Giovedì, 08 Gennaio 2015 09:57

giornalaio, 8 gennaio 2015

giornalaioAiriminum: “Bloccati dalla burocrazia” | Sfratti da record a Rimini | I costruttori bastonano Gnassi

 

Airiminum non ha messo piede in pista. Da ieri la società di gestione dell’aeroporto Fellini avrebbe dovuto insediarsi finalmente a Miramare. Ma il ‘presidente in pectore’ Laura Fincato ha fatto sapere che le chiavi in mano non le arriveranno prima di una settimana (ilCarlino). Rispetto allo slittamento dei tempi per la riapertura del Fellini, Fincato spiega: La burocrazia e alcune questioni legate alla vecchia gestione ci hanno remato contro.
Per iniziare c’è bisogno di attrezzature e sembra che Airiminum abbia cambiato idea rispetto al compendio aziendale di Aeradria messo in vendita dal curatore fallimentare. Adesso la società è interessata e il curatore Santini si aspetta un’offerta entro gennaio. Lo scalo comunque resterà chiuso a causa della mancanza delle polizze assicurative almeno fino a sabato 10 gennaio. Intanto, l’Aeroclub (ancora in attesa dei permessi per rientrare al Fellini, LaVoce) ha scoperto che l’area aeroportuale a sua disposizione si trova in quelle destinate alla gestione sammarinese (Corriere).

 

Sfratti, a Rimini sono 4 al giorno. E’ questa la media delle richieste nel 2014, con 1.621 casi nei primi undici mesi (in 292 sono dovute intervenire le forze dell’ordine) e un’impennata del 30,51 per cento rispetto al 2010: 400 casi in più. Rimini è quindi prima in classifica nel rapporto del Ministero dell’Interno per i casi di sfratto rispetto al numero delle abitazioni (Corriere, Nuovo Quotidiano). Raddoppiate negli ultimi anni anche le richieste per le case popolari: da 828 del 2001 a 1.568 del 2013.

 

Basta contrapposizione tra amministrazione e costruttori. Lo chiedono Unindustria e Ance al sindaco Andrea Gnassi, esprimendo solidarietà in merito alle minacce subite dal primo cittadino riminese per le sue politiche contro il consumo del suolo. Gnassi si accanisce contro di noi, spiegano i costruttori, ma intanto non siamo attrattivi come territorio: qui solo eventi che richiamano per due giorni, serve continuità (Corriere, Nuovo Quotidiano). L’ex consigliere regionale di FI, Marco Lombardi, torna a far notare come la ‘riminizzazione ‘ del territorio (intendendo con questo l’eccessivo consumo del suolo) sia una pratica portata avanti dalla sinistra (LaVoce).

 

Coopsette, il sindaco Gnassi risponde all’attacco della cooperativa: Nervosismo immotivato, legato forse, si domanda il sindaco, alla procedura di arbitrato avviata dal Comune in estate rispetto all’inadempienza di Coopsette alla convenzione per la riqualificazione del polo benessere? Coopsette pochi giorni fa ha additato il sindaco di averla dichiarata fallita nel suo discorso di fine anno, cosa non vera, visti i dati del bilancio. Da qui il proposito di querelarlo (Corriere).

 

Lotteria Italia, a Rimini due premi di consolazione. I biglietti da 25mila euro sono stati venduti all’Angolo della Fortuna di via Tripoli, numero G 001749, e alla Tabaccheria Forum di via Flaminia, biglietto B 115200 (Corriere).

 

Troppi partecipanti slitta il concorso. Il Comune cerca tre istruttori direttivi (categoria D), ma fanno richiesta in 1.872. E’ per questo, spiega il Corriere, che le selezioni sono slittate dal 15 dicembre al 20 febbraio.

 

Cultura. Meglio Pulini o Goldin? Rimini ha fatto finta per tre anni di essere capace di realizzare grandi mostre? La domanda se la fa la Voce. I due protagonisti sono Massimo Pulini, attuale assessore alle politiche culturali del Comune di Rimini, e Marco Goldin, direttore artistico delle grandi mostre a Castel Sismondo per conto della Fondazione Cassa di Risparmio tra il 2009 e il 2012. L’occasione è offerta dalle polemiche suscitate a Vicenza dalla nuova mostra di Goldin, rea, secondo i docenti di un liceo locale, di tenere insieme Tutankamon, Van Gogh e Caravaggio.

