Art Nouveau Week 2026
… [Il mare] richiama la dimensione del viaggio, del turismo moderno, della nascita delle stazioni balneari, ma anche quella più profonda del mito, della metamorfosi e dell’inconscio. Le sirene, così frequenti nella grafica, nella pittura e nella letteratura del periodo, rappresentano perfettamente questa ambivalenza: sono figure seduttive e misteriose, sospese tra natura e cultura, tra umano e animale, tra realtà e immaginazione. La loro presenza nei manifesti pubblicitari, nelle cartoline e nelle illustrazioni Liberty dimostra come l’immaginario marino sia stato utilizzato non solo per evocare bellezza, ma anche per costruire nuovi linguaggi della comunicazione moderna.
C’è "Tanta ancora Vita" in questo viaggio. Intervista a Viola Ardone
(...) «Empatizzare non significa sentire ciò che sente l’altro ma accettare che l’altro resti irriducibilmente altro e decidere comunque di non voltarsi dall’altra parte. Oggi viviamo immersi in un linguaggio che ci invita continuamente a proteggerci, a costruire confini, a selezionare chi merita attenzione. Prendersi cura di qualcuno che non ci somiglia, che non ci appartiene, che non ci restituisce nulla in cambio, è diventato un gesto profondamente controcorrente. Vita non diventa migliore: diventa più permeabile. E la permeabilità è sempre un rischio, ma è anche l’unica possibilità di trasformazione».
Arte in pericolo. Il rocambolesco salvataggio de “La tempesta” di Giorgione e molte altre opere d’arte nel film “I colori della tempesta” – al cinema
Senza budget e stelle hollywoodiane a disposizione, ma con un cast all’altezza della situazione, a partire dal protagonista Simone Liberati nei panni del giovane Rotondi, con abilità tecnica e capacità di messa in scena curata e precisa, anche nell’ambientazione storica, Dordit ricostruisce gli eventi alternando il racconto tra il 1939 e il 1943, ripercorrendo (anche con momenti più “romanzati” per esigenze cinematografiche) la vicenda di Rotondi e della sua squadra di collaboratori (tra i quali l’inseparabile moglie Zea, anche lei esperta della materia, che nella cronaca autentica rischiò di essere fucilata dai nazisti, e lo storico dell’arte Giulio Carlo Argan, ma anche altri coraggiosi “salvatori artistici” che portarono al sicuro opere d’arte nei nascondigli individuati nelle Marche da Rotondi). Un film avvincente, adatto anche ad un pubblico più giovane, capace di sottolineare con forza l’importanza della salvaguardia culturale, pratica necessaria per mantenere viva la collettività, grazie al rapporto emozionante ed unico che si può avere con un quadro o una scultura.
Interviste impossibili. L’Hegel che non ti aspetti (non solo per filosofi)
(...) In aula il silenzio è così denso da sembrare solido; alcuni scrivono febbrilmente, altri fissano il vuoto, smarriti nel labirinto delle mie deduzioni. Mi chiedo se comprendano che la mia fatica non è per loro, ma per la Verità stessa.
Poi però quando finalmente chiudo i libri, cerco il sollievo di una partita a whist o di una serata conviviale, dove il vino scioglie il rigore del sistema. Ma anche lì, tra le risate, mi assale il dubbio: questo svago è un ritorno all'umano o è solo la prova che la Ragione, da sola, non può riempire il vuoto del cuore? Forse il filosofo è l'uomo più solo, colui che ha sostituito la vita con la sua spiegazione.

