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Chi decide di restare. Storie dal Libano in guerra. Intervista ad Andrea Avveduto di Pro Terra Sancta

La scelta tra mangiare e curarsi è sempre più drammaticamente frequente in Libano. La guerra e i bombardamenti, concentrati soprattutto al sud, che seguono una terribile crisi economica, hanno messo in ginocchio un Paese già provatissimo. Andrea Avveduto, di ritorno un mese fa dal suo ultimo viaggio in Libano, è il responsabile della comunicazione di Pro Terra Sancta, il network che promuove e realizza progetti di sostegno per le comunità di Palestina, Siria e appunto Libano, ed è al Meeting di Rimini in occasione della mostra “Libano: la bellezza, le ferite, la speranza”, dove ha preso parte al comitato scientifico. «Prima del 2019 in Libano c’erano già moltissimi elementi di crisi, di contraddizioni e la convivenza era già messa a...
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In vela per Bisanzio. La mostra curata da Richard Milazzo al Palazzo delle Arti di Rimini raccontata da Rosita Copioli

di Rosita Copioli Per otto anni Richard Milazzo ha curato con Giovanni Tiboni il progetto – grandi stampe di pregio in piccola tiratura – dell’affascinante mostra, intitolata a uno sguardo verso l’Oriente, all’insegna di Yeats: Sailing to Byzantium: 6 New York Artists in Venice – Donald Baechler, Ross Bleckner, Peter Halley, Vik Muniz, Peter Nagy, Walter Robinson. Vi vengono esposte 67 stampe pregiate, tra 72 x 52 cm a 106 x 200 cm, in varie tecniche incisorie di tradizione tipicamente italiana, fatte da sei artisti di valore, diversissimi tra loro, attivi dagli anni Ottanta a New York. Milazzo ha intrattenuto con loro un costante rapporto. L’importante catalogo riproduce le opere, con 209 illustrazioni, le monografie di Milazzo, le biografie, le...
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La musica di Federico Garcia Lorca

Sui rami dell’allorodue colombi scuri.Uno era il sole,l’altro la luna.Amici, domandai,dov’è la mia tomba?Nella mia coda, disse il sole.Nella mia gola, la luna.E io che camminavocon la terra alla cintolavidi due aquile di marmoe una ragazza nuda.Una era l’altrae la ragazza nessuna.Aquile, chiesi,dov’è la mia tomba ?Nella mia coda, disse il sole.Nella mia gola, la luna.Sui rami del ciliegiovidi due colombi nudi,uno era l’altroe tutt’e due nessuno.  Federico García Lorca, Canzone, da “Primeras Canciones” (1922) Il crimine avvenne nei pressi di Granada, 90 anni fa.“Lo si vide camminare tra i fucili per una lunga strada, e uscire alla campagna fredda, ancora con le stelle, sul far del giorno. Hanno ucciso Federico quando la luce spuntava”.Così Antonio Machado immortala l’assassinio di Federico...
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Il brigante Robin Hood. La nuova versione cinematografica dedicata all’eroe di Sherwood – al cinema

Dimenticate i baffetti ribaldi di Douglas Fairbanks nel primo lungometraggio del periodo del cinema muto (“Robin Hood”) dedicato all’eroe e diretto da Allan Dwan nel 1922, il più grande successo al botteghino dell’anno (scritto dallo stesso Fairbanks che per l’occasione adottò lo pseudonimo di Elton Thomas per firmare la sceneggiatura), o quelli di Errol Flynn ne “La leggenda di Robin Hood” di Michael Curtiz (1938). Ma anche le caratterizzazioni di Kevin Costner e Russell Crowe, rispettivamente in “Robin Hood – principe dei ladri” di Kevin Reynolds (1991) e “Robin Hood” di Ridley Scott (2010). La divertente versione antropomorfizzata animata targata Disney e diretta da Wolfgang Reitherman nel 1973 la lasciamo ai più piccoli (ma gli adulti sono ammessi), mentre chi...
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Luigi Ghirri e Gianni Celati. Verso la foce

