“Desidero precisare che ad oggi non mi è mai stato notificato alcun avviso di conclusione delle indagini che mi avrebbe messo nelle condizioni di sapere, da un lato, qual è esattamente l’ipotesi d’accusa che mi viene avanzata e, dall’altro, di prendere visione degli atti del procedimento per potermi difendere e – nel caso – di poter entrare nel merito della vicenda, in relazione alla quale posso sin da ora dichiarare di non essere a conoscenza di alcun asserito mio illecito”. Sono le precisazioni di Fabio Pula, attuale vicepresidente di Riviera Banca, all’epoca del fallimento della Cmv presidente pro tempore del cda della Banca di credito cooperativo.

“Provo pertanto una profonda indignazione nel vedere il mio nome associato a presunte ipotesi di reato collegate a ruoli professionali da me rivestiti. Trovo altresì davvero sconcertate che nell’esposizione dei fatti si sia dato avvio ad un processo mediatico basato sulla lettura incompleta e fallace degli atti, coinvolgendo, senza alcuna remora la mia persona, la Banca di Credito Cooperativo - che ho tuttora l’onore di rappresentare e contribuito a far crescere in modo significativo sul territorio - nonché alcuni dei suoi dipendenti e dirigenti; tutto ciò anche in evidente spregio della direttiva europea sulla presunzione d’innocenza (di recente approvata dalla Camera), la quale vieta espressamente alle autorità pubbliche di divulgare informazioni sui procedimenti penali e di «presentare gli indagati o imputati come colpevoli»”.

“Tengo quindi con ferma chiarezza a precisare che appare privo di ogni fondamento ogni ipotesi di reato legato alla mia persona ed ai ruoli professionali di dottore commercialista da me ricoperti, svolti con spirito di piena autonomia e indipendenza e nel rispetto della legge. Va da sé, pertanto, ribadire che la mia professionalità mai si è incrociata in alcun modo con attività legate o minimante collegate ad episodi o a modelli di evasione fiscale”. 

“Preliminarmente esprimo quindi piena fiducia nell’operato della Magistratura. Sono convinto che già nel corso del proseguo delle indagini e non appena avrò eventualmente l’opportunità di farlo, potrò dimostrare la mia personale e totale estraneità rispetto ad eventuali responsabilità connesse ai fatti in cui vengo mio malgrado coinvolto”.

(Rimini) Nella settimana dal 5 aprile al 11 aprile sul territorio romagnolo si sono verificate 2.233 positività su un totale di 30.688 tamponi eseguiti; si osserva quindi un tasso di positività del 7,3 per cento, evidenziando, anche in questa settimana, una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi. Nel riminese sono stati 604 i nuovi positivi, su un totale di 32.433 da inizio epidemia e 2.294 casi attualmente attivi. Sono risultati 187 i contagi ogni 100mila residenti nel distretto di Rimini, 157 in quello di Riccione.

Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 12 aprile, si registra la quota di 556 ricoveri, con una diminuzione di 88 ricoverati rispetto alla settimana precedente, pur rimanendo l'azienda all'interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali.

Anche la settimana presa a  riferimento, commenta Mattia Altini, Direttore Sanitario di Asl Romagna, conferma il "trend in calo della circolazione del virus sul nostro territorio, anche se si registrano alcune differenze sui vari ambiti  territoriali. L'occupazione dei posti letto si riduce, comprese le terapie intensive, ma come abbiamo ripetutamente spiegato, l'effetto va molto più a rilento, rispetto al calo  della circolazione del virus. Questi dati che confermano la bontà delle misure restrittive intraprese , non devono comunque in alcun modo fare abbassare la guardia sui comportamenti di sicurezza da osservare. Anche la campagna vaccinale prosegue verso le fasce di popolazione più vulnerabili, anche se l'approvvigionamento dei vaccini risulta essere ancora a rilento rispetto alle aspettative. Speriamo in arrivi più cospicui nelle prossime settimane, che permetterebbero una ulteriore accelerata nei nostri punti vaccinali"

