(Rimini) Sono stati pubblicati in questi giorni i 2 bandi previsti per l'assegnazione di contributi economici a favore di iniziative, eventi e manifestazioni a sostegno del commercio e delle attività economiche 2021. Un sostegno finalizzato a vivacizzare il commercio, affinché - dopo la pausa causata dall’emergenza Covid, che ha stravolto il tradizionale calendario degli eventi - possano riprendere normalmente tutte le attività e dare il loro contributo nella ripresa economica. L’obiettivo è quello di favorire opportunità per uno dei comparti più colpito dalla crisi, non appena la situazione dei contagi dovesse consentire di nuovo di organizzare iniziative e manifestazioni.

Le misure a sostegno all’economia locale, promosse con frequenza annuale dal Settore Sistema e Sviluppo Economico del Comune di Rimini, vengono proposte a beneficio delle iniziative organizzate per il 2021 e sono divise in 2 bandi separati: quello che finanzierà gli eventi previsti nel periodo della primavera- estate e quello che riguarderà invece le manifestazioni che si organizzeranno tra l’autunno e l’inverno.
 
Due bandi,  per i quali si è impegnata una soma di 40.000 €, con medesimi requisiti e finalità, ma con scadenza differenti. Per il primo infatti si potranno presentare le domande entro il 15 giugno, mentre il secondo ha una scadenza prevista il 15 ottobre. Con questa divisione infatti gli organizzatori degli eventi estivi potranno entrare in possesso delle somme prima di quanto sarebbe invece successo con un’unica misura. La richiesta di contributo deve essere inviata a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..rimini.it, indicando nell’oggetto del messaggio la frase “Richiesta contributi per iniziative, manifestazioni ed eventi 2021”

(Rimini) Rimini è tra le prime venti province italiane per l’incidenza nell’economia locale del numero di occupati del Sistema Produttivo Culturale e Creativo. Il dato emerge dal decimo rapporto “Io sono cultura, progetto di ricerca annuale che analizza la filiera culturale e creativa e l'industria manifatturiera influenzata dalla cultura, promosso da Fondazione Symbola. Secondo il rapporto che fa riferimento al 2019 e quindi prima della pandemia, Rimini è tra le venti province dove più alta è l’incidenza percentuale dell’occupazione in campo culturale e creativo (6%), che coniuga cioè cultura, bellezza e manifattura. Una ‘classifica’ guidata da Milano (10%) e che vede Rimini insieme a realtà consolidate come Venezia, Firenze, Bologna, Torino e altri capoluoghi più piccoli ma dalla spiccata vocazione manifatturiera (le cosiddette industrie creative driven), tutte quelle realtà che sviluppano servizi e prodotti per la cultura.   

 “Lo spettacolo, le arti e la cultura sono fra i settori che contribuiscono strategicamente non poco all’economia del nostro territorio, non tutti sanno che Rimini è ai primi posti fra le province italiane per spesa turistica attivata dal sistema produttivo culturale e creativo – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Rimini Giampiero Piscaglia - Inoltre ricordo come la ricerca del Sole 24 ore del 2019 abbia incoronato Rimini per attrattività e offerta culturale. Dati, statistiche, rilevazioni, che consentono di fare una fotografia nitida di quanto incide il comparto culturale sull’economia locale e sostengono indirettamente la stessa candidatura di Rimini Capitale della Cultura 2024: qui ci sono gli spazi, i monumenti, le opere, i paesaggi ma anche le competenze e la creatività per tagliare quel traguardo. Questi numeri però non raccontano le storie di tutte le donne e gli uomini che operano nel settore dai ragazzi alle prime armi fino alle grandi professionalità costruite sul campo grazie ad anni di gavetta e di esperienza, che da oltre un anno sono alle prese con la più grave crisi mai affrontata. Negli anni ho avuto la fortuna di incrociare lungo il percorso innumerevoli maestranze nei vari settori, tra tecnici, macchinisti, maschere, guide museali, e via dicendo. Questo vale anche per musicisti, danzatori, attori, artisti visivi, scuole di danza. Lavoratori e famiglie che vivono di cultura e che fremono per ripartire e che sono l’ossatura di un intero sistema di cui anche la nostra economia locale ha necessità. Oggi abbiamo una data, il 26 aprile, giorno in cui nelle regioni in zona gialla si potrà finalmente tornare ad aprire, in piena sicurezza, gli spazi culturali. Sarà una ripartenza graduale, forzatamente limitata alla luce di un’emergenza pandemica ancora lontana dall’essere superato, ma finalmente il settore può ricominciare a lavorare. Rimettere in circolo la cultura e lo spettacolo significa anche produrre economia”.   

