Asilo abusivo, Tar rigetta ricorso privato contro chiusura
(Rimini) Il Tar dell'Emilia Romagna (sezione seconda) ha respinto il ricorso presentato dall'associazione dilettantistica sportiva a capo della struttura per i servizi ludico ricreativi situata nell'entroterra riminese, chiusa dall'Amministrazione Comunale poiché risultava adibita a servizio per la prima infanzia senza le necessarie autorizzazioni e in violazione dei requisiti richiesti dalla legge regionale. La vicenda risale al febbraio scorso quando a seguito di un controllo della Polizia Locale, è stato verificato come l'attività condotta nella struttura non rientrasse nei parametri dei servizi ludico-ricreativi (caratterizzata da una permanenza dei bambini per un tempo giornaliero e per una frequenza non superiore alle due giornate), ma avesse tutte le caratteristiche del servizio per la prima infanzia - servizio tutti i giorni della settimana dalle 8 alle 14,30, consumazione del pasto e retta mensile - senza però rispettare la disciplina prevista dalla legge regionale (n. 19/2016).
Respingendo la richiesta di annullamento del provvedimento, il Tar ha infatti evidenziato come che "l'Ente locale ha correttamente rilevato che la periodicità (da settembre a giugno) e gli orari di frequenza (fino a 8 ore giornaliere dal lunedì al venerdì), il consumo del pasto, la modalità di allestimento degli spazi interni (pur utilizzati in via residuale in caso di forte maltempo) inducono a qualificare l'attività svolta come di tipo educativo/didattico, seppur sperimentale". Nella sentenza, si sottolinea come "la ricostruzione della fattispecie da parte del
Comune sia corretta" e che "anche un'attività di tipo misto resta sottoposta al controllo dell'autorità comunale, cosicché il provvedimento restrittivo impugnato non appare sproporzionato". Non da ultimo, ribadisce come "il Comune non ha escluso la possibilità di esercitare l'attività entro la cornice normativa vigente, indicando il percorso per la sua regolarizzazione".
"Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto non solo il corretto agire dell'Ente – sottolinea l'assessore ai servizi educativi Mattia Morolli – ma anche la volontà da parte dell'Amministrazione Comunale di accompagnare il gestore nel percorso di regolarizzazione. Non c'è alcun intento vessatorio nei confronti dell'associazione, ma solo la necessità di garantire un servizio affinché idoneo e sicuro per la salute ed il benessere dei bambini, in linea con i requisiti di legge e aperta alle nuove esperienze educative sperimentali. Abbiamo il dovere come Ente pubblico di vigilare perché il livello qualitativo dell'offerta formativa mantenga sempre quello standard qualitativo che ci contraddistingue da sempre. Ribadiamo la disponibilità da parte degli uffici di fornire consulenza gratuita al gestore e avviare un percorso che consenta all'attività di rientrare nelle norme".
6 maggio
Arriva il green pass | Gli ospedali respirano | Pd, fallisce nuova missione anti primarie
Aggiornamento coronavirus: 30 positivi, nessun decesso
(Rimini) Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 372.817 casi di positività, 561 in più rispetto a ieri, su un totale di 29.978 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1,9%.
Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, in maggioranza già immunizzati, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dai 65 anni in su. Da domani, 6 maggio, altro passo avanti con il via alle prenotazioni per i 60-64enni, i nati dal 1957 al 1961 compresi. Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 1.783.315 dosi; sul totale, 601.558 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.
Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 203 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 211 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 294 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 36,5 anni. Sui 203 asintomatici, 135 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 9 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 2 con gli screening sierologici, 9 tramite i test pre-ricovero. Per 48 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 121 nuovi casi, seguita da Reggio Emilia (103). Poi Ravenna (63), Parma (62), quindi Forlì (44), Modena (39), Ferrara (37), Piacenza (32) e Rimini (30). Infine, Cesena (20) e il Circondario Imolese (10). Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.
Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 18.034 tamponi molecolari, per un totale di 4.469.725. A questi si aggiungono anche 11.944 tamponi rapidi. Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 587 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 320.778. I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 39.082 (-43 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 37.323 (+30), il 95,5% del totale dei casi attivi.
Purtroppo, si registrano 17 nuovi decessi: 2 in provincia di Parma (una donna di 91 anni e un uomo di 94); 1 nel modenese (un uomo di 72 anni); 8 in provincia di Bologna (4 donne - rispettivamente di 71, 84, 87, 95 anni - e 4 uomini, di 82, 87, 93 e 99 anni); 1 nel ferrarese (una donna di 86 anni); 4 in provincia di Ravenna (3 donne, rispettivamente di 66, 83 e 95 anni, e un uomo di 79 anni); 1 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 89 anni). Nessun decesso nelle province di Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 12.957.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 213 (numero invariato rispetto a ieri), 1.546 quelli negli altri reparti Covid (-73). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 9 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 15 a Parma (invariato), 25 a Reggio Emilia (-2), 29 a Modena (-1), 59 a Bologna (+1), 12 a Imola (+1), 22 a Ferrara (+1), 12 a Ravenna (-1), 7 a Forlì (+1), 6 a Cesena (invariato) e 17 a Rimini (invariato).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.134 a Piacenza (+32 rispetto a ieri, di cui 25 sintomatici), 26.507 a Parma (+62, di cui 35 sintomatici), 45.309 a Reggio Emilia (+103, di cui 71 sintomatici), 63.447 a Modena (+39, di cui 29 sintomatici), 79.685 a Bologna (+121, di cui 67 sintomatici), 12.355 casi a Imola (+10, di cui 5 sintomatici), 22.713 a Ferrara (+37, di cui 13 sintomatici), 29.514 a Ravenna (+63, di cui 50 sintomatici), 16.214 a Forlì (+44, di cui 36 sintomatici), 18.789 a Cesena (+20, di cui 16 sintomatici) e 35.150 a Rimini (+30, di cui 11 sintomatici).
Andamento settimanale: positivi e ricoveri in calo. Asl conferma trend
(Rimini) Nella settimana dal 26 aprile al 2 maggio sul territorio romagnolo si sono verificate 1.750 positività su un totale di 34.086 tamponi eseguiti; si osserva quindi un tasso di positività del 5,1 per cento e una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi. Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 3 maggio, si registra la quota di 289 ricoveri, con una diminuzione di 52 ricoverati rispetto alla settimana precedente. Anche i ricoveri nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali. Nel riminese sono stati 538 i nuovipositivi su 9.866 tamponi eseguiti, con una incidenza del 5,6per cento.
"Anche questa settimana - commenta Mattia Altini, direttore Sanitario di Ausl Romagna - si conferma un ulteriore calo della circolazione del virus, che si traduce in meno occupazione dei posti letto nei reparti Covid e soprattutto nelle Terapie Intensive. L'allerta del piano ospedaliero aziendale torna in arancione e questo ci consentirà di avviare un piano di recupero sulle visite specialistiche costrette ad essere posticipate e agli interventi chirurgici non urgenti e differibili sospesi a causa del Covid. Ma i dati incoraggianti raggiunti anche questa settimana non vanno considerati come " consolidati". Il virus circola ancora e sono sufficienti alcuni cedimenti sulle misure di attenzione/prevenzione per innescare una inversione di tendenza. Le azioni di contrasto in nostro possesso rimangono quindi le stesse : osservazione delle misure e adesione alla campagna vaccinale per le categorie fin qui coinvolte. A partire da domani, la platea degli aventi diritto sarà ulteriormente allargata e consentirà la somministrazione vaccinale anche alla popolazione dai 60 ai 64 anni e ad una prima fascia per età delle persone con patologie appartenenti alla categoria 4 del piano vaccinale. Questo ulteriore allargamento garantirà una maggiore copertura della nostra popolazione e quindi rivolgo un invito a tutti gli aventi diritto ad accedere senza esitazioni alla prenotazione".