(Rimini)  Sono 95 le nuove positività da coronavirus tracciate nella provincia di Rimini oggi. Si tratta di 49 pazienti di sesso maschile e 46 pazienti di sesso femminile; 45 asintomatici e 50 sintomatici. Sono stati tracciati: 20 per sintomi; 73 per contact tracing, la maggior parte familiari e già in isolamento al momento della diagnosi; 1 test per categoria; 1 test per rientro dall'estero (dalla Romania). Si possono stimare in circa 197 le guarigioni e in circa 2016 i casi attivi in provincia. Oggi non sono stati comunicati decessi.Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 353.761 casi di positività, 859 in più rispetto a ieri, su un totale di 27.447 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, le persone dai 75 anni in su e, con l’avvio delle prenotazioni da lunedì, la fascia d’età 70-74 anniAlle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.184.576 dosi; sul totale, 355.820 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 373 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 361 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 492 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 41,3 anni. Sui 373 asintomatici284 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing33 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 con gli screening sierologici12 tramite i test pre-ricovero. Per 34 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica. La situazione dei contagi nelle province vede Ravenna con 131 nuovi casi, seguita da Reggio Emilia (119) e Bologna (104); poi Rimini (95), Forlì (93), Parma (77), Modena (72). Quindi Cesena (58), Ferrara (54), infine Piacenza (29) e il Circondario Imolese (27). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 15.807 tamponi molecolari, per un totale di 4.179.419. A questi si aggiungono anche 11.640 tamponi rapidi. Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 660 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 276.162. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 65.117 (+169 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 62.210 (+247), il 95,5% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 30 nuovi decessi: 3 in provincia di Piacenza (due donne, di 57 e 93 anni, e un uomo di 86); 2 nella provincia di Parma (una donna di 81 anni e un uomo di 70); 1 nel reggiano (una donna di 86 anni); 4 nel modenese (due donne, di 56 e 87 anni, e due uomini di 71 e 74 anni); 13 nella provincia di Bologna (6 donne – rispettivamente di 66, 73, 78, 87, 91, 95 anni – e 7 uomini, di 65, 70, 71, 85, 86, 88, 91 anni); 2 nella provincia di Ferrara (una donna di 85 anni e un uomo di 73); 1 in provincia di Ravenna (un uomo di 79 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (tutte donne, rispettivamente di 72, 84, 87 e 92 anni). Nessun decesso, infine, nella provincia di Rimini. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.482.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 317 (-14 rispetto a ieri), 2.590 quelli negli altri reparti Covid (-64). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (-1 rispetto a ieri), 31 a Parma (invariato), 33 a Reggio Emilia (invariato), 60 a Modena (-3), 80 a Bologna (-5),14 a Imola (-2), 40 a Ferrara (invariato rispetto a ieri), 14 a Ravenna (+1), 8 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (-2) e 24 a Rimini (-2).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.279 a Piacenza (+29 rispetto a ieri, di cui 21 sintomatici), 24.822 a Parma (+77, di cui 41 sintomatici), 42.488 a Reggio Emilia (+119, di cui 65 sintomatici), 60.389  a Modena (+72, di cui 23 sintomatici), 76.030 a Bologna (+104, di cui 52 sintomatici), 12.002 casi a Imola (+27, di cui 16 sintomatici), 21.709 a Ferrara (+54, di cui 18 sintomatici), 27.836 a Ravenna (+131, di cui 82 sintomatici), 14.978 a Forlì (+93, di cui 72 sintomatici), 17.710 a Cesena (+58, di cui 46 sintomatici) e 33.518 a Rimini (+95, di cui 50 sintomatici).

