IN STUDIO
La scena del contemporaneo: quattro artisti per l’obiettivo di Mario Cresci
Fotografie di Mario Cresci
Artisti: Francesco Bocchini, Chiara Lecca, Alessandro Roma, Nicola Samorì
A cura di: Roberta Bertozzi, Massimiliano Ottaviani, Giuseppe Pazzaglia
Fototeca comunale “Marco Pesaresi”, Corso Vendemini 57, Savignano sul Rubicone
6 giugno – 27 settembre 2026
Ingresso gratuito
Orari di apertura:
Giovedì: 15:00 – 18:00
Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
Domenica: 15:00 – 18:00
Aperture serali 20:00 – 23:00 in occasione degli eventi del centro storico (Il rock è tratto, Savignano Wine, Piadiniamo, ecc.)
Chiusura agosto e dal 1 al 10 settembre
Qui a fianco:
© Fotografia di Mario Cresci
Nicola Samorì
Bagnacavallo (RA)
© Fotografia di Mario Cresci
Opere di Francesco Bocchini
Gambettola (FC)

«Vedere la realtà e immergersi in essa con il desiderio e la curiosità di cogliere ciò che non si vede al di là della forma visibile è una delle ragioni che mi hanno convinto a usare da molti anni la macchina fotografica non come strumento, ma come mezzo paritetico agli altri mezzi espressivi usati da sempre dagli artisti.» (Mario Cresci)
In Studio. La scena del contemporaneo: quattro artisti per l’obiettivo di Mario Cresci è un progetto che incontra l’arte contemporanea nel suo luogo d’origine: l’atelier. Attraverso la fotografia di Mario Cresci — maestro della fotografia italiana — si ricompone una mappa visiva e concettuale della scena artistica romagnola, documentando l’attività di quattro autori di rilievo nazionale: Francesco Bocchini, Chiara Lecca, Alessandro Roma, Nicola Samorì.
«Negli studi dei quattro artisti, che mi hanno accolto insieme all’amico Giuseppe Pazzaglia e a Roberta Bertozzi, ho ritrovato il senso del mio lavoro e quel sentimento immersivo nei luoghi, verso le cose e le persone dove il tempo e lo spazio si separano dal reale, in una fotografia lenta e mai legata alla fugacità dell’istante. Ho inteso ogni artista come il corpo centrale di una ‘grande opera’, abitato da accumuli di materiali, forme e colori. Quattro mondi diversi dove il tempo, la luce, lo spazio hanno creato una intensa sintonia tra me e gli artisti.
Anche il bel saggio di Roberta è parte integrante di questi quattro mondi e soprattutto è l’ulteriore segno di una cultura critica partecipata e attenta alle molteplicità delle nuove espressioni artistiche.»
Nel catalogo che accompagna la mostra, edito da Dario Cimorelli Editore, Roberta Bertozzi indaga il senso dello studio d’artista come soglia e dispositivo. Luogo sacro per alcuni, cantiere per altri, lo studio resta un contenitore carico di realtà — mai più vero né più profondo di quanto possano esserlo le opere che accoglie, eppure avvinto a una visione che orienta ogni dettaglio.
«Lo studio non è preludio all’arte, ma la scena primaria: la sua stazione costitutiva e necessaria. È lì che il gesto si fa metodo, che la tecnica diventa pensiero, che l’intenzione si misura con l’imprevisto e con la risoluzione.» (Roberta Bertozzi)


