Elena Raffaelli: io, leghista, moderata ma anche determinata

Mercoledì, 21 Febbraio 2018

Diciamolo fuori dai denti: molti elettori di centrodestra non hanno molta voglia di votare una leghista al collegio uninominale della Camera. A sentir parlare di Lega vengono in mente le – chiamiamole così - intemperanze verbali di Salvini e tutta una serie di slogan che solo con molta fantasia si possono definire moderati. La signora leghista, Elena Raffaelli, 39 anni, bagnina, assessore della giunta Tosi a Riccione, ha la risposta pronta di un’abile politica: “Mi piace l’equilibrio, la correttezza, la moderazione ma anche la determinazione nell’affrontare tutte le questioni”. Viene in mente il “ma anche” di veltroniana memoria, modo erudito per salvare capra e cavoli. Lei non si scompone e insiste: “Gli elettori devono capire che sono lo strumento per portare a Roma loro stessi e le loro istanze. Non c’è bisogno che si identifichino nella politica, possono identificarsi nella persona. Sono sempre stata coerente, lineare, non ho mai fatto cambi di casacca. Sono una mamma, una moglie, una lavoratrice nell’impresa di famiglia, una frequentatrice del mondo cattolico”.

Molto abile, con una battuta ha ammiccato a diversi mondi. Proviamo allora a snidarla sulle questioni divisive. Gli immigrati, per esempio. “Noi non ce l’abbiamo con gli immigrati. Quelli che arrivano a causa di guerre o persecuzioni abbiamo il dovere di accoglierli. Ma a chi arriva alla ricerca di un futuro migliore dobbiamo dire che non siamo in grado di garantire risposte che non riusciamo a fornire neppure ai nostri giovani e ai nostri poveri. Inoltre sappiamo che molti immigrati guardano all’Italia come al paese in cui è garantita l’impunità a chi commette reati. Questi certamente non li vogliamo”.

Il suo competitor diretto del centrosinistra, Sergio Pizzolante, ama ripetere che la Raffaelli ha imbrogliato gli elettori perché in campagna elettorale accusava Sabrina Vescovi, candidata del Pd, di voler riempire San Lorenzo di immigrati, e poi alla fine ce li ha portati lei. L’assessora leghista di Riccione anche in questo caso non si scompone: “In campagna elettorale avevamo detto che c’era la previsione di accogliere gli immigrati in tre centri, uno di questi era San Lorenzo. E ne abbiamo accolti secondo il numero previsto. La candidata del Pd aveva invece proposto di fare di una scuola un centro di accoglienza e integrazione. Tutta un’altra cosa, ben altri numeri”.

Elena Raffaelli ha assorbito il verbo leghista in famiglia, essendo il padre un militante della prima ora. Ha poi avuto una maestra di politica in Renata Tosi, insieme alla quale ha fatto cinque anni di opposizione in consiglio comunale alla giunta di Massimo Pironi. “E in questi anni ho sempre studiato molto, e continuo a studiare ancora oggi”, tiene a precisare.

Continuiamo con le questione calde. I vaccini, per esempio. “Sono per i vaccini, ma non per l’obbligo. Le mie figlie le ho vaccinate. Ma non si può stabilire un obbligo totale, eludibile poi con il pagamento di una multa. Questa monetizzazione non mi convince. Bisogna trovare una soluzione più equilibrata”. A questo punto è lecito pensare che sia anche per l’abolizione integrale della legge Fornero, a differenza degli alleati di Forza Italia che propongono un semplice ritocco. “Sì, quella legge va abolita, poi con gli alleati si troverà un punto di mediazione. Ma non si può pensare di allungare all’infinito l’età pensionabile, altrimenti uno non smette mai di lavorare”.

Nel dibattito di lunedì sera fra tutti i candidati, ha sostenuto solitaria la posizione del rifiuto totale della Bolkestein per le spiagge italiane: va bene che fa la bagnina, ma non è una sparata semplicemente elettorale? “Abbiamo di fronte a noi l’occasione per rappresentare al meglio la specificità delle nostre attività. La stessa sentenza del 2016 della Corte europea si può leggere in due modi: come una risposta alle esigenze dei grandi gruppi e delle cooperative legate al Pd che vogliono accelerare il processo che porterà alle evidenze pubbliche, dall’altra come la risposta al bisogno di sicurezza dei nostri operatori e come il riconoscimento del valore economico di imprese dove forte è la presenza femminile e giovanile. Dipende da che punto di vista la si guarda. Dipende da quale posizione si va a trattare in Europa. Se si va con la proposta di legge approvata dalla Camera, non si arriva da nessuna parte”.

A proposito d turismo, Elena Raffaeli aggiunge che il nuovo Parlamento dovrà trovare il modo per valorizzare le risorse storico-artistiche ed eno-gastronomiche del nostro entroterra, in modo che non venga impoverito dall’ababndono delle energie migliori.

Ribadisce che gli economisti della Lega hanno stabilito che la flat tax (cioè l’aliquota unica per l’irpef) non cozza contro la progressione dell’imposta fiscale fissata in Costituzione. Sottolinea, infine, di essere per la famiglia, formata da uomo e donna, che va aiutata con provvedimenti tipo gli asili nido gratuiti per chi ha redditi bassi.