Turismo, Gnassi: parole Draghi a sostegno della ripartenza
(Rimini) "Le parole di Draghi aprono finalmente un orizzonte nuovo per il turismo. Rimini è pronta a cogliere l'annuncio del presidente del consiglio Draghi quando, giocando d'anticipo sull'Europa, invita i turisti stranieri a venire in vacanza in Italia" Così il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, a seguito dell'intervento del presidente del consiglio Mario Draghi al G20. "Da metà maggio finalmente abbiamo una data certa da segnare nel calendario della ripartenza di uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Avere un green pass nazionale, pronto già a partire da metà maggio, che dia regole semplici e chiare per garantire l'arrivo dei turisti europei, consente al nostro Paese di recuperare quello svantaggio competitivo rispetto ad altri paesi del Mediterraneo, come la Grecia o la Spagna, che rischiavano di metterci in ombra".
Rimini "vuole e deve prepararsi alla ripartenza, guardando con ottimismo alla campagna di vaccinazione nazionale sulla quale il Paese ha impresso una decisa accelerata e confidando in una gestione dei fondi del recovery plan che guardi al futuro delle destinazioni turistiche. E Rimini è già oggi pronta più di altre località perché con il suo lavoro di cambiamento e riqualificazione ha anticipato quei processi che il Covid ha reso ancor più necessari e urgenti e che tutte le città dopo il Covid saranno chiamate a fare. 16 chilometri di dune, vegetazione Adriatica, palestre a cielo aperto, foreste del mare e alberi-fontana ispirate a Gianni Rodari, l'investimento sull'ambiente, sulla mobilità sostenibile, sulla riqualificazione del centro storico, sono le scelte coraggiose che portano Rimini già oggi a essere avanti a qualsiasi destinazione turistica italiana, nella traiettoria indicata da Draghi e nella traiettoria delle nuove esigenze di chi vuole fare vacanza dopo l'allarme pandemia".
Il cambiamento fatto "è un processo e ora è già la base per il futuro, per conquistare una fetta dei 209 miliardi del PNRR. Nel Recovery Fund Rimini, assieme a poche città come Genova, Bergamo, Firenze, Roma e Palermo, è stata inserita al punto 3.3.6 Trasporto pubblico di massa. La misura prevede realizzazione di 195 km di rete attrezzata per il trasporto rapido di massa, con la cifra di 49 milioni per il Metromare dalla Stazione Centrale alla Fiera e Viserba. Se hai la forza di un progetto integrato, trovi le risorse. Come il grande progetto/processo di salute unica dove la partecipazione nei e dei quartieri della città si unisce a presidi sociosanitari diffusi vicini ai cittadini e, per alcuni quartieri, ai turisti che vengono. Nessuno pensa che si uscirà rapidamente dagli effetti della pandemia. Lo scorso anno il ciclone pandemia per il territorio riminese ha significato la perdita di 7.206.908 presenze e 1.205308 arrivi rispetto al 2019".
Per tornare ai livelli pre-pandemia "ci vorrà tempo. Ma noi siamo pronti. Stiamo allestendo un importante calendario di eventi in sicurezza, dalle mostre, alle arene cinematografiche, alla Notte Rosa diffusa nello spazio e nel tempo, agli eventi sportivi che già nel mese di maggio porteranno Rimini al centro del calendario nazionale di diverse discipline, come la pallavolo. Abbiamo un'organizzazione della spiaggia davvero 'open space', con le distanze più ampie di altre destinazioni e la possibilità di vivere il mare come un luogo aperto dall'alba sino a sera. Abbiamo investito su una importante campagna di comunicazione nazionale, sulle principali emittenti televisive, con testimonial Stefano Accorsi, che abbiamo presentato oggi. L'invito ai turisti di tutto il mondo e l'annuncio di un Green Pass nazionale che anticipa quello europeo è quella grande occasione che i territori e gli operatori aspettavano per guardare con speranza al futuro dopo 15 mesi di stop".