1Riccione | Più sport, meno musica: il sindaco Tosi presenta il nuovo Marano

 

"Un nuovo prodotto da realizzare in funzione dell’intera città", questo il Marano secondo il sindaco di Riccione Renata Tosi. O, perlomeno, questo è il succo di quanto illustrato oggi alle categorie economiche. "Il Marano - ha ribadito il sindaco - non più visto come una zona a sé, ai confini con Rimini, dove fino alla scorsa estate i problemi di ordine pubblico hanno costretto l’amministrazione a pagare 700 ore di straordinario agli agenti della Polizia Municipale e richiesto una costante e dispendiosa azione di controllo da parte delle forze dell’ordine. E’ diventata inevitabile l’esigenza di fare impresa per fare funzionare bene ogni parte della città. Condizione indispensabile rilanciare una serie di attività rivolte in particolare ad un target giovanile, all’insegna dello sport e di un sano divertimento". Parole che, in termini pratici, si traducono nel "bisogno di delineare nella zona Marano con gli operatori e le attività tutte che vi gravitano attorno, un’area a vocazione sportiva, balneare attraverso la valorizzazione dell’attività giornaliera e la riduzione dell’orario di apertura dei locali notturni". All'incontro con Cna, Confcommercio, Confesercenti,Consorzio Marano ed Upa,l'assessore Luciano Tirincanti ha inoltre ribadito la "necessità di cambiare il modello di divertimento della zona dove la musica è importante ma occorre anche il rispetto delle regole sia per quanto riguarda il volume che gli orari".

 

marano

neroRimini | Sindaci minacciati, la solidarietà dei costruttori riminesi e la bufala degli appartamenti sfitti

 

"Per sgomberare il campo da eventuali polemiche, nel cui merito non vogliamo entrare poiché Unindustria Rimini e Ance Rimini rappresentano imprese che fanno proprio il codice etico di Confindustria e sono associazioni che tutelano gli interessi legittimi delle aziende, non possiamo che esprimere la nostra solidarietà - precisano subito i vertici riminesi di Ance e Unidunstria - da al sindaco di Rimini Andrea Gnassi e al sindaco di San Lazzaro di Savena Isabella Conti per le pressioni ricevute e auspichiamo che la giustizia faccia il suo corso individuando i responsabili".
Detto questo però gli industriali tornano sui temi che hanno a cuore, a partire dalla crisi del settore edile. "Non riusciamo a comprendere la contrapposizione e l’accanimento nei confronti delle imprese che emergono dalle numerose prese di posizione di questi ultimi tempi da parte del sindaco di Rimini", fanno notare. "In tutti questi anni, ogni qualvolta ci siamo rivolti alle pubbliche amministrazioni, sia da soli che congiuntamente alle altre categorie e ai sindacati, lo abbiamo fatto pensando non a una controparte, ma a un partner prezioso che ci aiutasse ad uscire dalla crisi. Il mondo delle imprese, da quelle del manifatturiero al turismo fino alle costruzioni, è orientato unicamente a trovare una soluzione per dare continuità alle aziende, per permettere di assicurare lavoro ai propri dipendenti dando così prospettive future alle famiglie. Permettendo così di contenere in una prima fase gli effetti negativi della crisi per poi riprendere la via dello sviluppo".


