possibile, consapevoli delle difficoltà che gli imprenditori stanno vivendo – commenta Roberto Albonetti, segretario generale della Camera di commercio della Romagna –. Dopo l'istruttoria e i controlli obbligati, ora finalmente è il momento di liquidare i ristori. L'ammontare del contributo fisso per impresa ammissibile, è di poco meno di duemila euro, purtroppo una somma senz'altro piccola che non può  compensare i lunghi mesi di mancanza di incassi, ma che speriamo possa essere una boccata d'ossigeno per molti. Ora siamo pronti a collaborare, insiema al sistema camerale regionale, per i nuovi ristori della Regione, destinati alle oltre 15 mila attività economiche che finora non hanno beneficiato di ristori, come discoteche e sale da ballo, commercio su aree pubbliche, spettacolo viaggiante, gelaterie, pasticcerie e altre attività da asporto e ristorazione, palestre, imprese culturali e del settore cinematografico. Vogliamo agire in fretta e bene perché le imprese possano ricevere ulteriore liquidità, in attesa della piena ripresa, favorita dalla campagna vaccinale in atto".

(Rimini) Con un contenuto ampliamento temporaneo del cantiere di questi giorni, necessario per consentire la realizzazione della nuova cordolatura stradale delle due future piazze - “Piazza Belvedere” intramuros e “Piazza Porta Galliana” sull’area dell’antico borgo marina - sono entrati nella fase finale i lavori di valorizzazione del monumento che in epoca malatestiana regolava l’accesso da mare al cuore di Rimini. Un intervento importante che ha richiesto ulteriori verifiche archeologiche - volute dalla Soprintendenza Archeologica di Ravenna - per evitare interferenze con parti di preesistenze murarie sotterranee storiche rinvenute con le indagini archeologiche integrative appositamente effettuate. I ritrovamenti di creste murarie antiche (tardo 1500 e 1600), lacerti pavimentali (1300/1400), ed anche ulteriori porzioni di pavimentazioni relative al “Lavatoio di San Domenico”, hanno infatti reso necessaria la variazione e il perfezionamento di alcune parti strutturali e architettoniche dell’opera, incidendo sulla tempistica e modalità dei lavori e su alcuni dettagli progettuali.

 
Nel mese di marzo si sono completate le opere di fondazione e gli elementi delle piazzette, pianerottoli e rampe, necessarie per la realizzazione dei percorsi inclinati accessibili al piano medievale della porta. È stata realizzata anche una vasca d’acqua (a sfioro perimetrale) che riproporrà l’antico fossato d’acqua esistente sull’esterno di questo tratto di mura cittadine, esattamente sul sedime originario (epoca presunta tardo 1400/1500).
 
Il recente allargamento del cantiere - per il quale si è spostato il percorso pedonale sul lato opposto della Via Savonarola e tratto di Via Bastioni Settentrionali - consentirà anche di realizzare l’articolata rete di sottoservizi (illuminazione pubblica, fibre, allacci di forniture elettriche ed idriche) e la messa a dimora delle nuove alberature previste per la sistemazione dell’area di intervento. Per procedere poi alle pavimentazioni definitive nella prima settimana di maggio, per poter realizzare la fase conclusiva dei lavori e la parte delle pavimentazioni previste sul muro medioevale “federiciano”. La conclusione definitiva dei lavori è prevista per la prima metà del mese di giugno.
 
“Si tratta di un’opera importante - sottolinea l’assessore ai lavori pubblici Jamil Sadegholvaad - che oltre alla valorizzazione del patrimonio artistico, si inserisce nel processo di rigenerazione delle infrastrutture culturali, nonché di quelle legate alla mobilità attiva. Il recupero dell’antica porta di accesso al mare della città murata consentirà infatti di realizzare connessioni ciclopedonali legandosi agli interventi dell’Anello verde, le piste ciclabili che portano al Faro di Rimini,  a San Giuliano a Mare, congiungersi con l’Anello delle Piazze, il Ponte di Tiberio e tutta l'area della Piazza sull’Acqua e del Porto Antico. Un monumento che è stato per lungo tempo sepolto ma tanto importante da essere stato raffigurato addirittura nella formella del Cancro della Cappella dei Pianeti del Tempio malatestiano, la più antica immagine della città giunta fino a noi.”

(Rimini) La guardia di finanza di Rimini ha denunciato nove persone ed eseguito un decreto di sequestro per equivalenza per oltre 7,6 milioni di euro, quale profitto dei citati illeciti finanziari. Il provvedimento è in corso di esecuzione anche nella vicina Repubblica di San Marino a cura delle competenti Autorità estere interessate per rogatoria internazionale. Tutto è partito dal fallimento (sentenza del settembre 2017) di un noto gruppo societario in provincia di Rimini, costituto da una galassia di 12 società operanti nel settore dell’edilizia residenziale, le cui costruzioni si trovano principalmente in provincia di: Rimini, Bologna, Ferrara, Forlì, Pesaro ed Ancona.

"Le investigazioni, coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Paolo Gengarelli e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, attraverso complesse ispezioni contabili, indagini tecniche e rogatoria internazionale nella Repubblica di San Marino, hanno consentito di rilevare che le società avevano sistematicamente sottofatturato la vendita degli immobili ricevendo dai clienti milioni di euro in nero (2006-2010). Per impedirne l’individuazione i soldi venivano versati ad una banca di Rimini, di cui alcuni funzionari, come gli spalloni del secolo scorso, attraversando poi il confine hanno a più riprese portato presso una fiduciaria del Titano il danaro, riconducibile per mandato fiduciario a due degli indagati", spiegano le Fiamme Gialle.

"La fiduciaria depositava poi le somme in un suo conto presso una banca sanmarinese, da dove partivano poi bonifici verso un conto corrente detenuto nella banca riminese e intestato sempre alla fiduciaria estera. Da questo conto i soldi venivano investiti in obbligazioni della stessa banca riminese. Le operazioni erano documentate da ricevute fatte ad hoc per fare schermo e impedire la riconducibilità dei soldi agli illeciti fiscali posti in essere dagli indagati, a capo del fallito gruppo edile".

Il meccanismo "consentiva di celare il flusso monetario illecito che appariva del tutto estraneo agli artefici della ingegnosa frode, quale mero trasferimento di fondi della fiduciaria da un conto estero ad un conto italiano. Il  coinvolgimento della banca locale ha giocato un ruolo di particolare rilievo laddove il Presidente pro-tempore del C.d.A. della banca ha ricoperto, nel contempo, anche la carica di Presidente del Collegio Sindacale della principale società fallita che quella di consulente fiscale di fatto dell’intero Gruppo di imprese, consentendo di fatto all’Istituto di credito di beneficiare, tra l’altro, anche dei fondi occulti, investiti prevalentemente in obbligazioni emesse dalla stessa banca e, dunque, direttamente destinati a finanziare l’attività bancaria del medesimo istituto. In buona sostanza, i soldi così camuffati - si è accertato un flusso di oltre 20 milioni di euro - sono stati sottratti illecitamente al fallimento del gruppo riminese, intervenuto nel 2017, andando a determinare grave pregiudizio ai creditori e all’Erario".

Martedì, 13 Aprile 2021 09:24

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