(Rimini) Nella prima ora, sono state 22 le domande presentate per l'assegnazione di contributo a fondo perduto a sostegno delle attività economiche e professionali maggiormente colpite dallo stato di emergenza sanitaria causata da Covid19. In totale alle 9.25 di questa mattina ero arrivate a 52 domande. Nella prima ora sono state invece 21 le domande per il bando per l'assegnazione di contributi economici in favore di persone disoccupate a causa dell'emergenza. In totale 70 alle ore 11.30.  

"La risposta ai due bandi è stata fin da subito molto interessante e quindi significa che era questo il momento giusto per predisporre l'erogazione di bonus una tantum per cittadini disoccupati, piccole partite Iva, professionisti e artigiani che dopo un prolungato fermo di attività si trovano davvero in difficoltà - ha detto l'assessore al Bilancio, Luigi Santi -. Questi sono mesi di passaggio per l'economia della nostra comunità, perché se da una parte stanno venendo meno le risorse derivanti dal lavoro estivo, dall'altra la nuova stagione non è ancora iniziata e quindi le persone non possono già contare su nuovi introiti. Se il ritmo delle domande sarà questo e se saranno numerosi quindi gli aventi diritto, l'amministrazione può pensare già dalla prossima settimana di incrementare le risorse. E' evidente che abbiamo fatto bene a procedere con i due bandi, perché abbiamo toccato un nervo scoperto raggiungendo quelle tante persone che hanno una situazione particolarmente preoccupante in questo momento storico e non certamente a novembre e dicembre scorso. Negli studi fatti abbiamo correttamente individuato le persone che hanno bisogno e quelle siamo sempre pronti ad aiutare. Avremmo voluto delle associazioni di categoria che lavorassero al nostro fianco invece di lamentarsi. Avremmo voluto che le associazioni di categoria partecipassero attivamente per aiutare gli associati a preparare i documenti per il bando. Documenti inoltre che in questo anno, i lavoratori sono stati abituati ad avere a disposizione visto che ad esempio l'Isee aggiornato è stato chiesto per gli aiuti statali o per il buono spesa. E' ovvio che ci sono delle categorie, come quella degli albergatori che non possono rientrare nel bando, vuoi perché c'è il tetto del 200 mila euro di fatturato, vuoi perché sono attività mai sospese. Un aiuto però a divulgare il bando per le persone disoccupate, in attesa che il comparto turistico si avvii alla stagione, sarebbe stato apprezzabile. Il dialogo con le associazioni di categoria, tutte le associazioni, da parte dell'amministrazione comunale è e rimarrà sempre aperto. Così come abbiamo confermato l'appuntamento venerdì chiesto in via urgente da Federalberghi Riccione, Confcommercio - Confesercenti - Cna - Confartigianato - Cooperativa Bagnini per parlare dei ristori della zona rossa, della riduzione della Tari per il 2021 e per l'aggiornamento sulla Cosap. Non solo l'abbiamo confermato, ma l'incontro lo abbiamo anche allargato ad altre categorie, come Confindustria Romagna (settore alberghiero), coop Bar di Spiaggia, l'associazione dei Taxi, Palas Riccione, Club Nautico, Riccione Terme e Oltremare. Dispiace apprendere il disappunto delle categorie richiedenti l'incontro circa questo allargamento di interlocutori, ma crediamo che la condivisione su temi importanti - come quello dello sconto Tari - deve essere ampia. Anzi proprio lo sconto Tari credo sia il punto critico per le categorie. Come è noto la Tari è una spesa pesante sui bilanci delle attività che raggiunge anche diverse decina di migliaia di euro l'anno per strutture di metratura importante, non certo paragonabile ad un bonus da mille euro per le piccole partite Iva. Più volte il Comune si è detto al fianco degli imprenditori nel chiedere ad Hera uno sconto che sarebbe un gesto tangibile per andare incontro alle esigenze dell'economia del Paese. In questo senso il sindaco Tosi ha anche lanciato un appello al governatore Bonaccini per creare le condizioni tali per cui l'azienda partecipata pubblica, ascoltasse le richieste della classe imprenditoriale. Su questo punto, mi sento di rassicurare le associazioni, l'amministrazione sarà presente nel rinnovare tale richiesta ad Hera e alla Regione tenendo presente che sulla fattura Tari, il Comune non applica nessuna aggiunta a favore dell'amministrazione e non incassa un euro. Ad esempio nel 2020, sono stati girati ad Hera 12 milioni, più 600 mila euro per l'addizionale provinciale. Il Comune ripeto non ha incassato nulla". 