Benvenga l'innovazione. "Come dice il sindaco Gnassi, siamo tutti convinti che il mondo stia attraversando un periodo di grandi cambiamenti. Di questo siamo consapevoli e certamente non ci vogliamo sottrarre a portare all’interno delle nostre aziende innovazione e ricerca. Non si tratta di semplici parole, ma di fatti reali documentati da uno studio realizzato dall’Università di Bologna - Campus di Rimini dove emerge una fortissima propensione delle nostre imprese all’innovazione e ad operare nei mercati esteri che non le fanno sfigurare nel panorama dei lori competitor".
Ma serve un passo avanti. "Il nostro territorio, ed è questo quello che chiediamo, deve essere più attrattivo per le imprese. Questo richiede alle pubbliche amministrazioni locali un atteggiamento di accoglienza favorevole alle aziende e agli imprenditori. Un atteggiamento che in altre zone ha portato insediamenti importanti, come Toro Rosso a Faenza, Toyota a Ferrara, Danfoss a Castel San Pietro, Berluti a Ferrara, Philip Morris a Crespellano. Nessuno a Rimini".
Perché accanto al turismo, il manufatturiero è il settore che dà lavoro. "Teniamo presente, infatti, che senza togliere niente al ruolo trainante del turismo, che noi auspichiamo possa essere ancora di più incrementato, la maggioranza di lavoratori a tempo indeterminato e che possono contare su un lavoro stabile annuale, è quella delle imprese del manifatturiero e di ciò che è rimasto dell’industria della costruzioni, il più colpito da questa crisi. Una poca attenzione al manifatturiero di cui è la prova il fatto che a Rimini non si sia potuto ancora avviare la realizzazione dell’area industriale di Rimini Nord prevista dal PTCP approvato nel 2007 e frutto di una scelta lungimirante vista la collocazione strategica dell’area all’uscita dell’autostrada".


Il consumo del territorio non è responsabilità esclusiva degli edili. "Siccome quando si parla di consumo del territorio si associa il concetto a quello di responsabilità nei confronti della sola categoria dei costruttori edili, dobbiamo respingere con forza questa semplificazione che non solo è sbagliata, ma è anche ingiusta nei confronti di chi ha contribuito a far diventare grande Rimini. Questa responsabilità non può ricadere su quelli che vengono chiamati in senso dispregiativo “mattonari” perché qualsiasi iniziativa edilizia sottostà a strumentazioni urbanistiche di Regione, Provincia e Comuni e ciascun intervento è a sua volta autorizzato dalle amministrazioni comunali nel cui territorio viene realizzata. Se non si voleva tutto questo consumo del territorio sarebbe bastato non autorizzare gli interventi. Tutto ciò per dare una rappresentazione della realtà più aderente ai fatti senza l’enfasi di una emotività che voglia trovare a tutti i costi un capro espiatorio".


La crisi, intanto, morde. "Siamo ben lungi dall'esserne usciti", spiegano i costruttori. "Le imprese pur innovando e facendo export stanno ancora soffrendo e alcune sono addirittura costrette a chiudere con conseguenze disastrose sui lavoratori e sulle loro famiglie. Il territorio di Rimini ha bisogno che tutti insieme, imprese e pubbliche amministrazioni, trovino una strada e che ciascuno faccia la propria parte. Le imprese devono innovare e investire, internazionalizzarsi, fare il proprio mestiere, le pubbliche amministrazioni devono mettere a disposizione di chi vuole intraprendere le regole per poterlo fare nel rispetto di tutte le normative, soprattutto perché senza regole certe nessun imprenditore può progettare alcun investimento. Un esempio è la vicenda del PSC del Comune di Rimini adottato nel marzo del 2011, ma del quale non si conosce ancora la data della sua approvazione definitiva".


Ha ancora senso di parlare di 'lotta al mattone'? "Non capiamo chi sono le parti in causa visto che la fase del non consumo del territorio è già stata condivisa da Unindustria Rimini, Ance Rimini, da tutte le categorie economiche e dalle rappresentanze sindacali. Era la fine del 2011 quando abbiamo iniziato a sottolineare questo concetto e nel 2012 lo abbiamo detto in più occasioni unitamente alle altre categorie e ai sindacati fino all'Assemblea Generale del 25 ottobre 2012 “Salviamo le imprese delle costruzioni” convocata da Ance Rimini, Cna, Confartigianato, Confcooperative, e Legacooperative quando dichiarammo quanto fosse "indispensabile sottolineare che imprenditori ed artigiani del settore non sono mossi da una volontà di consumo indiscriminato del territorio, ma dal pieno accordo con l’idea di uno sviluppo sostenibile". Un concetto ribadito più volte in questi anni, fino all'ultima occasione, meno di un mese fa, quando industriali, costruttori insieme alle rappresentanze sindacali, lanciando l'allarme sul critico stato dell'economia riminese, hanno ribadito che occorre partire dalle ristrutturazioni e dalla riqualificazione".