Vaccini, da domani possono prenotare i 60-64enni
(Rimini) È la volta dei 60-64enni: in Emilia-Romagna da domani, giovedì 6 maggio, agende aperte per la prenotazione del vaccino anti Covid-19 dei nati dal 1957 al 1961 compresi - circa 250mila persone - che potranno fissare l’appuntamento utilizzando i consueti canali disponibili, dai Cup alle farmacie che effettuano servizio Cup, dal telefono a tutti gli strumenti online a partire dal Fascicolo sanitario elettronico. Con le prime vaccinazioni che saranno effettuate già nei prossimi giorni. Si anticipa dunque una partenza che era stata inizialmente prevista per lunedì 10. Semaforo verde anche per un’altra importante fascia di cittadini considerata prioritaria nel Piano nazionale, quella identificata con categoria 4, a cui appartengono“le persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per i soggetti estremamente vulnerabili”. In questa fase le vaccinazioni interesseranno chi ha un’età compresa tra i 51 e i 59 anni (anni di nascita dal 1962 al 1970): i cittadini non dovranno prenotarsi perché saranno contattati direttamente dalle Aziende sanitarie di appartenenza.
Entro maggio, inoltre, si apriranno le prenotazioni anche per la fascia 55-59 anni e per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, in quest’ultimo caso con modalità già in corso di definizione al tavolo regionale del Patto per il Lavoro e per il Clima. E proprio in queste ore dalla Struttura commissariale nazionale, “alla luce del positivo andamento della campagna vaccinale in favore dei cittadini appartenenti alle categorie prioritarie”, è arrivato il via libera a ripartire con le vaccinazioni al personale scolastico e universitario, docente e non docente, non ancora sottoposto alla prima vaccinazione. Una ulteriore accelerazione della campagna vaccinale in Emilia-Romagna, che si conferma una delle regioni nella quale viene effettuato il maggior numero di somministrazioni. Alcuni dati: è del 30,2% la percentuale di emiliano-romagnoli vaccinabili (quindi con più di 16 anni) che hanno già ricevuto in Emilia-Romagna la prima dose, il 15,3% quella di chi ha completato il ciclo. Ancora: il 93,3% delle persone con più di 80 anni ha ricevuto la prima dose, lo stesso per il 71,8% dei 70-79enni.
Complessivamente, è stato utilizzato il 90,6% dei quasi 2 milioni, esattamente 1.953.670, di dosi consegnate da inizio campagna, quindi con la sola giacenza minima prevista di scorta per garantire il richiamo. L’annuncio delle nuove platee di cittadini vaccinabili è stato dato oggi in video conferenza stampa dall’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, che ha anche fatto il puntosull’andamento della campagna vaccinale e la consegna delle dosi.
“Con il via alle prenotazioni per queste due fasce di cittadini e l’apertura entro maggio ad altri target significativi della popolazione, diamo un’ulteriore accelerata alla campagna vaccinale, rispettando in pieno le indicazioni del Piano nazionale sia per quanto riguarda le classi d’età, sia per le categorie considerate prioritarie perché più fragili- ha sottolineato l’assessore Donini-. Possiamo velocizzare ulteriormente il passo perché finalmente i vaccini stanno arrivando, e speriamo che le consegne programmate siano rispettate. Già oltre il 30% di cittadini ha ricevuto la prima dose, e siamo tra le regioni che le utilizzano appieno, con più del 90% di vaccino inoculato. L’Emilia-Romagna tuttavia ha una potenzialità significativamente più ampia rispetto a quella che stiamo mettendo in campo, non solo grazie ai nostri Hub ma anche da parte dei medici di medicina generale, che sono pronti ad estendere ulteriormente la vaccinazione sul territorio, e delle tante farmacie e aziende del mondo del lavoro che hanno già dato la propria disponibilità a cominciare a vaccinare, una volta esaurita la fascia dai 60enni in su. Se avremo le dosi- ha aggiunto Donini- siamo fiduciosi di riuscire a immunizzare tutti gli emiliano-romagnoli che lo vorranno entro l’estate”.