(Rimini) Questo pomeriggio, il sindaco di Riccione, Renata Tosi, presso la residenza municipale ha firmato il “protocollo di intesa per l'istituzione e la gestione condivisa dell'Osservatorio della provincia di Rimini sulla criminalità organizzata“, documento già approvato dalla Giunta. "L'Osservatorio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata a Riccione è già una realtà da anni - ha detto il sindaco Tosi -. Un organismo che abbiamo voluto calare nella realtà fattuale della comunità e che sempre più, mi auguro abbia un ruolo pratico e determinante nell arginare fenomeni che in tempi di crisi, la storia insegna, possono diventare più pressanti e insinuanti. Particolarmente importante per me oggi la presenza del in Comune a Riccione del collega, Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria Igea Marina che con noi in questi anni si è adoperato per un dare all'Ente pubblico uno strumento in una guerra che altrimenti rischia di essere condotta con armi spuntate. Riccione infatti è la sede legale dell'Osservatorio sulla criminalità organizzata, Bellaria è la sede operativa. La rete di Comuni che si è formata intorno all'Osservatorio rafforza l'idea iniziale e che cioè la mafia la si combatte insieme nel rispetto delle comunità e dei territori. Perché è da questo principio che parte il rispetto delle legalità che si deve tradurre non solo in scambio di informazioni, ma anche in azioni concrete per sottrarre alla criminalità organizzata i patrimoni illeciti al fine di restituirli alle persone e alle comunità. E in questo senso vorrei sottolineare che visto che gli interventi  di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel territorio sono sostenuti dalla Regione Emilia-Romagna, Riccione ha già pronti diversi progetti da proporre a finanziamento regionale. Tra questi la riqualificazione del capannone ex Tucker, che il Comune ha riconvertito nell'Emporio Solidale. Un esempio pratico di come si possa restituire alla collettività il maltolto attraverso azioni mirate. Lo stesso Hotel Smart riveste un'importanza strategica che riconvertito, se i finanziamenti regionali arriveranno, o abbattuto per creare parcheggi, deve tornare ad essere un bene utilizzabile".   

 

"La firma di questo protocollo non è solo un atto formale ma è un atto di sostanza - ha dichiarato il sindaco di Bellaria, Filippo Giorgetti -. Un atto concreto nella lotta alla criminalità, nella quale il Comune di Riccione è stato sempre solerte ed efficace, investendo da anni risorse ed impegno. Sento doveroso un riconoscimento all'amministrazione di Riccione, dopo tanti anni di collaborazione istituzionale sempre tesa al bene delle nostre comunità, alla sicurezza dei nostri territori, alla salvaguardia della nostra economia sana". 

(Rimini) È in pubblicazione sul sito del Comune, la comunicazione per l’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo per la realizzazione della Dorsale Ausa, il 12esimo intervento inserito nel Piano di salvaguardia della Balneazione con l’obiettivo di potenziare il livello di sicurezza idraulica del territorio e in particolare del tratto terminale del bacino idrografico del torrente Ausa. Si tratta quindi di un intervento strategico, che combina la sostenibilità ambientale all’efficientamento della rete idrica cittadina. 