Secondo il rapporto, nel 2019 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano era in crescita e dava lavoro a più di un milione e mezzo di persone, vale a dire il 5,9% dei lavoratori (+1,4% rispetto al 2018). Altra foto quella dell’indagine condotta nel 2020, in cui il 44% degli operatori della filiera stima perdite di ricavi superiori al 15% del proprio bilancio, il 15% prospetta perdite che superano il 50%. A soffrire di più sono le imprese dei settori performing arts e arti visive, quelle operanti nella conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico e molte delle imprese che rappresentano l’indotto culturale come ad esempio parte della nostra industria turistica.  

Martedì, 20 Aprile 2021 09:27

20 aprile

La ripartenza che “penalizza” | San Marino: un giorno covid free | Tutti contro la superlega

(Rimini) "La visita a Rimini del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, con relativa selezione degli inviti riguardanti le categorie economiche, è un passo nella direzione sbagliata compiuto da chi è investito della responsabilità di Governo in un ambito così strategico e decisivo per la ripresa economica del Paese e del nostro territorio". Lo affermano in coro Lega Coop Rimini, Cna Rimini, Confartigianato Imprese Rimini, Confcooperative Romagna. "E’ possibile che il Ministro ed il suo staff non sappiano che l’economia riminese è completamente intrecciata con la sua industria turistica predominante. E sarebbe molto grave".

Quanto vale l'episodio. "Per quanto ci riguarda è un episodio che vale quanto può valere una visita in cerca di consensi e sorrisi. Ma non vanno taciuti l’aspetto istituzionale e la responsabilità di chi, dal Governo, parla ad un territorio e al suo sistema economico. Non tanto ai dirigenti, ma alle migliaia di imprese che essi rappresentano e che oggi chiedono conto della scelta compiuta. Le associazioni riminesi di imprese del mondo della cooperazione (Confcooperative e Lega Coop) e dell’artigianato (Confartigianato e Cna), stigmatizzano tale comportamento, sintomo di una mancanza di attenzione assai preoccupante".

(Rimini) Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 359.206 casi di positività, 877 in più rispetto a ieri, su un totale di 11.045 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 7,9%, non indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti prioritariamente su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, le persone dai 75 anni in su e, dalla scorsa settimana, quelle nella fascia d’età 70-74 anniAlle ore 14 sono state somministrate complessivamente 1.312.908 dosi393.918 sul totale sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 387 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 321 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 505 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38,8 anni. Sui 387 asintomatici286 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing24 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 16 con gli screening sierologici10 tramite i test pre-ricovero. Per 51 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 175 nuovi casi, seguita da Modena (161). Poi Reggio Emilia (114) e Rimini (90); quindi ParmaFerrara e Ravenna con 67 casi; Forlì (47), Cesena (46), Piacenza (23), e infine il Circondario Imolese (20). Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 7.305 tamponi molecolari, per un totale di 4.241.683. A questi si aggiungono anche 3.740 tamponi rapidi. Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 1.443 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 283.279. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 63.287 (-598 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 60.735 (-627), il 96% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 32 nuovi decessi: 1 a Parma (un uomo di 90 anni); 2 nella provincia di Reggio Emilia (entrambi uomini, di 60 e 77 anni); 6 nella provincia di Modena (una donna di 75 anni e cinque uomini di 76, 77, due di 82, 88 anni); 11 in provincia di Bologna (sei donne: di 74, 80, 82 e 84, queste ultime due residenti a Imola, e le altre rispettivamente di 85 e 102 anni; cinque uomini di 57, 66, 68, 77 e 85 anni); 3 nel ferrarese (una donna di 96 anni e due uomini di 54 e 72 anni); 1 in provincia di Ravenna (un uomo di 79 anni); 3 in provincia di Forlì-Cesena (tutti uomini, di 70, 88 e 92 anni); 4 nel riminese (una donna di 83 anni, e tre uomini di 67, 72 e 81 anni). Si segnala inoltre il decesso di un uomo di 56 anni diagnosticato dall’ Ausl di Bologna ma residente nella provincia di Salerno. Nessun decesso nella provincia di Piacenza. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.640.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 296 (-1 rispetto a ieri), 2.256 quelli negli altri reparti Covid (+30). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 32 a Parma (invariato), 31 a Reggio Emilia (+1), 50 a Modena (-4), 77 a Bologna (+3), 11 a Imola (-2), 33 a Ferrara (-3), 12 a Ravenna (+1), 8 a Forlì (invariato), 4 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (+3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 22.485 a Piacenza (+23 rispetto a ieri, di cui 13 sintomatici), 25.242 a Parma (+67, di cui 33 sintomatici), 43.259 a Reggio Emilia (+114, di cui 49 sintomatici), 61.336 a Modena (+161, di cui 85 sintomatici), 77.051 a Bologna (+175, di cui 117 sintomatici), 12.095 casi a Imola (+20, di cui 14 sintomatici), 22.086 a Ferrara (+67, di cui 20 sintomatici), 28.349 a Ravenna (+67, di cui 35 sintomatici), 15.355 a Forlì (+47, di cui 29 sintomatici), 17.962 a Cesena (+46, di cui 35 sintomatici) e 33.986 a Rimini (+90, di cui 60 sintomatici)

