Quattro artisti romagnoli per un fotografo ; La speranza, un maestro ; I colori di Rimini

7 giugno 2026 – buonaDomenica   

In studio. Quattro artisti romagnoli nelle fotografie di Mario Cresci

(...) «Negli studi dei quattro artisti [Francesco Bocchini, Chiara Lecca, Alessandro Roma, Nicola Samorì], che mi hanno accolto insieme all’amico Giuseppe Pazzaglia e a Roberta Bertozzi, ho ritrovato il senso del mio lavoro e quel sentimento immersivo nei luoghi, verso le cose e le persone dove il tempo e lo spazio si separano dal reale, in una fotografia lenta e mai legata alla fugacità dell’istante. Ho inteso ogni artista come il corpo centrale di una ‘grande opera’, abitato da accumuli di materiali, forme e colori. Quattro mondi diversi dove il tempo, la luce, lo spazio hanno creato una intensa sintonia tra me e gli artisti.»

Un maestro che apra la mente è la nostra speranza. Intervista a Piero Meldini

(...) La speranza per me è proprio in quel senso critico che si acquisisce da giovani, anzi giovanissimi. Un maestro che apra la mente è la nostra speranza. Un maestro che insegni ad evitare gli estremismi e le contrapposizioni ma a ponderare tutto, andando in profondità. È un modus operandi. L’opporsi al fascismo non è il comunismo, l’opporsi all’autoritarismo non è il lassismo. Si tratta di lavorare nel mezzo, per cercare il vero.

L’horror corre sul web. Analisi di “Backrooms”, film nato dalla rete – al cinema

(...) Nel 2019 sul sito 4chan, luogo dove è possibile inserire immagini senza nessun tipo di filtro (una di quelle cose che fanno parte del lato più oscuro della rete ed è sempre meglio trattare con attenzione, soprattutto per quanto riguarda i più giovani), appare una foto sbiadita di una stanza con carta da parati gialla, vuota, con luci al neon ed un senso di inquietudine che fa esplodere la corsa alla ricerca del luogo effettivo (scoperto in un negozio del Wisconsin) da parte del popolo del web, creando ed alimentando tutta una serie di dichiarazioni a catena che creano storie fantasiose sul luogo ed altri luoghi similari. Un susseguirsi di vicende con molti che giurano di essere stati coinvolti in esperienze similari trovandosi in stanze in realtà mai esistite...

Alessandro Giovanardi, I colori di Rimini, Edizioni Interno4

(...) Da qui l’idea dl libro. Che non è una storia dell’arte riminese, non è una rassegna di tutti i capolavori, ma è la presentazione di molti di essi, partendo dal colore dominante, segnalato accuratamente anche nel bordo delle pagine del libro. Il primo è l’oro, il colore che evoca la visione paradisiaca, l’Origine e il Destino della creazione. Lo usano abbandonatemene nei loro lavori gli artisti della scuola riminese del Trecento. Nelle pagine, opportunamente arricchite dalle immagini dei capolavori trattati, abbiamo tutto ciò che può invitarci ad approfondire ancor di più quella straordinaria stagione della pittura riminese.