Nello specifico l’intervento prevede la posa di una condotta di 1300 metri da realizzarsi con tecnica microtunnelling, che avrà la funzione di deviare le portate di acque meteoriche provenienti dai bacini posti a monte della statale 16, nel tratto tra la via Consolare per San Marino e la via Grotta Rossa, verso il Canale Deviatore Ausa, evitando che vadano a gravare sul sistema fognario di Rimini. Si prevede inoltre la realizzazione in prossimità dello stesso canale di un impianto idrovoro, con una potenzialità pari a circa 2.500 litri al secondo. L’opera – finanziata per circa 8 milioni di euro attraverso le risorse del Piano operativo “Ambiente” del Fondo di coesione e sviluppo 2014 – 2020 - consentirà quindi di innalzare la sicurezza idraulica dell’area densamente urbanizzata di Rimini e in particolare del centro storico.  

(Rimini) Sono state 133 le famiglie che nei primi tre mesi dell’anno si sono rivolte allo Sportello sociale del Comune di Rimini per chiedere un supporto per il pagamento degli affitti e delle utenze. Un numero importante, soprattutto se confrontato con lo stesso periodo del 2020, che conferma ancora una volta l’impatto della pandemia sui bilanci delle famiglie: dal 1° gennaio al 30 marzo 2020 furono infatti solo 38 i nuclei famigliari che hanno fatto l’accesso allo sportello per richiedere un sostegno all’abitare. Pur considerando che nel mese di marzo le richieste si sono ‘congelate’ in virtù del rinvio delle scadenze delle utenze in concomitanza con il primo lockdown e che si sono messi in moto i diversi servizi di emergenza (come la consegna di pasti, spesa e farmaci a domicilio), il dato fotografa nitidamente come si sia ampliata la platea delle famiglie per le quali la gestione della casa diventa il fattore economicamente più pesante e difficile da sostenere.   

“Sapevamo che questa sarebbe stata la fase più difficile, con il protrarsi delle restrizioni del Covid che hanno avuto un effetto sull’aumento delle persone e delle famiglie esposte al rischio di povertà – commenta il vicesindaco e assessore con delega alla protezione sociale Gloria Lisi – Alle situazioni già critiche e note al personale dei nostri servizi, si sono aggiunti numerosi casi di persone che a causa del lockdown e delle chiusure si sono ritrovate improvvisamente senza lavoro, in cassa integrazione, con un reddito drasticamente ridotto, lavoratori autonomi impossibilitati ad operare. Nuove forme di ‘temporanea marginalità' sulle quali bisogna intervenire prima che si cronicizzino e non diventino strutturali. Il Comune in questi mesi ha provato a rispondere a questi bisogni con un corposo sistema di azioni integrate di welfare, per arginare l’emergenza in attesa di uscire dall’incubo Covid. Oggi la speranza è più concreta: in queste ore il Governo è al lavoro per definire il programma delle ‘riaperture’, che possa consentire una ripartenza in sicurezza di tutti i comparti della nostra economia, e quindi rimettere in moto l’occupazione, il lavoro.  Un passaggio chiave per ridare una speranza a quelle famiglie che oggi vivono nella precarietà più estrema”. 

Mercoledì, 14 Aprile 2021 16:25

Urbanistica, variante Rue operativa

(Rimini) Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna di questa mattina, diventa efficace e operativa la variante al Rue (Regolamento urbanistico edilizio)  recentemente approvata. Il Regolamento urbanistico edilizio, recepite le controdeduzioni alle osservazioni presentate dai privati e dalla Provincia, era stato infatti approvato in Consiglio comunale lo scorso 25 marzo. Lo strumento di pianificazione urbanistica è un regolamento fondamentale per lo sviluppo futuro della città, in quanto punta a promuovere il recupero del patrimonio edilizio esistente sul principio dello sviluppo sostenibile, evitando il consumo di nuovo territorio, incentivando la riqualificazione energetica e sismica e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Mercoledì, 14 Aprile 2021 16:22

Salute post covid: bando per i "forum urbani"

