"Una maniera dolcissima e tanto unita." Giotto e San Francesco, la mostra di Perugia ; Perchè mi metti al mondo se poi non mi ami? Intervista a Manuel Mussoni ; Wes Anderson, Premio Fellini 2026, e il suo rapporto con il cinema d’animazione

26 aprile 2026 – buonaDomenica   

Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento. Fino a giugno a Perugia

Qui cambia la visione del mondo. Cambia per forza di santità e di arte. Quasi che le due cose, fortunatamente e prodigiosamente nella nostra straziata e sempre nuova civiltà, non possano viaggiare separate, e si chiamino, come sorelle, come compagne, l’una nutrendo l’altra. L’una ammirando l’altra. E se Giovanni divenne Francesco anche ammirando un crocifisso dipinto (e chissà quante altre immagini di artisti oscuri o celebri), accade poi che gli artisti guardando lui diventino qualcosa d’altro da prima. Ecco la intuizione manifesta e operante fino a segrete profondità che sostiene il gran lavoro che genera quanto qui, tra esposizione e catalogo, avviene. Quasi che il “cambiamento” sia nella natura medesima di santità e arte, come se tra conversione e turbamento di ricerca esistesse una particolare amicizia e, se pur lontana, risonanza. (...) Davide Rondoni, dal catalogo della mostra

Perchè mi metti al mondo se poi non mi ami? Intervista a Manuel Mussoni

(...) Quando un genitore è un adulto non realizzato, spesso non riesce ad amarti perché in te, già da piccolo, addossa aspettative ingiuste per cercare quella realizzazione che non ha avuto. È terribile, perché come persona ti sta usando, ti sta strumentalizzando, sta abusando della tua vita per rispondere a dei propri vuoti. Al contrario, se un adulto è realizzato ed è felice nella sua vita, ovvero ha scoperto i propri talenti e si è espresso per il suo potenziale, quelle aspettative fasulle sul figlio se le butta sulle spalle. La rabbia del giovane nasce perché si è disatteso quell’amore che è insito nell’atto di mettere al mondo un figlio. Come a dire: mi metti al mondo e poi non mi ami? La vita al giovane apparirà priva di senso e fonte di rabbia.

Il lato animato di Wes (Anderson)

(...) Tra i suoi titoli due sono realizzati con la tecnica della stop-motion (la tecnica di ripresa a scatto singolo), li trovate entrambi su Disney+ e vale la pena di darci un’occhiata perché sono espressione di fantasia e tecnica di gran pregio. Il primo è “Fantastic Mr. Fox” del 2009, tratto dal romanzo di Roald Dahl, scrittore al quale tornerà per una serie di cortometraggi raccolti in un film antologico (“La meravigliosa storia di Henry Sugar e altre tre storie”, disponibile su Netflix, e proprio con il corto dedicato ad Henry Sugar ha vinto l’Oscar per il miglior cortometraggio), “Furbo, il signor Volpe”, la storia di una coppia di volpi e del loro figliolo, Ash, uno scontroso adolescente. Mr. Fox fa il giornalista ed ha abbandonato la strada dei furti di polli da tempo, la famiglia si è trasferita in una zona dove vivono allevatori senza scrupoli che metteranno duramente alla prova la quiete familiare delle bestiole protagoniste.

L’ombra della Sindone, thriller del riminese Edoardo Crisafulli

(...) Tutto parte dalla morte misteriosa in Vaticano di un padre francescano, Quirico Malatesta: Quirico è un reale francescano della Custodia di Terra Santa, mentre Malatesta tradisce, come in altri punti del romanzo, l’identità riminese dell’autore. Il Malatesta è un cattolico tradizionalista, ferocemente anti-modernista, ma soprattutto il più grande esperto di Sacra Sindone esistente sulla faccia della Terra. All’Uomo della Sindone, ai suoi misteri, ai suoi dolori ha dedicato ben tre libri. Sulla morte che presto si rivela un omicidio indagano una coppia di giornalisti del giornale Lo Scandalo (un nome che è tutto un programma), acerrimo concorrente de Il Misfatto Quotidiano (anche questo un nome che promette bene). La giornalista si chiama Veronica, è romana, separata dal marito, credente delle feste comandate, madre inquieta di una figlia preadolescente, Emanuela, che presto si innamorerà dell‘inchiesta di mamma, rivelandosi in certi punti più geniale della genitrice. Il collaboratore, ed anche protettore, di Veronica è Marione, un omone che parla come mangia, riminese, una sorta di Watson in salsa romagnola.