Ripartire dal centro e dal mare per rigenerare l’intero territorio: la 'bufala' dei 15mila appartamenti sfitti. "Ben vengano quindi regole che permettano di realizzare la rigenerazione urbana, l'efficientamento energetico, la messa in sicurezza sismica. In economia le cifre devono essere chiare, così quando si parla di 15 mila abitazioni sfitte occorre precisare che l’invenduto di nuovi appartamenti è al di sotto del 10%, negli altri casi si tratta di appartamenti a disposizione di proprietari non residenti (seconde case per le vacanze), di residenti che li affittano nel periodo estivo, di residenti che li tengono per figli o parenti e in minima parte di tournover fisiologico".
Servono investimenti veri. "Circa l’affermazione del Sindaco Gnassi sugli investimenti cantierati per quasi 300 milioni ci auguriamo che si tratti di appalti di dimensioni tali da permettere la partecipazione delle imprese locali che hanno dimensioni piccole e medie. C’è grande attenzione per gli eventi che fanno affluire in città migliaia di persone per uno o due giorni, mentre invece servono iniziative che abbiano continuità".


Soprattutto, basta contrapposizioni. "Il sindaco Gnassi continua a volere creare contrapposizione tra amministrazione pubblica e mondo delle imprese, mentre soprattutto in momenti come questi, servirebbe collaborazione e condivisione su come affrontare di comune accordo le sfide e potere riprendere la via dello sviluppo, concludono gli industriali.

 

 

Mercoledì, 07 Gennaio 2015 15:23

07 01 2015 | Rimini | Gnassi su Coopsette

1Rimini | Gnassi su Coopsette

 

"Il dubbio esiste, se in un ragionamento generale l’aver detto che diverse aziende, anche strutturate, hanno avuto difficoltà e problemi, in un 2014 per Rimini di crisi potente e dunque completamente ‘italiano’, diventa motivo di un attacco spropositato, quasi da lesa maestà", dichiara il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi. Un passo indietro: il dubbio è che "i toni fuori dalle righe e il nervosismo immotivato che tracimano da ogni riga del comunicato di Coopsette" (ovvero la notizia data due giorni fa dall'azienda di avere l'intenzione di querelare Gnassi per alcune dichiarazioni percepite dalla coop come lesive della propria immagine) siano "altro rispetto a una pur comprensibile richiesta di precisazione. Forse un pretesto? Magari in qualche modo legato alla procedura di arbitrato, avviata in estate dal Comune di Rimini per contestare una ipotizzata inadempienza di Coopsette nell’ottemperare ai termini della convenzione per la riqualificazione del ‘Polo del benessere’?", si domanda il sindaco. "Mi fermo qui, naturalmente felice per essere venuto a conoscenza di risultati di bilancio di Coopsette (‘ha chiuso il 2014 con un volume di affari di 300 milioni di euro per un Ebitda positivo di circa cinque milioni’) in forza dei quali, sicuramente, l’azienda potrà completare l’intervento sul Polo del benessere, così come da convenzione sottoscritta ormai da diversi anni. O no?", conclude Gnassi.

 

andrea gnassi

Mercoledì, 07 Gennaio 2015 11:15

omaggio a de andrè

Andrea Scanzi, giornalista, autore teatrale e scrittore, e Giulio Casale, cantautore e attore, presentano al teatro Novelli lo spettacolo dedicato alla carriera del cantautore e poeta genovese, nel giorno esatto in cui ricorre l’ anniversario della sua scomparsa, avvenuta l’11 gennaio del 1999. Appuntamento domenica 11 gennaio alle 21

Mercoledì, 07 Gennaio 2015 11:06

domenica al seminario

Domenica 11 gennaio, alle ore 16,30, presso il Seminario vescovile “don Oreste Benzi” di Rimini (via Covignano 259), Elvis Spadoni presenterà in anteprima il dipinto della serie Biblia Pauperum dedicato al “Colpo di Lancia”

Mercoledì, 07 Gennaio 2015 09:52

giornalaio, 7 gennaio 2015

giornalaioSindaci e Regione uniti contro il cemento | Airiminum sbarca al Fellini | Il vescovo: Bisogna accogliere gli immigrati

 

La battaglia anticemento del sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, raccoglie l’appoggio della Regione. Il consigliere Nadia Rossi interviene annunciando la riforma della legge urbanistica entro la fine della legislatura. Il presidente Bonaccini, ha riferito Rossi, in uno dei punti programmatici ha inserito la tutela del territorio e la riduzione del consumo del suolo, con idonei strumenti fiscali e politiche urbanistiche orientate verso la rigenerazione (Corriere).