Il punto sulle vaccinazioni, per categoria. Tocca il 93,3% la percentuale degli over 80 che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino, mentre sono l’81,5% quelli che hanno avuto la seconda. Per gli ospiti delle Rsa e delle Cra la percentuale dei vaccinati con prima dose è del 95,7% e dell’84,1% quella relativa alle seconde dosi. Per le altre categorie, le percentuali di chi ha ricevuto la prima e la seconda dose sono: operatori sanitari e sociosanitari 86% e 70,9%; estremamente vulnerabili 48,5% e 21,2%; 70/79enni 71,8% e 15,5%; 60/69enni 28,4% e 5,3%; operatori scolastici: 71,1% e 0,9%.
Piano delle consegne e Punti vaccinali. Ribadito dall’assessore il piano delle consegne previsto entro fine mese, che in 30 giorni, dal 27 aprile al 27 maggio, porterà in Emilia-Romagna oltre 1 milione di dosi di vaccino. In particolare, per maggio è previsto l’arrivo di 843.590 dosi dai quattro diversi produttori, le prime già arrivate a inizio settimana: complessivamente 610.740 di Pfizer-Biontech, 150.600 di Astrazeneca- Vaxzevria, 70.850 di Moderna e 11.400 di Johnson&Johnson. Quantitativi che permetteranno di superare per la fine del mese i 2,5 milioni di dosi inoculate in Emilia-Romagna. In una rete che, tra grandi e piccoli centri diffusi su tutto il territorio, può contare su 141 Punti vaccinali: 7 a Piacenza, 6 a Parma, 11 a Reggio Emilia, 17 a Modena, 66 a Bologna - Imola compresa - 9 a Ferrara e 25 in Romagna (Forlì Cesena 10, Ravenna 8 e Rimini 7), ai quali andranno poi ad aggiungersi tutti quelli messi a disposizione dal mondo delle imprese, per cui Regione ed Ausl stanno raccogliendo la disponibilità di Associazioni di categoria e aziende
Bando gas, l'amministrazione: leggi non aggirabili
(Rimini) "Il settore della "distribuzione del gas" è disciplinato, in Italia, da leggi e normative molto specifiche e non aggirabili in alcun modo". Lo precisa il comune di Rimini intervenendo sul 'Bando Gara Servizio Gas Provincia di Rimini'. Questa mattina davanti palazzo Garampi si è svolta la manifestazione di protesta della Cgil. "Da parte del Comune di Rimini, come è stato ribadito in tre incontri con le organizzazioni sindacali, l'ultimo pochi giorni fa in Prefettura - dichiara l'assessore Gian Luca Brasini- c'è tutta la volontà di tutelare i lavoratori, attraverso la normativa vigente".
Sul tema in sé "ricordiamo che è la legge a imporre il bando europeo ed è la stessa legge, per la tutela degli interessi dei cittadini e della trasparenza, a volere la gara pubblica per un settore che è in ritardo di anni sul problema. C'è poi un chiaro indirizzo politico del Consiglio Comunale di Rimini volto a promuovere lo sblocco delle gare dei più importanti servizi pubblici, proprio nell'ottica di garantire trasparenza e competitività a vantaggio dei nostri cittadini. A tal proposito questo indirizzo ha consentito di aver portato a termine, primi in Italia, la gara dell'idrico per il bacino riminese. Nei prossimi giorni ci renderemo disponibili ad incontrare ancora una volta rappresentanze dei lavoratori cercando soluzioni che, però, questo deve essere chiaro, non potranno essere individuate fuori dal perimetro normativo che altrimenti renderebbe attaccabile il bando stesso con danno evidente per i cittadini e le comunità locali", conclude Brasini.
