di Valerio Lessi
Quasi tutte le località dell’Adriatico che hanno un porto canale e un’attività peschereccia conservano nella memoria storie drammatiche di burrasche senza pari e conseguenti naufragi, con morte degli equipaggi. Marotta, nelle Marche, si distingue per un avvenimento diverso: un’azione di soccorso di cui sono state protagoniste le donne, anzi le ragazze del paese. Durante una tempesta con onde alte e vento impetuoso, un monitore della Regia Marina resta incagliato al largo di Marotta. Un gruppo di ragazze, alcune giovanissime, raccoglie viveri, medicinali, coperte, prende un barca e sfida l’Adriatico in burrasca per portare i soccorsi ai cento marinai asserragliati nella torretta del monitore. A fine guerra (quella del 15-18) le undici ragazzi saranno premiate con una medaglia di bronzo al valor militare.
Daniela Donati, insegnante riminese che già più volte ha pubblicato le sue creazioni letterarie, si è imbattuta in questa storia ed ha avuto l’abilità di assumere gli aridi dati di cronaca e di restituirceli nella forma di un racconto letterario che avvince e convince, che intreccia le corde dei sogni della giovinezza e delle emozioni del mare. L’editore Nutrimenti ha appena mandato il libreria il romanzo di Daniela Donati, Le ragazze della Reginella. Donne, mare e guerra in Adriatico dove è appunto raccontata sulle ali della fantasia l’epopea delle ragazze di Marotta.
Il racconto parte da Carlo, il padre della voce narrante, che guadagna il pane facendo il pescatore ed ha la passione di suonare un mandolino a cui aveva dato un nome, Enrico, in onore del grande Caruso. La figlia ci racconta che «suonava di fronte al mare, anzi con il mare, perchè diceva che erano le onde a fargli da accompagno, lui gli andava dietro e la musica veniva da sola». È questa atmosfera, poetica e quasi surreale, che costituisce il tono del racconto, quasi fosse la sceneggiatura di un film del miglior Pupi Avati o addirittura di Fellini. Protagonista del romanzo è in fondo il borgo con i suoi simpatici ed improbabili personaggi: il ragazzo orfano Mariolino Sotutto, Delmo il proprietario della trattoria e socio di Carlo nell’architettare l’arrivo di Lucetta, Paolone Moravia, l’uomo che conosce bene i venti, l’Isolina, la bambina che era stata salvata dal mare, e così via.
Un giorno Carlo, il pescatore violinista, porta in paese, issato su un carro trainato da una coppia di buoi, uno strano oggetto, subito guardato dagli abitanti del borgo più con diffidenza che con curiosità. Donati ci tiene un po’ in sospeso prima di rivelarci che si tratta di una lancia da lago, proveniente da Como, che sulla fiancata porta il nome di Lucetta. E che c’azzecca una simile imbarcazione dove gli uomini prendono il mare per andare a pescare?
Carlo ha un suo sogno, fare le opportune modifiche allo scafo e partecipare alle gare di canottaggio alle Olimpiadi del 1918. Sul suo sogno però il borgo si divide. C’è la fazione che sostiene sia meglio attrezzare la lancia in una barca per portare in gita i turisti in Adriatico. Alla fine prevale il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Viene richiamato in paese un ex militare della Regia Marina e sotto la sua direzione si apre il cantiere per la trasformazione della barca che subito diventa un evento al quale tutti partecipano.
Il sogno di Carlo diventa il sogno e la speranza di tutti. Ma il sogno deve fare i conti con i tempi cattivi che corrono: la guerra che sembrava una cosa lontana diventa molto vicina con la chiamata alle armi di molti uomini del borgo, anche quelli che erano stati selezionati per l’equipaggio. Lucetta che era stata ribattezzata Reginella perché sembrava un nome più adatto ad un’impresa sportiva, resta abbandonata sulla spiaggia.
Finché arriva il giorno dell’impresa che però non sarà una gara di canottaggio. In un giorno di novembre del 1917, un giorno in cui l’Adriatico si agita e ruggisce come mai si era visto, un monitore della Regia Marina si incaglia davanti a Marotta. La notizia mobilita il borgo, quei poveri marinai lì bloccati hanno certamente bisogno di aiuto, si raccolgono viveri e generi di sopravvivenza. Per portarli si rimette in acqua la Reginella e a guidarla con successo verso il monitore sono undici ragazze dai 14 ai 19 anni.
È una bella storia raccontata da chi sa ben maneggiare le parole e suscitare l’attesa del lettore. Una storia che profuma di mare ad ogni pagina. E di poesia, che sono parenti stretti.