Una betoniera ci seppellirà. Gnassi c’è o ci fa? La domanda se la fa in prima sul Carlino Carlo Andrea Barnabè. Oggetto dell’interrogativo è il sindaco di Rimini che lunedì ha rivelato di aver subito minacce nel 2012 per le sue politiche anticemento. Quello che l’editorialista del Carlino si chiede è: ma Gnassi ha rivelato il fattaccio in ritardo solo per guadagnarsi i riflettori puntati sul sindaco di San Lazzaro (che qualche giorno fa ha denunciato le minacce subite da alcuni palazzinari ai carabinieri) oppure per dare una spallata finale alla lobby del ‘mattone’? Le fortune e disgrazie di un sindaco sono ancora “generate da una betoniera”?
Intanto da San Lazzaro il sindaco Conti dichiara: Io e Andrea porteremo avanti la battaglia contro il cemento in Emilia Romagna.
Il sindaco non era l’unico ad essere nel mirino, rivela il consigliere comunale Mattia Morolli. Siamo stati accusati di essere dei delinquenti, aggiunge il consigliere Massimo Allegrini (Nuovo Quotidiano).

Airiminum sbarca oggi a Rimini. La nuova società di gestione del Fellini nelle prossime ore prenderà possesso dello scalo, avviando le procedure per riprendere le relazioni con i tour operator e affrontando le questioni legate al personale. Intanto continuano le proteste di Aeroclub. Abbiamo investito 20mila euro per tenere aperto l’aeroporto per due mesi senza ricevere l’aiuto di nessuno, ribadisce il presidente Falsetti che non ci sta ad essere ritenuto responsabile per il mancato rinnovo delle polizze assicurative, causa della attuale chiusura totale ai voli dello scalo (Nuovo Quotidiano).

Agenzia mobilità. Il 16 gennaio in Comune a Rimini le commissioni ‘Affari generali’ e ‘Controllo’ si riuniranno per verificare se e quali benefici porterà al territorio e ai cittadini riminesi l’unificazione delle agenzie provinciali. Da settimane le amministrazioni e i consiglieri comunali di centrodestra manifestano dissenso rispetto all’operazione (LaVoce).

Economia, il tribunale boccia il concordato del concessionario Vernocchi: il piano industriale non soddisfa i creditori privilegiati e, soprattutto, l’imprenditore ha dimenticato di segnalare ai magistrati la richiesta di risarcimento dello scorso aprile da 1,8 milioni di banca Carim nei confronti degli amministratori. Vernocchi presenterà un nuovo concordato, intanto è stata già creata da tempo una nuova società, la Vernocchi zero, che ha preso in affitto l'attività di quella vecchia (ilCarlino).

Nuova crociata contro i centri commerciali. Questa volta il dissenso parte dalla Valmarecchia, l'occasione è offerta dalla chiusura di uno storico negozio di alimentari di Novafeltria. A farsi portavoce del settore è il direttore della Confcommercio, Amerigo Varotti. La crisi ha certo avuto il suo peso nella chiusura del negozio, ha ammesso Varotti, ma il merito è da attribuire anche ad alcune scelte scellerate da parte delle amministrazioni, che hanno favorito la nascita di troppi ipermercati e centri commerciali (LaVoce).

Spiaggia: il Pd è per la vendita oppure no? La domanda la fa a tutto il suo partito l’assessore comunale al demanio, Roberto Biagini, già cosciente di quella che è la posizione del sindaco Gnassi (contrario alla vendita delle zone urbanizzate dell’arenile), che tra l’altro dice di condividere. Gli operatori balneari, bagnini, ristoratori e chioschisti, la pensano differentemente, spiega Biagini, che torna a chiedere al Pd una posizione definitiva e univoca sulla questione (Nuovo Quotidiano).

Bisogna accogliere i poveri e gli immigrati. E’ l’appello del vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, in occasione dell’Epifania. Non è umano (prima ancora che non essere cristiano) dire: tornino a casa loro. Lo spirito di accoglienza dei riminesi non deve limitarsi ai turisti, ma deve contemplare anche gli immigrati e gli stranieri, il vescovo ha richiamato così la città. Non basta dire no all’esclusione, ha ribadito Lambiasi, bisogna dire no anche alla “semplice assistenza” (Corriere).