"Le diverse disposizioni di legge, emanate dal 2000 fino ad oggi, regolamentano dettagliatamente pressoché tutti i principali aspetti connessi alla gestione del servizio, imponendo che esso sia svolto non a livello comunale o provinciale, ma per 'ambiti territoriali minimi' (A.Te.M.). Nel caso specifico del bando di gara pubblicato in data 30 dicembre 2020, si tratta dell'A.Tem Rimini, costituito da ben 43 Comuni, appartenenti a tre diverse e tra loro contigue province (Rimini, Forlì-Cesena e Pesaro-Urbino) e a due regioni confinanti (Emilia-Romagna e Marche)", sottlinea la nota dell'amministrazione comunale.
In materia di personale, "la normativa in questione (D.M.21.04.2011) prevede, all'articolo 2 ("Tutela dell'occupazione del personale") testualmente quanto segue: "1. Il personale addetto alla gestione degli impianti di distribuzione del gas naturale oggetto di gara e una quota parte del personale che svolge funzioni centrali di supporto all'attività di distribuzione e misura degli impianti stessi è soggetto, ferma restando la risoluzione del rapporto di lavoro e salvo espressa rinuncia degli interessati, al passaggio diretto ed immediato al gestore subentrante, con la salvaguardia delle condizioni economiche individuali in godimento". Pertanto la normativa "speciale" del settore del gas prevede già espressamente una specifica tutela dell'occupazione, sia pure a fronte di una espressa interruzione del precedente rapporto di lavoro (con i gestori uscenti) e l'instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro (con il nuovo gestore entrante)".
Sarebbe "certamente illegittima", secondo la normativa nazionale vigente, "l'introduzione, nelle regole di gara, di clausole che imponessero la continuità del rapporto di lavoro ex art.2112 c.c. e/o l'obbligo, per il gestore entrante, di impiegare nel territorio dell'Atem Rimini (e non altrove) i lavoratori da esso assunti dai gestori uscenti di tale ambito. Non è un caso che - sulla base delle informazioni in possesso dell'amministrazione comunale - nessuno dei circa 15 bandi di gara per il servizio di distribuzione del gas finora pubblicati dalle varie stazioni appaltanti italiane abbia previsto tutele aggiuntive ulteriori rispetto a quelle stabilite dalle norme di legge appena indicate".
San Patrignano: si abbassa l'età di chi fa uso di droghe. Progetto per 3300 studenti
(Rimini) Si abbassa sempre di più l'età dei giovanissimi con problemi legati alla devianza, alle difficoltà relazionali, alla piccola delinquenza, all'emarginazione sociale, all'utilizzo di sostanze stupefacenti e a forme di disagio. Per questo il progetto di prevenzione delle dipendenze WeFree #distantimavicini, promosso da San Patrignano e realizzato per il terzo anno consecutivo anche grazie al sostegno della Fondazione Oliver Twist, propone in questa edizione anche nuove attività laboratoriali dedicate in maniera specifica agli studenti che frequentano le scuole medie. Il progetto, rimodulato in modalità a distanza a causa della pandemia, arriverà a toccare in questa seconda metà dell'anno scolastico oltre 3300 studenti in 19 città di 10 regioni in tutta Italia, proponendo complessivamente 15 incontri online, 5 appuntamenti con il documentario #chiaroscuro e 5 nuovi laboratori #Raccontami e "La Torta di Fede". In questi ultimi, in particolare, gli studenti delle scuole medie vengono accompagnati nella conoscenza di sé e nell'individuazione dei valori importanti della vita attraverso l'ascolto delle testimonianze di ragazzi della Comunità di San Patrignano e attività interattive che aiutano a riflettere sulle scelte e confrontarsi con i coetanei e gli insegnanti.
