Arte giapponese dell'Ottocento ; "Sradicarsi e mettere nuove radici" ; La Palestina al cinema ; Donne, mare e guerra in Adriatico

11 ottobre 2026 – buonaDomenica   

Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige a Torino

«Le 55 stampe della celebre serie delle 53 stazioni della Tokaido, realizzate da Utagawa Hiroshige nel 1833, non erano solo opere d'arte ma veri e propri scorci di vita. Istantanee del Giappone dell'epoca Edo, capaci di catturare sogni, desideri e abitudini di un'intera società. Belle, economiche e virali, queste immagini erano un po' come le guide turistiche di oggi: mostravano i luoghi da non perdere, suggerivano cose da assaggiare, dove fermarsi e magari qualche souvenir da portarsi a casa. Un mix perfetto tra arte e comunicazione, tra bellezza e desiderio, capaci di affascinare e ispirare la gente comune lungo uno dei percorsi più famosi del Giappone. La Tōkaidō, la strada del mare orientale, era una delle cinque grandi arterie di comunicazione del Giappone dell'epoca Edo, si parla di un periodo che va dal 1601 al 1868. La strada univa Edo, l'attuale Tokyo, alla capitale Imperiale Kyoto. Quasi 500 km di strada che esistevano già dal VII secolo, ma che solo sotto lo Shogun Tokugawa Ieyasu divennero davvero l’arteria nevralgica del paese.» (...)

Storie di confini e sopravvivenze da Lampedusa. Intervista a Daniela Tagliafico

«Nel libro racconto anche i momenti di sfiducia e di sospetto e i complessi nodi della realtà. Sono storie di solidarietà, ma dietro questa solidarietà si nascondono anche paure che io ritengo legittime. Per esempio sono stata anche a Ventimiglia, nella zona del famoso "passo della morte", su una montagna piena di dirupi dove passano i migranti che non si possono permettere i passeur che li mettono nei container. Ma sono stata anche al quartiere Gianchette, lì vicino, dove i residenti manifestano per la paura legata agli accampamenti dei migranti. La paura non va demonizzata, né usata a fini politici, ma va governata cercando un equilibrio tra accoglienza, sicurezza e rispetto delle regole. Questo mix va cercato però, mi raccontava il parroco di Ventimiglia, che accoglie in canonica i migranti che arrivano a tarda notte con l'ultimo treno da Trieste, e mi ha detto che lui è "il parroco di tutti", ascoltando anche le preoccupazioni dei cittadini che manifestano». (...)

Palestina a tutto schermo. Tre film in programmazione raccontano da diversi punti di vista una terra martoriata, tra storia ed attualità – al cinema

Naza, film nato da inchieste giornalistiche di The Guardian, +972 Magazine e Local Call, raccoglie interviste-confessioni di ventiquattro tra militari ed ufficiali coinvolti nelle operazioni a Gaza. Interviste effettuate sui tetti di Tel Aviv con il favore della notte e delle tenebre, i volti dei soldati sono celati dal buio, le voci contraffatte per non essere riconosciuti, ma è dolorosamente riconoscibile tutto il progetto di sterminio in atto, con la descrizione dettagliata delle dinamiche operative. Ogni confessione brucia l’anima dello spettatore che si confronta con una realtà cruda, violenta, disumana. Alternate alle interviste scene di vita quotidiana, riprese di interni di abitazioni: tutto è tranquillo, la vita scorre come sempre e la violenza brutale in atto nel territorio di Gaza non sembra turbare gli animi. Il contrasto è forte e dirompente se si pensa che a meno di centro chilometri le giornate sono contrassegnate da distruzione e morte.

"Le ragazze della Reginella" di Daniela Donati

Quasi tutte le località dell'Adriatico che hanno un porto canale e un'attività peschereccia conservano nella memoria storie drammatiche di burrasche senza pari e conseguenti naufragi, con morte degli equipaggi. Marotta, nelle Marche, si distingue per un avvenimento diverso: un'azione di soccorso di cui sono state protagoniste le donne, anzi le ragazze del paese. Durante una tempesta con onde alte e vento impetuoso, un monitore della Regia Marina resta incagliato al largo di Marotta. Un gruppo di ragazze, alcune giovanissime, raccoglie viveri, medicinali, coperte, prende un barca e sfida l'Adriatico in burrasca per portare i soccorsi ai cento marinai asserragliati nella torretta del monitore. A fine guerra (quella del 15-18) le undici ragazzi saranno premiate con una medaglia di bronzo al valor militare.