Caritas, assessori e consiglieri comunali hanno servito alla mensa dei poveri per l’Epifania. E’ trasversale la schiera dei politici camerieri: il vicesindaco Gloria Lisi, gli assessori Jamil Sadegholvaad, Sara Visintin, Roberto Biagini e Gianluca Brasini, la consigliera regionale Nadia Rossi e i consiglieri comunali Nicola Marcello, Mattia Morolli e Savio Galvani. Menu speciale a cura dello chef Roberto 'Bubana' Filippi (ilCarlino).

Unioni omosessuali, Arcigay chiede a Gnassi di passare dalle promesse ai fatti. Dopo la mozione sul registro delle unioni civili approvata in consiglio comunale il mese scorso e la presa di posizione favorevole del sindaco di Rimini rispetto alla trascrizione dei matrimoni sanciti all’estero, il presidente riminese dell’associazione, Marco Tonti, chiede l’impegno di trasformare le buone intenzioni in realtà (Corriere).

Decine di furti in via Pascoli. L’escalation va avanti da due mesi a questa parte. Alcuni residenti segnalano ciascuno anche 2 o addirittura 3 visite da parte dei ladri. Poche sere fa è stata narcotizzata una donna di 86 anni. Il metodo usato per entrare nella abitazioni è quello del buco con il trapano nelle finestre (ilCarlino).
Continua a mettere a segno colpi anche il ‘nonno rapinatore’. L’ultrasessantenne, già segnalato per aver assaltato con successo alcune farmacie, ha colpito la Carim di viale Catania, fuggendo a piedi con un bottino di 2.600 euro (Corriere).

tortora-scuroRimini | Arlotti, un anno in parlamento: presente al 99,59%

 

Presente al 99,59% (e a oltre 7mila votazioni) in aula, il deputato riminese del Pd Tiziano Arlotti traccia ilo bilancio di un anno a Montecitorio. "L’anno appena iniziato - spiega - vedrà completarsi l’iter legislativo di provvedimenti importanti, che avranno naturalmente ricadute anche sul territorio. In primo luogo la riforma costituzionale e la riforma del Titolo V, che disegna le autonomie locali (con particolare attenzione alle Unioni dei comuni e alle nuove Province), poi la nuova legge elettorale, la riforma della Giustizia, quelle del Terzo Settore, della scuola e della pubblica amministrazione. Sul fronte economico, il ministero dell’Economia sta lavorando su ulteriori misure di sostegno alle imprese oltre a quelle inserite nella Legge di stabilità, individuando provvedimenti e risorse specifiche".


Il deputato, che risulta primo firmatario per sette disegni di legge, cofirmatario per 109 e relatore per 3, si sofferma anche sul turismo, settore che "vede aperta la partita delle concessioni demaniali, per cui va trovata una soluzione in sede europea che tenga conto delle specificità della nostra impresa balneare, e l’attuazione delle leggi Art bonus e Destinazione Italia (su cui ho sollecitato il ministro Dario Franceschini affinché si emani il decreto con i criteri per lo stanziamento dei 500 milioni di euro per progetti di Comuni e Unioni legati a Expo 2015). Occorre continuare la politica di sostegno al turismo, puntando su una vera politica industriale per il settore. Strettamente legato a questo tema è quello dell’ambiente e della sostenibilità. Per Rimini significa in primo luogo andare avanti con il Piano di salvaguardia della balneazione ottimizzato, reperendo a livello nazionale ed europeo ulteriori risorse".


Altra questione aperta è quella dei rapporti con San Marino. "Dopo la firma del decreto ministeriale per il definitivo ingresso del Titano nella white list avvenuta proprio a fine 2014, vanno ora attuati gli accordi ratificati da inizio legislatura e resta da ratificare l’accordo su Rtv. L’ingresso nella white list ha rappresentato la piena integrazione tra i sistemi economici di Italia e San Marino e la normalizzazione finale dei rapporti fra i due stati. In particolare si dovrà andare ora avanti con il progetto del Polo scientifico e tecnologico e con la messa in sicurezza della Statale 72 (una prima fase di lavori per 5 milioni di euro partirà in questo mese con la sostituzione degli spartitraffico e altre opere), per un totale di 22 milioni di euro per cui si attende la conclusione della progettazione definitiva", incalza Arlotti.