(Rimini) È in pubblicazione sull’albo pretorio l’avviso pubblico per verificare la disponibilità di immobili in disuso da destinare alla creazione dei “Forum Urbani”, il progetto inserito nell’ambito dell’innovativo programma di azioni messo in campo dal Comune di Rimini per rispondere alle nuove esigenze e bisogni della società post-Covid. Un piano di azioni integrato, che coinvolge l’Amministrazione con tutte le sue articolazioni – protezione sociale, urbanistica, lavori pubblici, scuola e sport – e che si propone di affiancare il sistema sanitario promuovendo il recupero della socialità e delle relazioni sul territorio, anche attraverso una rete di servizi diffusi e vicini ai cittadini. In questa prospettiva nascono i forum urbani, intesi come luogo di mediazione civica e rigenerazione urbana: il progetto infatti si traduce nel recupero di spazi fisici diffusi sul territorio oggi in disuso o sottoutilizzati di proprietà del Comune o in locazione, che saranno trasformati in nuove agorà a disposizione dei cittadini, nonché sede di servizi sociali e sociosanitari  di associazioni di volontariato del territorio, gruppi educativi territoriali, gruppi Ci.Vi.Vo., gruppi educativi territoriali. L’Amministrazione ha già individuato come possibili localizzazioni dei primi “Forum Urbani” le aree di Miramare, Viserba, dell’Ex Macello e di Spadarolo, già al centro di un progetto.  

Nell’avviso ci si concentra dunque sulle zone di Miramare e Viserba-Viserbella e oltre alle possibili attività da inserire, sono precisati anche i requisiti degli immobili, che dovranno avere una superficie tra gli 800 e 1200 mq, essere in buone condizioni, dotati di impianti di riscaldamento. Saranno privilegiati gli spazi che garantiranno locali coperti più ampi e che collocati nelle aree più densamente abitate. La raccolta delle manifestazioni di interesse si chiuderà il prossimo 10 maggio, con le proposte che saranno valutate da una commissione entro la fine del mese.  

(Rimini) È calato ieri sera il sipario su The Digital Event for Eating Out, la due giorni di talk sul mondo horeca organizzata da Italian Exhibition Group. Una due giorni svoltasi interamente su piattaforma online quale prima tappa di avvicinamento alla prossima edizione in presenza di Beer&Food Attraction e BBTech expo, in programma dal 20 al 23 febbraio 2022 alla Fiera di Rimini. La webinar session ha centrato gli obiettivi: essere occasione per l’intera filiera dell’Out of Home di presentazione degli scenari futuri e momento di networking in vista di un’auspicata ripartenza di tutto il settore. I numeri parlano chiaro: 4.442 visualizzazioni degli eventi proposti in streaming, 6.162 visite agli stand delle aziende sponsor e circa 2.886 visite ai prodotti in esposizione sulla piattaforma (che, ricordiamo, rimarrà attiva per le visualizzazioni degli eventi fino al 30 aprile).

Sessanta sono stati gli operatori in piattaforma tra aziende sponsor, associazioni di settore e media partner. Tra le birre spiccavano nomi importanti come Warsteiner Italia, Birra Amarcord, Interbrau, Mastri Birrai Umbri, Bitburger e Brewrise. Da sottolineare la presenza di alcuni birrifici artigianali, un settore molto provato dalla crisi, ma allo stesso tempo estremamente reattivo. Significativa anche la compagine food, rappresentata da aziende come Barilla, Demetra, Italmill e G.E. Tra le aziende di beverage figurano Redbull e Acqua San Benedetto, mentre le tecnologie annoveravano produttori di impianti come Gai, Della Toffola, TMCI Padovan, Cimec e Spadoni. Tra le aziende di materie prime ABS, Fermentis, Mr. Malt e, ancora, aziende di fabbricazione di bottiglie in vetro (Bruni Glass).
40 gli eventi tra talk, webinar, demo e presentazioni di prodotto organizzati sia dai partner (in primis l’International Horeca Meeting di Italgrob e gli eventi di FIC-Federazione Italiana Cuochi e Cast Alimenti), sia da associazioni (Unionbirrai), media partner e dalle stesse aziende sponsor. Al centro dei dibattiti, innovazioni del mondo horeca, ibridazione ed evoluzione del mercato, vendite digitali e lotta agli sprechi.
50 i distributori e importatori internazionali attivi, provenienti da 18 paesi, soprattutto europei (in primis Spagna e Finlandia). Si trattava in particolar modo di operatori professionali del mercato di birre e bevande, selezionati dalla rete di regional advisor di IEG e dall’Agenzia ICE-Ministero Affari Esteri, che sulla  piattaforma hanno incontrato le aziende sponsor.