"La pandemia rischia di amplificare i temi del disagio – spiegano Patrizia Russi e Silvia Mengoli, responsabili del progetto WeFree di San Patrignano -, intaccando la crescita degli adolescenti che si trovano a fronteggiare nuove dinamiche di relazione e nuovi malesseri. In questo periodo così complicato per tutti, diventa ancora più urgente sostenere i più giovani, mettendo in campo tutti gli strumenti e le soluzioni che possano offrire loro occasioni di comunicazione e condivisione con i coetanei, soprattutto all'interno dell'ambiente scolastico. Il passaggio dalle medie alla scuola superiore è un momento molto particolare nella vita dei ragazzi, una fase molto delicata che richiede attenzione e impegno collettivo da parte della comunità educante per accompagnare i giovani alla scoperta di se stessi e della relazione con l'altro".
Il progetto di prevenzione Wefree nel corso dell'anno scolastico 2020-21 ha potuto mettere in campo le attività a distanza progettate durante il lockdown, per continuare ad essere presenti nelle scuole di tutta Italia, a sostegno delle nuove generazioni e per continuare a contrastare le dipendenze e gli stili di vita a rischio. Lo scorso anno grazie al sostegno di Fondazione Oliver Twist, che da oltre 15 anni si occupa di problemi legati al disagio giovanile, sono stati raggiunti quasi 6500 studenti (3.000 presenti al WeFree Days on line) delle scuole secondarie di primo e secondo grado su territorio il nazionale, contribuendo al numero totale di oltre 26mila giovani incontrati dal progetto.
5 maggio
A San Marino si ballerà | Covid e liste d’attesa | C’è Gloria per i civici
Silb e San Marino preparano la ripartenza del ballo
(Rimini) Si è tenuto questo pomeriggio un incontro tra il Segretario di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino, Federico Pedini Amati, e il presidente del SILB-Fipe della Regione Emilia Romagna, Gianni Indino sul tema del futuro dell’intrattenimento e del turismo giovanile su questi territori.
“Invitato dal Segretario di Stato Pedini Amati, ho avuto il piacere di salire a San Marino e di confrontarmi con il rappresentante del governo per il Turismo – spiega il presidente del SILB dell’Emilia Romagna, Gianni Indino - che ha confermato come in Repubblica si voglia sempre più valorizzare il turismo giovanile e l’intrattenimento notturno. È stato un incontro cordiale, improntato alla collaborazione reciproca tra San Marino e l’area della Romagna, territorio che si è sempre rivolto ai giovani, anche in chiave turistica, attraverso un’importante offerta di intrattenimento e divertimento. Abbiamo dunque verificato esserci notevoli convergenze in merito ad iniziative che possano vedere entrambi coinvolti. A cominciare dalla proposta di organizzare a San Marino un test sugli eventi, affiancandoci a quelli che proponiamo a Milano e Gallipoli, che avverrà sulla scia di quelli che sono già stati attuati in importanti città d’Europa per verificare se sia possibile fare ripartire il settore allentando le misure restrittive che bloccano locali da ballo e spettacoli da oltre un anno”.
“Confermo la massima collaborazione della Repubblica di San Marino con il presidente regionale del SILB, Gianni Indino sul settore dell’intrattenimento – dice il Segretario di Stato al Turismo, Federico Pedini Amati -. In questo primo incontro abbiamo ragionato su una possibile ripartenza del settore, fatto di eventi, discoteche, concerti. L’obiettivo comune e primario rimane sempre la sicurezza, dunque vogliamo portare avanti le iniziative con protocolli univoci insieme all’Italia e all’associazione dei locali da ballo, soprattutto legati all’utilizzo dei tamponi, considerando che in Italia le fasce di età di questo particolare target ancora non sono in larga misura coperte dai vaccini. Con protocolli chiari e rigidi da concordare, saremo pronti a proporre San Marino come terzo polo del test sugli eventi”.