Tiziano Arlotti

1Rimini | Sindaci anticemento, Gnassi: Anch'io minacciato

 

Isabella Conti è il sindaco di San Lazzaro di Savena, che ha ricevuto minacce per le sue politiche anticemento e che adesso vive sotto scorta, dopo aver denunciato le intimidazioni ricevuti a seguito del taglio di 500 appartamenti dal piano regolatore, una cittadella da 260mila metri quadrati. "Sembra me due anni fa", ha pensato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi. "Ho perfettamente presente - spiega Gnassi - quel che in questi giorni si può agitare nell’animo di Isabella Conti, il sindaco di San Lazzaro di Savena oggetto di intimidazioni pesanti per la sua decisione di dire basta al consumo di suolo".


Secondo il sindaco di Rimini, "le informazioni che emergono sul caso disegnano un quadro, se non identico, molto simile a quello che vide Rimini come scenario due anni fa. Quel che accade oggi e quel che accadde allora dimostra a mio parere due cose. La prima, e più importante: sta davvero cambiando una stagione sul fronte di quello che per troppo tempo era da tutti considerato un bancomat cui attingere senza neanche digitare il codice, e cioè il mattone che tutto fa girare e che mai nei ‘secoli dei secoli’ avrebbe esaurito la sua forza. La seconda, e più pericolosa: contrapporre la vecchia impostazione de ‘la crisi si supera dando un altro giro al mattone’’ o di ‘non si può fermare una economia per un’impostazione ambientalista’ all’urgenza del cambiamento circa un nuovo modo di considerare il territorio rischia di produrre un clima malato e potenziali germi deleteri".


Gnassi parte da qui per raccontare uno dei suoi "ricordi più amari dell’esperienza amministrativa a Rimini", ovvero "quanto accade all’alba del 2012 quando ricevetti lettere anonime che contenevano esplicite e pesanti minacce per la battaglia contro il cemento che l’amministrazione stava impostando. Eravamo, in quel momento, nella fase di elaborazione del Masterplan, dell’archiviazione definitiva dei mega project financing riguardanti il lungomare, di richieste di presunti danni milionari, del dibattito su tutta una serie di piani particolareggiati che ‘dovevano’ essere approvati perché ‘i diritti acquisiti sono intoccabili’, di una bolla immobiliare già esplosa con la sua eredità di 15 mila alloggi sfitti in provincia. In quel contesto caldo, polemico, in cui si determinava la qualità e l’autorevolezza del governo locale all’indomani di elezioni che avevano dato un chiarissimo mandato in tal senso, ecco ‘quelle’ lettere. Non l’ho dimenticato e non ho dimenticato il clima di quei giorni. Nel frattempo Rimini è andata avanti, e ha vinto nelle sedi deputate, molte delle sue battaglie contro un uso non più tollerabile del territorio. Con la schiena dritta e facendo quello che si doveva fare a difesa della comunità".


Il lato positivo. Spiega il sindaco di Rimini come "l’elemento paradossalmente positivo della storia di Isabella Conti è che stia via via emergendo un movimento collettivo a favore di un rispetto più alto di ciò che si chiama territorio, per alimentare una direzione nuova del fare economia, legata alla rigenerazione, al paesaggio, alla tecnologia e non ai retini e alle aree di espansione. Non servono albi dei ‘sindaci anti cemento’, serve semmai che le istituzioni, gli amministratori non siano lasciati soli, nel silenzio che a volte ‘parla’ più di mille discorsi. E servono politiche vere, che incentivino sistematicamente i programmi e i progetti di riqualificazione e di rigenerazione sul modello europeo, per lasciarci alle spalle l’era del mattone. La nuova era della nuova Regione ha la possibilità di premiare e destinare risorse, a partire dai fondi europei, per chi percorre questa direzione. Non ci sono più alibi. Da qui si vedrà se i sindaci, oltre ala solidarietà, potranno essere sostenuti nelle scelte concrete a tutela del territorio".

 

andrea gnassi

Lunedì, 05 Gennaio 2015 10:01

l'arrivo dei magi