"Qualcosa che va oltre il soggetto". Dorothea Lange a Verona ; "La musica, una dimensione che ti porta all’eterno". Intervista a Marco Gemmani ; Dalla Biennale i film della prossima stagione ; Dvořák, cuore boemo

6 settembre 2026 – buonaDomenica   

"Where is Tranquillity, California?” Dorothea Lange in mostra a Verona

Sei tu la strada che io percorro mentre mi guardo attorno! Ma tu non / sei tutto ciò che c’è qui! / Credo che qui ci sia anche qualcosa che non si vede. / Qui la lezione profonda dell’accoglienza, senza preferenze né rifiuti, / Il nero con il capo lanoso, il malfattore, il malato, l’ignorante non sono rifiutati, / Il nascere, il correre dietro al medico, lo zoppicare del mendicante, il / barcollare dell’ubriaco, l’allegro gruppo di meccanici, / Il giovane fuggiasco, la carrozza del ricco, il donnaiolo, la coppia clandestina, / Il mercante mattiniero, il carro funebre, il trasloco in città, il rientro dalla città, / Tutto passa e passo anch’io, ogni cosa passa e nulla può essere fermato, / Nessuno che non sia accettato, nessuno che non mi stia a cuore. (Walt Whitman, Leaves of Grass, 1855) «Ci sono tutti, nelle fotografie di Lange – ricchi e poveri, bianchi e neri, giovani e vecchi, case, mezzi di locomozione e di lavoro: anche lei, come il poeta, non lascia indietro nessuno, non rifiuta nessuno. È appunto un viaggio lungo le strade dell’America, lungo l’America delle strade attraversate da centinaia di migliaia di persone in fuga dalla povertà dirette verso un’altra povertà: lavoratori della terra, contadini migranti privi di terre e di alloggi.» ...

"Oggi la strada è la testimonianza". Intervista a Marco Gemmani, direttore della Cappella Marciana della Basilica di San Marco a Venezia

(...) «Purtroppo vedo sprazzi di costruttività e creatività solo dai più maturi. E mi preoccupa. Cosa ha portato a questo? Credo la mancanza di rapporti. Non ci si incontra più, si è sempre più chiusi nelle proprie case, magari davanti a un cellulare o a un computer. Occorre ricostruire luoghi di incontro. Devo dire, pensando alla realtà per me più prossima, che a Venezia ci sono tanti cori, e questo è una possibilità di stare insieme, ma è ancora troppo poco. Mi guardo intorno e una proposta forte è così rara da incontrare. Sono stato a Rimini, al Meeting, e sono rimasto colpito dal papa. Leone XIV ha sollecitato tutti ad alzare lo sguardo. Nelle sue parole c’è una proposta chiara ma chi sarà in grado di ascoltarlo? La Chiesa stessa, oggi, è così poco consapevole del tesoro che porta...»

Venezia, la luna… e il cinema. Dal 2 al 12 settembre la città lagunare ospita la 83ª edizione della Mostra del Cinema, cosa ci attende in sala nei prossimi mesi

83 edizioni per la manifestazione cinematografica più longeva al mondo che aprì i battenti nel 1932 (allora senza premi ma con alcuni riconoscimenti da voto del pubblico tramite referendum), diretta sempre da Alberto Barbera al suo diciottesimo mandato, kermesse dedicata alla settima arte che porta a Venezia un’ampia selezione di film da tutto il mondo, con conseguente parata di star e divi che forniscono quella patina di “glamour”, parte inevitabile di ogni festival di cinema che si rispetti. Diversi titoli in concorso li vedremo presto in sala, per altri bisognerà aspettare un po’ di più, per i titoli più “difficili” la via del cinematografo non è così scontata e la loro sorte è nelle mani dei distributori più coraggiosi e degli spettatori ad alto tasso cinefilo.

Il ritmo del cuore boemo. Perché la musica di Dvořák emoziona ancora oggi

Nel settembre del 1968, Jacqueline du Pré registrò questa celebre esecuzione dal vivo del Concerto per violoncello di Antonín Dvořák alla Royal Albert Hall con la London Symphony Orchestra e il direttore d'orchestra Daniel Barenboim. Il concerto fu organizzato in fretta e furia come omaggio al popolo cecoslovacco. Infatti si svolse pochi giorni dopo l'invasione sovietica di Praga nel 1968. Jacqueline du Pré e Daniel Barenboim si erano sposati da poco e si esibirono spesso insieme all'apice della sua carriera. Fu un concerto semplicemente emozionante: Du Pré suona con intensa passione e profondo dolore, in sintonia con l'atmosfera tragica del momento storico. Questa registrazione video dal vivo è stata a lungo considerata un tesoro nascosto prima di riemergere e poter essere trasmessa in streaming al pubblico moderno.