La Santa Sede alla Biennale di Venezia ; Europa e Russia, un’unica strada ; "Tornarono a Gerusalemme con grande gioia",

21 giugno 2026 – buonaDomenica   

L’orecchio è l’occhio dell’anima, il padiglione della Santa Sede alla Biennale di Venezia

(...) Nel Giardino Mistico, l’ascolto è l’atto principale, e si dispiega come un insieme di nuove opere affidate a compositori, musicisti, poeti e artisti contemporanei, che prendono avvio dai canti, dagli scritti e dalle immagini visionarie di Ildegarda, e vi rispondono attraverso la voce, la strumentazione e, talvolta, il silenzio. Nel giardino, i visitatori sono invitati ad entrare in una esperienza di ascolto contemplativo – tramite cuffie – di tali opere, composte in uno spazio sonoro da Soundwalk Collective, che ha creato anche uno strumento sonoro su misura, che ascolta il giardino in tempo reale, trasformando i sottili suoni naturali, tra cui l’attività bioelettrica delle piante e la micro-acustica del vento, dell’acqua, del legno, degli insetti e del suolo, in una composizione in continua evoluzione. Come ha detto Papa Leone XIV, «La logica degli algoritmi tende a ripetere cioè che “funziona”, ma l’arte apre a ciò che è possibile. Non tutto dev’essere immediato e prevedibile»...

Respirare con i due polmoni: Europa e Russia, un’unica strada. Intervista a Natalino Valentini

(...) «La russofobia radicale che serpeggia tra tante istituzioni anche culturali è un’idiozia, inaccettabile per tante ragioni. L’invasione di Putin è terribile, così come - ed è questo il vero problema – il ritorno all’ideologia di una Russia imperiale, il cosiddetto “Russkij mir”, portato avanti non solo da Putin ma anche, purtroppo, dal patriarca di Mosca. Ma questa è la negazione dell’anima russa, questo significa dimenticare e cancellare la vera cultura russa che è in realtà inseparabile dall’Occidente. Noi abbiamo bisogno di recuperare e salvare l’autentica cultura russa, con tutta la sua straordinaria tradizione spirituale, ascetica e mistica, che nella sua essenza è una cultura di pace. Quanto a Rimini, sono perfettamente d’accordo. La sua forza sta nelle radici della sua cultura, ovvero, un ponte tra Oriente e Occidente che include anche la cultura slava.»...

Il fascino della donna ragno. Il percorso de “Il bacio della donna ragno”, tornato al cinema in una nuova versione

(...) Le storie cinematografiche si trasformano in questa nuova versione in uno sfavillante musical in technicolor, ricco di passione, canzoni, balli, mistero e melodramma, quest’ultimo sempre più presente man mano che l’ombra della tragedia si amplia sempre più in quell’angusto spazio. Questa volta il paese è ben specificato, siamo in Argentina nel 1981 in piena dittatura militare, ci sono riferimenti cinematografici relativi al periodo nelle citazioni di Luis, e la matrice politica del testo ha una sottolineatura ancora più evidente, con il desiderio di libertà ben presente nell’animo dei due sfortunati compagni. Certo la versione di Babenco resta indimenticabile per la bravura degli interpreti, ma questo musical, sfortunato negli incassi al botteghino (negli USA ha raccolto solo 1,7 milioni di dollari) e ovviamente trascurato dal pubblico italiano che non è proprio a suo agio con canzoni e balletti cinematografici, a parte rare occasioni, non sfigura davvero e merita un’occhiata, anche per alcuni numeri ben impostati (per esempio il brano “Gimme Love” che chiudeva il primo atto dello spettacolo, qui sequenza visivamente eccellente), con gli attori che si prestano al canto e al ballo (quest’ultimo principalmente affidato alla Lopez che di movimenti coreografici se ne intende)...

"Tornarono a Gerusalemme con grande gioia", l'ultimo libro del cardinale Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme

(...) Lasciamo al lettore la scoperta di tutti i punti e soffermiamoci sul cuore, anche fisico del libro di Pizzaballa. È un tema che fonda la sua identità di pastore, ne parlò anche una decina di anni fa al Meeting di Rimini quando era ancora Custode di Terra Santa. È il tema della “storia redenta”. Che significa? La difficoltà al dialogo nasce anche da questo: «si tende a voler possedere la narrazione degli eventi, come un territorio da difendere, mettendo continuamente in discussione la narrazione storica dell’altro».  Ciò che ne deriva, osserva Pizzaballa, è una ”memoria tossica”. Secondo il Patriarca bisogna ripensare i concetti di storia e memoria, e di conseguenza le categorie di colpa, perdono, giustizia. E avverte: «Non si tratta di negare i fatti del passato, ma di verificare le interpretazioni affinché queste non determino in modo violento le scelte di oggi. Solo attraverso questo riesame si può redimere la propria lettura storica a beneficio di tutta l’umanità». La parola chiave è dunque redenzione. Lasciarci redimere da Dio per poter diventare a nostra volta strumenti e canali di guarigione per gli altri. «Solo una memoria redenta può generare un futuro diverso»...