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Sorpresa: a Rimini il 20% di elettori di centrodestra ha votato Pd

Martedì, 13 Marzo 2018

C’è stato un consistente flusso di voti dal Pd alla Lega. La nostra lettura dei dati elettorali, intuitiva ed empirica, trova oggi conferma in uno studio del CISE (Centro Italiano Studi Elettorali), un istituto legato alla Luiss di Roma.

In uno studio pubblicato oggi sul loro sito emerge che il 12 per cento degli elettori che nel 2013 avevano scelto la coalizione guidata da Bersani, nelle elezioni del 4 marzo il 12 per cento ha votato la Lega e il 13 per cento il Movimento 5 Stelle. Il Pd è il partito che ha avuto l’elettorato più in fuga: infatti solo il 45 per cento ha confermato la scelta effettuata cinque anni fa. Rilevante anche il fatto che il 18 per cento, evidentemente non riconoscendosi in alcuna offerta politica, si è rifugiato nell’area del non voto.

Ma ci sono altri dati molto interessanti. Il primo è la consistenza dello zoccolo duro del Movimento 5 Stelle: il 79 per cento ha confermato il proprio voto, mentre il 21 per cento si è orientato verso la Lega. Quindi è un elettorato sensibile esclusivamente alle sirene populiste e per nulla influenzato dalle disavventure locali del movimento di Di Maio (mancata presenza alle comunali del 2016, caso Sarti).

L’altro elemento – molto più clamoroso - è il flusso di voti dal centrodestra al Pd. «A Rimini – scrive il CISE - si segnala un flusso significativo (oltre un elettore su 30) dal centrodestra 2013 alle forze del centrosinistra 2018. Si tratta di uno spostamento di elettori già osservato a Torino, Prato e Reggio Calabria, che però qui raggiunge il proprio massimo in consistenza, sfiorando il 20% dell’elettorato 2013 del centrodestra». Scendendo nel dettaglio, il 12 per cento di ex berlusconiani ha votato Pd, il 2 per cento il solo candidato di centrosinistra del collegio uninominale, il 6 per cento i partiti alleati del Pd. Va inoltre aggiunto che sono finiti al Pd il 40 per cento dei voti raccolti nel 2013 dalla coalizione di Mario Monti.

La controprova la si ha esaminando la composizione attuale dell’elettorato. «Il PD - osserva il CISE - ad oggi vede un 69 per cento di elettori di centrosinistra del 2013 e rispettivamente il 18 per cento e il 13 per cento di elettori di estrazione centrista o di centrodestra, segno che la trasformazione del PD in un partito a trazione centrista si sta compiendo anche in una importante provincia della Zona Rossa, e nonostante il complessivo arretramento elettorale».

La presenza del candidato Sergio Pizzolante è quindi servita a drenare voti dal centrodestra al centrosinistra, anche se non è servita a compensare le consistenti fughe verso Lega e 5 Stelle.

La composizione dell’elettorato di Forza Italia è composta per il 72 per cento da quanti nel 2013 avevano votato centrodestra, per l’8 per cento dalla coalizione Monti e per il 7 per cento da ex elettori del Pd di Bersani.

Nel Movimento 5 Stelle la componente più consistente (80 per cento) è rappresentata dagli elettori fedeli, mentre il 14 per cento arriva dal Pd, e il 4 per cento dal centrodestra.

«Un capitolo a parte – scrive il Cise - merita ancora il nuovo elettorato leghista, che è composto ora in egual misura da ex-5 Stelle (36per cento) e da elettori già in precedenza di centrodestra (37 per cento). Anche qui – il dato è molto significativo – il 22 per cento è composto da coloro che avevano accordato la propria preferenza alla coalizione guidata da Bersani».


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