Al centro dei talk, il tradizionale appuntamento dell’International Horeca Meeting di Italgrob, introdotto da un saluto del Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che ha dichiarato: “Voi rappresentate il filo conduttore di tutto il turismo nazionale, senza di voi e senza il lavoro che fate quotidianamente, tutta la filiera si interromperebbe”. 
L’apertura del Meeting è stata anche l’occasione per annunciare il rinnovo della partnership tra Italian Exhibition Group e Italgrob per altri tre anni (2022-2024), a conferma dell’importanza strategica della manifestazione per tutta la filiera.

Quali i segnali emersi all’International Horeca Meeting? Per Luca Pellegrini, presidente di Trade Lab, il consumo fuori casa ripartirà tenendo conto di alcuni fattori che nel periodo pandemico hanno assunto contorni sempre più rilevanti, come lo smart working, che porterà a una riduzione del trend di spesa e una geografia dei consumi modificata: sarà maggiore il ricorso al food delivery e ai locali di quartiere. Le attività ricreative spingeranno i consumatori verso un’offerta di semplicità a prezzi contenuti. La ripresa delle attività sociali costringerà a ripensamenti di spazi, più flessibili, e ad una maggior personalizzazione del servizio.
A ipotizzare l’andamento del mercato del beverage nell’anno in corso è stato invece il direttore IRI, Marco Colombo. Tenendo conto dello stato di avanzamento della campagna vaccinale, di eventuali lockdown e del mutato atteggiamento del consumatore, ha previsto un miglioramento delle performance nel periodo estivo e un andamento ancora migliore nella seconda parte dell’anno, con un +16,7% rispetto al 2020 che permetterà di recuperare volumi, pur rimanendo al di sotto di oltre il 23% rispetto al 2019.
All’evento IEG, da sottolineare la presenza di CAST Alimenti che, all’interno del palinsesto dedicato a talk e workshop, ha presentato la sua iniziativa Beer&Food Lab by CAST. Gli chef e docenti di CAST Alimenti, Angelo Biscotti, Francesco Gotti e Beppe Maffioli, hanno realizzato in esclusiva per l’appuntamento di IEG otto “video pillole” rivolte ai professionisti del food, per fornire loro spunti utili legati a temi quali food delivery, street food, cucina di recupero&sostenibilità, proposte nelle quali la birra era l’ingrediente principe.
Vivo interesse ha suscitato anche la maratona contro lo spreco alimentare svoltasi nell'ambito dei Campionati della Cucina Italiana della FIC-Federazione Italiana Cuochi, destinata agli studenti delle scuole professionali che hanno aderito al progetto LIFE FOSTER in Francia, Spagna, Malta e Italia.

Molto seguito il tema del turismo birrario. In due distinti convegni, Unionbirrai e l’Unione Degustatori Birre hanno discusso della crescente domanda di esperienza di prodotto e della necessità, anche per i produttori di birra artigianale, di maggiori competenze in ambito di marketing esperienziale. Il prossimo appuntamento con Beer&Food Attraction e BBTech expo sarà in presenza, dal 20 al 23 febbraio 2022, alla fiera di Rimini di Italian Exhibition Group.

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