Censimento dei nomadi, Rimini l’ha già fatto. E’ razzismo?
Un censimento delle popolazioni nomadi è incostituzionale, è un’espressione di razzismo ed evoca tempi bui che si ritenevano definitivamente superati? Se la risposta è affermativa, allora bisognerebbe dire anche che la delibera del Comune di Rimini sul superamento del campo nomadi abusivo di via Islanda è incostituzionale e razzista. Basta leggerla. Il Comune ha applicato la massima secondo la quale prima di deliberare bisogna conoscere. E così ha mandato servizi sociali e vigili urbani (operatori e scorta) in via Islanda. Si legge nella delibera: “A seguito del censimento effettuato da operatori della Direzione Protezione Sociale, congiuntamente con la Polizia Municipale, in data 23 febbraio 2016 è emersa la situazione riportata nel grafico”. Fra un po’ vedremo cosa dice il grafico,...
Censimento e no, quando si gioca sulle parole e si fa confusione
Una riforma costituzionale a costo zero, però molto utile, sarebbe quella di fare obbligo a tutti i politici, da un ministro all’ultimo assessore del più piccolo Comune della Repubblica, di usare un manuale sul significato dei principali vocaboli che si usano nella vita politica. È vero, ci sono già i dizionari, quelli sono voluminosi e contengono tutte le parole. Basterebbe un manualetto sull’uso del linguaggio politico, perché è evidente che non sempre tutti usano le stesse parole avendo a riferimento un medesimo significato. Lunga premessa necessaria per dare conto della nota con cui l’amministrazione comunale precisa la propria posizione a proposito del censimento dei Rom evocato dal ministro Salvini. Buongiorno Rimini ha subito messo in evidenza che a Rimini un...
Dopo le elezioni. L’ondata anti Pd e le illusioni di Rimini
Cosa dicono a Rimini le elezioni amministrative appena concluse (leggi qui alcune reazioni), le prime nell’era del governo giallo-verde? Ci sono molti messaggi che si possono cogliere, ma non sono univoci. Niente di più sbagliato pensare che se è franata la rossa Toscana non potrà non cedere anche il muro di Rimini, che nella catena del potere locale della sinistra è sempre stato un anello debole. Le elezioni dicono che se conta l’onda lunga nazionale, contano anche le specifiche situazioni locali. Altrimenti non si spiegherebbero Brescia e Ancona (o per stare nell’orticello di casa nostra, Gemmano). Nella nostra regione, a Imola è stato replicato un messaggio che due anni fa era stato espresso per la prima volta a Cattolica. Di...
Popolare Valconca, gli schieramenti in campo sabato
Quella di sabato 30 giugno alle otto del mattino doveva essere una convocazione formale, in attesa della convocazione reale, decisiva, per domenica 1 luglio alle ore 17,30. In realtà, è molto probabile che l’importante decisione sulla trasformazione della Banca Popolare della Valconca in Spa venga già presa sabato mattina. È sufficiente che sia presente, anche con deleghe, almeno il 10 per cento degli azionisti; quindi, visto il clima surriscaldato che si respira intorno al destino della banca, è facile che venga subito raggiunto. In questi giorni di vigilia i bene informati hanno capito che, quanti sono contrari alla trasformazione in Spa, sono tentati di fare il blitz presentandosi tutti sabato alle otto, sperando di cogliere tutti di sorpresa. E così...
Meeting 2018, il ’68 e l’enigma della sofferenza innocente
Se le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice, cosa dire quando la storia, sia quella quotidiana e personale che quella più universale, presenta il volto della tragedia, della morte, della sofferenza, spesso di persone innocenti? Quando la storia si muove, e provoca guerre, lutti, distruzioni, incidenti, catastrofi, che ne è della felicità dell’uomo? È ancora vera la frase che farà da filo conduttore al Meeting 2018: “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l’uomo felice?” Non è una riflessione astratta, da filosofi e teologici, è una domanda che rimbalza dentro ciascuno di noi spesso, anche quotidianamente. Basta guardare un telegiornale, leggere alcune notizie. A volte è un dolore che ci...
Un’estate, 50 anni fa: nasce la Comunità Papa Giovanni XXIII
Quest’anno sono i cinquant’anni dal Sessantotto, l’evento che così profondamente ha inciso sulla cultura, il costume e la politica di questo mezzo secolo. Quest’anno ricorre un altro anniversario: sono trascorsi cinquant’anni dalla fondazione della Comunità Papa Giovanni XXIII. A dire il vero il ’68 è un anno importante nella biografia di don Oreste Benzi anche per un altro motivo, la nascita della parrocchia della Resurrezione, che da quel momento sarà una sorta di quartier generale del sacerdote dalla tonaca lisa. Nell’estate del ’68 accade qualcosa che sarà il seme di una realtà oggi diffusa in tutto il mondo. Don Oreste è padre spirituale in seminario e insegnante di religione al liceo Serpieri. Viene a contatto con i ragazzi spastici del...
Rimini è una provincia per giovani Neet. Maggioli: preoccupante
Rimini è una provincia per Neet, e non è un primato invidiabile. Per Neet si intendono i giovani che non studiano, non lavorano e nemmeno lo cercano, non seguono corsi di formazione professionale. In Italia questa è una comunità di 2,1 milioni di individui, pari al 34,1 per cento dei giovani nella fascia di età dai 15 ai 29 anni. A Rimini la percentuale è del 25,4. Colpisce innanzitutto che la quota sia superiore alla media nazionale, ma fa ancora più impressione che Rimini sia, insieme a Imperia, la prima città del nord in questa classifica. Prima di Rimini, tranne appunto Imperia, ci sono esclusivamente province del sud. Inoltre tutte le altre province della regione vanno meglio: Ravenna è al...
L’addio di Erbetta a Gnassi. Pizzolante: si credeva papa
Gnassi addio. In consiglio comunale Mario Erbetta comunica la sua uscita da Patto Civico e dalla maggioranza, e lo fa con un coup de theatre, andandosi a sedere fra i banchi dell’opposizione. È un addio “con grande dolore nel cuore” ma anche con l’inevitabile scia di accuse e di veleni. Nel nuovo ruolo di oppositore del sindaco Gnassi non abbandona l’idea di fondo all’origine di Patto Civico: “Il mio impegno futuro sarà la costruzione di una lista civica locale e regionale che raccolga tutti gli uomini e donne di buona volontà che non si sentono rappresentati da questa maggioranza di centrosinistra, una forza centrista che raggruppi popolari, socialisti, socialdemocratici, liberali e repubblicani che si faccia promotrice delle istanze del ceto...
Ecco perchè Patto Civico è finito
Patto Civico è finito. È questa la conseguenza dell’addio di Mario Erbetta e del suo passaggio all’opposizione. Qualcuno potrebbe obiettare: ma restano i quattro consiglieri fedeli a Gnassi, resta il fondatore e promotore Sergio Pizzolante che ha salutato l’ex capogruppo senza troppi rimpianti. Tutto vero, ma bisogna scavare più a fondo. Patto Civico era nato a Rimini per dare voce nelle istituzioni al ceto medio produttivo e, si rispondeva a chi era scandalizzato per l’alleanza organica dei moderati con Gnassi, avrebbe condizionato l’amministrazione, rendendola più sensibile alle istanze di quella parte della società che non si identifica con la sinistra. Un progetto ardito, che è stato capace di intercettare un sentimento e una domanda in quel periodo ben presenti nella...
- « Precedente
- 1
- …
- 75
- 76
- 77
- 78
- 79
- …
- 2.353
- Successivo »