Lunedì, 19 Aprile 2021 15:39

San Giuliano mare, assembramenti in due bar

(Rimini) Nel pomeriggio di ieri, il personale della polizia amministrativa e sociale della questura di Rimini è intervenuto in due esercizi pubblici della zona mare di San Giuliano, dopo aver notato un cospicuo numero di persone intente a consumare delle bevande. I poliziotti hanno proceduto pertanto a sanzionare il titolare di uno dei due bar in quanto, incurante delle disposizioni contenute nei dpcm attualmente in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, per mezzo dei propri dipendenti, faceva somministrare, dopo l’orario consentito, bevande ai numerosi clienti presenti, alcuni dei quali seduti nei tavoli nel dehor antistante l’ingresso di pertinenza del locale e altri all’interno in attesa di essere serviti. 

(Rimini) Sposarsi a Rimini è di moda: sono 20 le cerimonie già confermate nel 2021 da parte di sposi che hanno scelto Rimini come location per coronare il loro sogno d’amore. Il numero è in continua crescita, nonostante le incertezze legate al difficile momento.  Tra le conferme, ci sono anche quelle di coppie che vengono dall’estero: dalla Germania e dal Belgio, oltre a cinque coppie che vengono da fuori regione.

Nel 2021 alcuni riti si sono già svolti, ma è giugno (con 6 matrimoni) il mese più scelto dagli sposi, seguito poi da luglio, agosto e settembre. La stagione estiva è quindi il periodo dell’anno preferito dalle coppie che scelgono la città. Riguardo alle location preferite, al top si trova la Casa dei matrimoni sulla spiaggia di Rimini, seguita dal Grand Hotel e dal Museo della Città.

Tra le location disponibili per celebrare il proprio matrimonio a Rimini, nel 2021 alla La casa dei Matrimoni in Piazzale Boscovich e Rimini Terme, il foyer del teatro Galli, il Museo della Città e il Grand Hotel (oltre che l’Ufficio Anagrafe e la Sala della Giunta) si sono aggiunti Cinema Fulgor e Museo PART- Palazzi dell'Arte Rimini. E in seguito si aggiungerà anche Castel Sismondo con le sue aree esterne dove verrà inaugurato il nuovo Museo Fellini.

Lunedì, 19 Aprile 2021 15:31

Riccione square anticipa la stagione

(Rimini) “Riccione Square" edizione "Estate 2021”, che permetterà ai pubblici esercizi di allestire tavoli e sedute su suolo pubblico senza spese aggiuntive, sarà anticipato al 26 aprile. "Abbiamo deciso di anticipare la possibilità per i nostri operatori di presentare la domanda anche in linea con quanto stabilito dal Governo - ha detto il sindaco di Riccione, Renata Tosi -. La procedura è la medesima dello scorso anno, velocità, agilità nella risposta e flessibilità nel trovare le soluzioni per portare una boccata d'ossigeno alla nostra economia. Già la scorsa estate abbiamo trasformato Riccione in una bellissima piazza attrezzata, servita e diffusa sul territorio per vivere il più possibile all'aria aperta. Quest'anno procediamo spediti con la stessa logica. Un ringraziamento lo rivolgo fin da subito al settore del Comune di Riccione che segue le esigenze delle imprese, all'Ufficio Suap, alla Polizia Locale che ci daranno una grande mano a dare una risposta a tutti gli operatori economici". 

