“Where is Tranquillity, California?” Dorothea Lange in mostra a Verona

Sei tu la strada che io percorro mentre mi guardo attorno! Ma tu non
sei tutto ciò che c’è qui!
Credo che qui ci sia anche qualcosa che non si vede.

Qui la lezione profonda dell’accoglienza, senza preferenze né rifiuti,
Il nero con il capo lanoso, il malfattore, il malato, l’ignorante non sono rifiutati,
Il nascere, il correre dietro al medico, lo zoppicare del mendicante, il
barcollare dell’ubriaco, l’allegro gruppo di meccanici,
Il giovane fuggiasco, la carrozza del ricco, il donnaiolo, la coppia clandestina,
Il mercante mattiniero, il carro funebre, il trasloco in città, il rientro dalla città,
Tutto passa e passo anch’io, ogni cosa passa e nulla può essere fermato,
Nessuno che non sia accettato, nessuno che non mi stia a cuore.
(Walt Whitman, Leaves of Grass, autoprodotto, New York 1855, trad. it. di A. Quattrone, Foglie d’erba, Demetra, 1999)

Ci sono tutti, nelle fotografie di Lange – ricchi e poveri, bianchi e neri, giovani e vecchi, case, mezzi di locomozione e di lavoro: anche lei, come il poeta, non lascia indietro nessuno, non rifiuta nessuno. È appunto un viaggio lungo le strade dell’America, lungo l’America delle strade attraversate da centinaia di migliaia di persone in fuga dalla povertà dirette verso un’altra povertà: lavoratori della terra, contadini migranti privi di terre e di alloggi. (…)

Immagini che costringono a pensare, che si originano dal brutto per trasformarlo in qualcosa di attraente, come si trattasse di un sublime senza naufragi o, meglio, come si trattasse di un sublime che deriva dal naufragio di una società, di cui Lange fotografa i resti e i sopravvissuti, rendendoli degni non tanto del loro tempo, ma di rappresentare per sempre, attraverso la loro dignità, l’ingiustizia di quel naufragio, la disumanità dell’ingiustizia sociale. Così, queste fotografie superano i limiti, pur nobili, della documentazione di uno specifico evento per entrare nel gruppo, ristretto, di quelle immagini esemplari, senza tempo, in grado di parlare a chiunque (immagini emblematiche, sono state definite), che presentano e rappresentano i grandi temi dell’umanità, e che trovano – drammaticamente in questo caso – in ogni epoca le loro manifestazioni. Come insegnano, oggi, le altrettanto tragiche vicende – anch’esse figlie di ragioni sociali ed economiche ben precise – di altre migrazioni, di altre derive e altri naufragi, reali e proprio per questo intollerabili. Perché, anche oggi, la questione rimane la stessa che si pone una delle protagoniste di queste fotografie, una donna incinta che guarda una cartina geografica e si domanda – ancora un paradosso – “Where is Tranquillity, California?”: ciò che cambia è solo lo stato di destinazione.

Dorothea Lange.
Sulle strade
Walter Guadagnini
(estratto dal catalogo della mostra, Dario Cimorelli Editore)

L’epocale vicenda della Farm Security Administration (FSA) è, senza ombra di dubbio, il frutto di un grande sforzo collettivo. Lo dimostrano le oltre 280.000 immagini, fra negativi e stampe, realizzate tra il 1935 e il 1944 e oggi conservate presso la Library of Congress di Washington DC1. I temi, i luoghi e, talvolta, anche i soggetti si duplicano e ripetono, nonostante gli autori coinvolti abbiano provenienze e storie differenti. A fare da collante fra tutti c’è l’iconica figura di Roy Emerson Stryker che, nell’immensa convinzione del valore di questo progetto, detta temi e modalità, suggerisce luoghi e organizza incontri, talvolta prevaricando, dalla propria posizione di potere, sulla libertà espressiva dei singoli fotografi. Significativo è, ad esempio, l’aneddoto relativo alla pinza con la quale perfora i negativi – tendenzialmente al centro, per renderli inutilizzabili – da lui reputati tecnicamente insufficienti o inadeguati a rispondere alla missione che si è dato: realizzare “un’enciclopedia pittorica dell’agricoltura americana”. (…)

“Credo che spetti a persone come te o me difendere la nostra concezione dell’arte espressa attraverso questo strumento. Il nostro approccio teorico è molto diverso, ma condividiamo praticamente lo stesso obiettivo: esprimere con le nostre macchine fotografiche ciò che non può essere espresso in altri modi, fidarci della nostra intuizione riguardo a quello che è bello e significativo, credere che l’umanità abbia bisogno di ciò che è puramente estetico tanto quanto di ciò che è puramente materiale. Stieglitz ha mantenuto energicamente il suo punto di vista. Le sue conchiglie saranno ricordate ben più a lungo della foto di Evans dei due indigenti di fronte a un portone. Dorothea Lange ha scelto la via di mezzo: racconta questioni contemporanee e le filtra sempre attraverso l’emozione, nelle sue opere c’è sempre qualcosa che va oltre il soggetto”. (Lettera di Ansel Adams a Edward Weston, San Francisco, 29 novembre 1934, Ansel Adams Archive )

La carriera di Lange, per come la conosciamo oggi, inizia nel 1933, quando gli effetti della Grande depressione si fanno evidenti in tutto il paese e lei decide di uscire dal proprio studio per ritrarre disoccupati e indigenti che vagano per le strade di San Francisco. “La discrepanza fra ciò su cui stavo lavorando (in studio) e ciò che stava accadendo in strada, era di più di quanto riuscissi a metabolizzare”. Per settimane continua a fotografare raccontando la noia delle persone senza lavoro, le manifestazioni e la disperazione che colpisce gran parte della popolazione. (…)

Alzare lo sguardo.
Riflessioni sullo stile di Dorothea Lange
Monica Poggi
(estratto dal catalogo della mostra, Dario Cimorelli Editore)


 

DOROTHEA LANGE
30 luglio – 1° novembre 2026
Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri
Cortile Mercato Vecchio, 8  – Verona
scaviscaligeri.comune.verona.it

Organizzata dal Comune di Verona e prodotta da CAMERA Torino, la mostra, curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, riunisce circa 200 fotografie e ripercorre il periodo più intenso della ricerca di Lange, dagli anni della Grande Depressione all’internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese durante la Seconda guerra mondiale.

Aperta da martedì alla domenica dalle ore 10 alle 19 (chiusura biglietteria ore 18).
Aperture straordinarie il 15 agosto e il 1° novembre.
Visite guidate gratuite comprese nel biglietto d’ingresso, il sabato alle ore 10.30 nelle seguenti date: 1, 8  e 29 agosto, 13 e 27 settembre, 11 e 25 ottobre.

Info e prenotazioni:
Segreteria Didattica dei Musei Civici
da lunedì a venerdì ore 9 -13 e 14 -16, sabato ore 9 – 13
tel. 045 8036353 – tel 045 597140
segreteriadidattica@comune.verona.it

Dall’alto:

Dorothea Lange, Migratory cotton picker. Coolidge, Arizona, 1940 The New York Public Library | Library of Congress. Prints and Photographs Division Washington

Dorothea Lange, Destitute pea pickers in California. Mother of seven children. Age thirty-two. Nipomo, California, 1936 The New York Public Library | Library of Congress. Prints and Photographs Division Washington

Dorothea Lange, Toward Los Angeles. California, 1937 The New York Public Library | Library of Congress. Prints and Photographs Division Washington