Omaggio a Peppino di Capri. Un racconto di Rosita Copioli ; Viva Bozzetto su Raiplay ; "io è della tempesta". Sull'ultimo libro di Davide Rondoni

19 luglio 2026 – buonaDomenica   

William Kentridge a Villa Rufolo, Ravello

… il segno non è mai soltanto immagine fissa, ma azione, ritmo, traccia in movimento, apparizione e cancellazione. Il disegno nasce, scompare, ritorna, si trasforma in sequenza, in voce, in partitura visiva e allude alla dimensione sonora, teatrale e performativa del lavoro di Kentridge: un’arte in cui il tratto sembra produrre eco, battito, respiro, memoria.

“Roberta” e Cantagiro 1963. Riccione, Peppino di Capri e Paolo Lepore. Un racconto di Rosita Copioli

Anni fa «Avvenire» mi chiese un racconto estivo, che poi raccolse in volume. L’estate per me era quella di Riccione, nei freschissimi anni Sessanta, nell’albergo di famiglia che ora non c’è più. Intrecciai una rievocazione che andava indietro nel tempo, intorno a una delle famiglie più vecchie e affezionate, i Lepore, e a un piccolo evento che ebbe a protagonista Peppino Di Capri, con il mio pianoforte. Ora che Di Capri è ritornato nel mondo delle musiche angeliche, dalle quali sicuramente proveniva, con quella versatilità da guitto e acrobata tra cielo e terra, lo ripropongo con maggiore nostalgia. Si era adattato al nostro mondo mortale.

Viva Bozzetto. I tre lungometraggi di un maestro del cinema d’animazione – su Raiplay

(...) sono gli anni del “western all’italiana”, Sergio Leone aveva sbancato al box office italiano l’anno prima con “Per un pugno di dollari” e Bozzetto realizza con “West and Soda” un’efficace parodia del genere, galleria impagabile di caratteri che non possono mai mancare in un buon film western, tratteggiati con ironia e sarcasmo. Il cowboy Johnny difende la cow-girl Clementina dalle mire matrimoniali del perfido “Cattivissimo”, accompagnato dai suoi sgherri Ursus e Smilzo, in realtà per conquistare il ranch della ragazza, ultimo baluardo rimasto fuori dalla sua conquista territoriale. Mucche saccenti, un cane alcolizzato, un saloon con tanto di baro, pianista e prostituta, un diamante, ovviamente indiani e la cavalleria e l’inevitabile, e spassoso, duello che non sfigura di fronte a quelli nei film di Leone, con tanto di musica “morriconiana” firmata da Giampiero Boneschi.

Sette canti contro lo scontento, Davide Rondoni, Garzanti 2026

(...) Lo Scontento appare nel primo prologo ed “apre le sue foreste verdebuio”. Lo Scontento ha fauci meravigliose fauci con cui mastica lentamente. Davanti allo Scontento (è il nichilismo? il male di vivere? Il nulla che avanza?), il poeta consiglia una postura “e poi mormora no, io è della tempesta”.