L'eccezionale partecipazione a Riccione Square 2020 (che era iniziato il 23 maggio) da parte dei pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande che avevano allestito outdoor originali ed eleganti, quest'anno nelle aspettative dell'amministrazione sarà raddoppiata. Da questo fine settimana sarà infatti possibile scaricare la modulistica sul sito del comune di Riccione. Dopo averla compilata - su una procedura identica a quella dello scorso anno - dovrà essere inviata per posta certificata all'Ufficio Suap per le attività in città e all'Ufficio Demanio per quelle sulla spiaggia. 

(Rimini) New York chiama e Riccione risponde. Questo pomeriggio alle 15.30, l'assessore Andrea Dionigi Palazzi e il presidente della Coop Bagnini, Diego Casadei interverranno a radio ICN-New York per parlare del progetto per il riconoscimento dell'Unesco del patrimonio immateriale delle pratiche sociali fondate sull’accoglienza e coinvolgenti tutte le attività della comunità di Riccione, nonché tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale. L'associazione per la candidatura all'Unesco si fonda sull'importante collaborazione con l'Università di Bologna e il professor Guido Candela, già professore ordinario di Politica economica dell'Università di Bologna e preside della Facoltà di economia, sede di Rimini. All'associazione vi aderiscono molte realtà locali tra cui appunto la Coop. Bagnini. Un interessamento, quello di ICN di New York radio statunitense legata al quotidiano newyorkese "America Oggi", spiegato ampiamente dal carattere internazionale dell'iniziativa riccionese. 

(Rimini) L'assessore alla mobilità del comune di Rimini, Roberta Frisoni mette a tema il disegno di legge presentato da un gruppo di parlamentati di Forza Italia per la disciplina organica della circolazione dei monopattini elettrici. "Il testo, in discussione dalla scorsa settimana alla Camera, introduce alcune novità per l’utilizzo dei mezzi che, ricordo, dal gennaio 2020 sono stati sostanzialmente equiparati ai velocipedi: nello specifico nel testo ora in discussione si propone di consentire la guida solo ai maggiorenni, l’obbligo di indossare il casco e del giubbotto catarifrangente e il divieto di circolazione dopo il tramonto. Si parla inoltre di definire la velocità massima su strada a 20 chilometri orari (km/h) e la possibilità di circolare solo sulle strade urbane con un limite di velocità di 30 km oltre che sulle piste ciclabili", ricorda Frisoni.  

"Se trovo condivisibile limitare le velocità di questi mezzi ai 20 km/h - cosa per altro già in atto a Rimini per i sistemi di sharing ai sensi delle disposizioni inserite a livello comunale - non mi trovo d’accordo sul resto delle proposte avanzate anche perché rischierebbero di far fare al nostro paese dei passi indietro non solo sulla micromobilità elettrica ma temo anche su quella ciclabile. Alcune delle misure in discussione infatti rischiano di essere controproducenti poiché non hanno un valore aggiunto in termini di sicurezza e allo stesso tempo rischiano di disincentivarne l’utilizzo anziché regolarlo".  

Il tema "è tutt’altro che banale, perché in ogni caso parliamo di sicurezza stradale su cui la massima attenzione e impegno sono d’obbligo. Ma non è con l’obbligo del casco e di una pettorina o, come si sente proporre da più parti, con la possibile introduzione di una ‘targa’, la soluzione ad un tema, quello della sicurezza su strada, che deve essere affrontato nel suo complesso. Partiamo da una considerazione: il livello di incidentalità che coinvolge i monopattini a Rimini è molto basso. Se allarghiamo lo sguardo alla mobilità attiva in generale (pedoni, ciclisti, ecc), si nota che gli incidenti più gravi sono causati principalmente dallo scontro con mezzi a motore e sono legati all’eccessiva velocità di quest’ultimi, alla mancata precedenza, al non rispetto degli attraversamenti pedonali".  

Frisoni crede "che si debba cogliere l’opportunità data dalla sempre maggiore attenzione verso la mobilità attiva - ciclabile, pedonale e micromobilità elettrica - per lanciare una sfida più coraggiosa e sicuramente più impegnativa, ma di certo con risultati più efficaci. Serve infatti un generale ripensamento della mobilità delle aree urbane, andando magari nella direzione di un’estensione delle ‘zone 30’, dove cioè il limite massimo di velocità dei veicoli non può superare i 30 km orari, e arrivando a insediare anche ‘zone 20’ dove è ancora più necessario tutelare pedoni e ciclisti". 

Pagina 394 di 1908