(…) «ad esempio ricordo una serie fotografica che mostra persone nell’atto di scattare fotografie durante una gita o una visita a un luogo turistico. Qui è proprio l’usanza del fotografare che viene messa in luce, l’attenzione non è portata sull’ambiente o sulla circostanza ma soltanto su quel gesto che potremmo dire automatico o stereotipato. Oppure in altri casi sono fotografati repertori fotografici, che mostrano gli usi più comuni della fotografia, come cartolina, foto-ricordo, oleografia. C’è poi una serie molto bella, tra il 1972 e il 1974, in cui Ghirri riprende le vetrine di negozi fotografici di provincia, dove sono esposte foto-ricordo di cresime, battesimi, matrimoni. Tutti questi sono esempi di comuni abitudini nell’uso delle immagini (come quella di mettersi in...
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Prevost, come studiare da Papa senza saperlo

Ma un uomo che viene eletto papa, nella sua vita ha anche studiato per diventare papa? Forse è una domanda impertinente, perché Giovanni Paolo II se ne stava beato coi suoi giovani a Cracovia, Benedetto XVI studiava e basta, e voleva continuare a farlo, Francesco non ci pensava proprio. Robert Francis Prevost, nel mezzo del cammin di sua vita, all’età di 46 anni, è stato chiamato ad un mestiere, Priore dell’Ordine degli Agostiniani, che con gli occhi del poi, appare davvero come un corso di formazione professionale in vista dell’ascesa al soglio pontificio. Il Santo Padre, che la prossima settimana sarà a Rimini, ci perdonerà per l’inusitata domanda che ci siamo posti. Si veda però il poderoso volume Liberi sotto...
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San Francesco in cinemascope. Come Hollywood ha raccontato il “poverello di Assisi” – su youtube

Fino al 10 gennaio 2027 si ricorda il “Transito” di San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della sua dipartita terrena avvenuta nel 1226. Un anno giubilare speciale che permette di focalizzare l’attenzione sul Santo e sul suo operato, sul suo messaggio e sulle sue scelte austere, ancora oggi coraggiose e controcorrente in una società dominata dal materialismo e dall’edonismo. Per riflettere sulla figura del “poverello di Assisi” anche il cinema può essere d’aiuto, con tutti i pro e i contro del caso, visto che un’opera cinematografica difficilmente riesce a condensare l’enorme carico spirituale di Francesco (per quello è bene qualche pellegrinaggio nei luoghi francescani, dedicando un po’ di tempo allo spirito). La scelta è ampia, a partire dai primi approcci del...
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L’unità tra gli uomini è possibile. Intervista a mons. Nicolò Anselmi

photo Roberto Masi Tra pochi giorni, esattamente il 22 di questo mese, Rimini accoglierà papa Leone in una storica giornata, dopo quella celebre del 1982, quando Giovanni Paolo II lasciò ai giovani del Meeting di Rimini un’affascinante e impegnativa consegna: costruire la civiltà della verità e dell’amore. È passato quasi mezzo secolo e le cose sono cambiate non poco. Le nuove sfide sono tuttavia altrettanto imponenti e forse ancora più inquietanti di allora. Quella visita fu, per tanti, in particolare per i più giovani, un punto fermo per la propria vita. Ed oggi? Come si colloca, in questi “tempi moderni”, un evento di questo tipo? Per approfondire il tema, abbiamo interpellato il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi che, malgrado gli...
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Il codice della passione. Bellini e Mantegna

«Giorgio Vasari che risedette a Rimini tra il 1547 e il 1548, affinchè le Vite venissero trascritte in bella copia dal monaco benedettino olivetano Gian Matteo Faetani, abate di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca, sul Colle di Covignano, testimonia di aver visto il dipinto nella chiesa di San Francesco a Rimini, cioè il Tempio Malatestiano, attribuendone la committenza a Sigismondo Pandolfo, signore della Città. L’Aretino vede qui, infatti, «un quadro di una Pietà che ha due puttini che la reggono»; non fa difficoltà la discrepanza tra i quattro Angeli del dipinto e i due visti da Vasari: Campana osserva che, in vero, sono solo due le creature celesti che sorreggono il Cristo. La maggior parte degli storici ritiene tuttavia...
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