Ancora Giotto e San Francesco. La Basilica di Assisi
"...E fra l’altre è bellissima una storia, dove uno assetato, nel quale si vede vivo il desiderio dell’acque, bee stando chinato in terra a una fonte, con grandissimo e veramente maraviglioso affetto, in tanto che par quasi una persona viva che bea...." (Giorgio Vasari, Vita di Giotto) Voluta da Papa Gregorio IX quale "specialis ecclesia" con la Bolla "Recolentes" del 29 aprile 1228, dal 1230 custodisce le spoglie mortali del santo serafico. Dallo stesso pontefice fu insignita del titolo di "Caput et Mater" dell'Ordine minoritico con la Bolla "Is qui Ecclesiam" del 22 aprile 1230, con la quale tra l'altro ne affidò la custodia in perpetuo ai "frati della comunità", il gruppo che andò in seguito a costituire l'Ordine dei Frati Minori Conventuali.
Storie dai margini del campo visivo. Intervista a Fabio Geda
(...) «Partiamo dal presupposto che io credo che il grande male del mondo, e tutti i problemi delle società, derivino da chi fa male il proprio lavoro. Dal panettiere che fa male il pane, all'idraulico che aggiusta male il tubo, al giornalista che non sa raccontare la verità, allo scrittore che scrive storie banali e in modo banale, fino agli architetti che non sanno fare le case o ai professori che vanno a scuola svogliati e non sanno incendiare i cuori e le menti dei loro ragazzi.
Se tutti facessimo bene il nostro lavoro avremmo già fatto un grosso passo verso la costruzione di un mondo migliore. Detto questo, credo che fare le cose con cura faccia due cose molto importanti. Da un lato salva noi stessi: Simone Weil, una grande pensatrice del Novecento, diceva che ogni volta che facciamo qualcosa con cura distruggiamo il male che è in noi. Credo davvero che ogni volta che facciamo qualcosa con cura intanto curiamo noi stessi e la nostra presenza sulla Terra. Ma non solo: prestiamo un servizio al mondo, diffondendo bellezza e consapevolezza. Questo mi sembra fondamentale, e io cerco di farlo attraverso le storie. Prima lo facevo attraverso il mio lavoro da educatore, adesso lo faccio attraverso la scrittura».
Il vero Michael
(...) l’occasione ci permette di riscoprire il documentario “Michael Jackson’s This is it”, uscito nel 2009 nel mese di ottobre, quindi pochi mesi dopo la morte del cantante, avvenuta il 25 maggio 2009 e diretto da Kenny Ortega, regista e coreografo (tra i suoi film ricordiamo il musical Disney “Newsies”, in Italia “Gli strilloni”, divenuto poi musical teatrale, e la trilogia di “High School Musical”), collaboratore dei tour di Jackson dal “Dangerous World Tour” del 1992-1993).
Il film, accolto da un grande successo di pubblico (è il documentario musicale più redditizio e visto di sempre, con un incasso globale sopra i 200 milioni di dollari) ripercorre il dietro le quinte delle prove dello spettacolo che avrebbe sancito il ritorno della star dopo dodici anni di assenza dai palcoscenici, un tour con dieci date all’02 di Londra e altri show in tutto il mondo tra il 2009 e il 2010 (con biglietti polverizzati in prevendita per tutte e cinquanta le date in meno di quattro ore), mai andato in scena per l’improvvisa morte del cantante.
Una poesia blues
(...) Blues e poesia hanno anima comune e la stessa sorgente: avere i blues significa essere tristi, agitati, in cerca di qualcosa. E’ lo spleen dei poeti, la malinconia profonda terreno fertile per creare musica silenzi e parole.
I’m troubled in mind, baby, feelin’ blue and sad. /
I’m troubled in mind, baby, feelin’ blue and sad. /
The blues ain’t nothin’ but a good man feelin’ bad. //
Ho la mente turbata, tesoro, mi sento depresso e triste. /
Ho la mente turbata, tesoro, mi sento depresso e triste. /
Il blues non è altro che un brav'uomo che si sente male.

