Confindustria: i due aeroporti romagnoli entrambi fondamentali
(Rimini) L'attuale momento "difficile" e "senza precedenti" non può diventare "un alibi che frena la programmazione indirizzata al rilancio". Lo scrive Confindustria Romagna in una nota inviata alla stampa. "Nonostante ci siano ancora settori in difficoltà, come ad esempio fashion, turismo e commercio, che hanno bisogno di interventi diretti e di azioni concrete nell'immediato, il tessuto imprenditoriale del manifatturiero continua ad essere attivo e dinamico. Abbiamo comparti, dalla meccanica alla chimica, dall'ICT all'industria del legno e all'agroalimentare per citarne alcuni, che in questi primi mesi dell'anno stanno registrando performance positive. Un segnale che se unito all'auspicabile rimbalzo in avanti della campagna di vaccinazione, ci fa sperare di avere per l'estate percentuali di crescita decisive per la ripartenza".
Ecco perché "in un momento come questo, occorre valutare attentamente tutte le opportunità di sviluppo e di crescita economica ed imprenditoriale per il nostro territorio ed agire in spirito di gruppo. In questo senso parlare di derby fra gli aeroporti di Rimini e Forlì non serve a nessuno, anzi rappresenta solo un grande rischio di indebolimento per tutta la Romagna e per la regione. I due scali giocano un ruolo fondamentale nel movimento di merci e di persone, sia in ambito vacanze sia nei viaggi per affari. Sono gestiti da due gruppi imprenditoriali seri che hanno deciso di investire per la crescita ed il bene dell'economia del nostro territorio. Quindi non dobbiamo perderci in inutili particolarismi e sprecare tempo prezioso in polemiche. Un ragionamento che auspichiamo venga applicato non solo agli scali aeroportuali, ma a tutto ciò che serve alla Romagna per essere un'area strategica sotto tanti punti di vista affinché nella ripresa della post pandemia possiamo diventare sempre più attrattivi e competitivi".
Riccione, Solfrini confermato presidente della Polisportiva
(Rimini) Si è tenuto ieri sera (martedì 6/04) in videoconferenza il primo Consiglio Direttivo della Asd Polisportiva Comunale Riccione dopo l’Assemblea dei Soci che, oltre ad approvare il bilancio, aveva nominato sei nuovi consiglieri e l’organo di controllo nella figura della Revisore dei Conti.Tutti presenti all’appuntamento i 16 attuali consiglieri della Polisportiva Riccione, con all’ordine del giorno la presentazione dei nuovi entrati, l’analisi della situazione finanziaria e il conferimento delle deleghe. Confermato Giuseppe Solfrini nel ruolo di presidente, non mancano comunque le novità, a cominciare da una carica che, pur esistendo inserita nello Statuto, non era mai stata ricoperta prima, ovvero quella di presidente onorario, per la quale è stato proposto e votato all’unanimità Giorgio Gori, in Polisportiva Comunale Riccione dal 1982 e per lunghi anni consigliere e vicepresidente.
Novità anche per quanto riguarda il ruolo di vicepresidente, che vede per la prima volta nella storia sessantennale della Polisportiva Riccione la nomina di una donna ovvero Afra Magnanini, storica figura dell’associazione sportiva. È donna anche il segretario: Tatiana Feletti, mentre Stefano Barosi è stato confermato nel ruolo di tesoriere. Nominato anche il Comitato di Presidenza, formato dal presidente Solfrini, dalla vicepresidentessa Magnanini e dal tesoriere Barosi. Per quanto riguarda le deleghe, confermati Karl Friedrich Pandolfini nel ruolo di consigliere con delega all’area giuridica e Giuseppe Uguccioni come consigliere con delega ai rapporti con i dipendenti. La delega ai rapporti con i mezzi di informazione a Giorgia Bertozzi e a Luca Cevoli quella per i rapporti con gli enti commerciali pubblici e privati.
“Per rispetto di un Consiglio profondamente rinnovato, abbiamo deciso di rimettere tutti i ruoli e le deleghe in essere e di mettere ai voti le nuove nomine, a cominciare dalla mia – spiega il presidente Giuseppe Solfrini -. Ringrazio dunque l’attuale Direttivo per la fiducia che mi è stata accordata con la conferma nel ruolo di presidente. Nonostante il grave momento di difficoltà per tutto il Paese, per lo sport in generale e per la nostra Asd in particolare, sono lieto di avere trovato in questo gruppo dirigente, già in questa prima occasione di incontro e confronto, una notevole coesione di intenti e un concreto entusiasmo per il lavoro che ci attende. Sarà un compito difficile traghettare la Polisportiva Riccione fuori dalle secche del periodo di pandemia, a maggior ragione senza l’aiuto dell’amministrazione comunale. Ma le prime idee messe sul tavolo e dall’unanimità con cui il Consiglio ha conferito ruoli e deleghe mi fanno essere fiducioso se non nel risultato finale, di certo nel massimo impegno che tutti noi metteremo in questa impresa. Siamo convinti delle ragioni della Polisportiva e continueremo a sostenerle con tutte le nostre forze con l’unico obiettivo di rendere lo sport e il benessere che ne deriva fruibile a tutti i cittadini, senza alcuna distinzione. Vorrei infine salutare la nomina della prima vicepresidentessa della storia della Polisportiva Riccione: Afra Magnanini è in Polisportiva da 40 anni e per questa associazione è un faro e il suo amore per tutti gli sport si manifesta ogni giorno”.
Riccione, contributi una tantum per disoccupati e professionisti
(Rimini) Questa mattina la Giunta comunale di Riccione ha approvato duedelibere di sostegno economico per disoccupati e aziende "che hanno subito un duro contraccolpo economico durante la pandemia Covid". Il primo provvedimento "nasce su impulso dell'assessorato ai Servizi alla Persona e alla Famiglia e prevede l'assegnazione di contributi economici in favore di persone disoccupate che hanno perso o che non sono riuscite a trovare un lavoro a causa dell'emergenza sanitaria. Il secondo provvedimento di Giunta nasce su impulso dell'assessorato alle Attività Economiche e prevede la concessione di contributi a fondo perduto a sostegno delle attività economiche e professionali maggiormente colpite dallo stato di emergenza sanitaria. Per entrambi i provvedimenti verrà emanato il bando di attuazione in cui verranno elencati i requisiti per presentare domanda".
Ai contributi economici in favore di persone disoccupate, potranno accedere i residenti nel Comune di Riccione che si trovano in condizione di disoccupazione derivante da cessazione rapporto di lavoro subordinato o atipico cessato negli ultimi 12 mesi dalla data di pubblicazione dell'avviso, con un ISEE familiare, quindi di tutto il nucleo familiare, fino a 35.000, un patrimonio mobiliare inferiore ai 10 mila euro per i single che viene aumentato di 5 mila euro per ogni componente familiare fino ad un massimo di 20 mila. Bisogna non essere beneficiari di ulteriori sussidi connessi allo stato di disoccupazione (NASpI, DIS-COLL) o del Reddito di Cittadinanza. Si potrà fare domanda solo per un bando scegliendo tra quello sulla disoccupazione e quello per le imprese, non per entrambi.
Concessione di contributi a fondo perduto a sostegno delle attività economiche e professionali. I soggetti beneficiari sono imprese e professionisti, sotto qualsiasi forma d'impresa o professione con sede operativa o sede legale per le attività di commercio su area pubblica nel territorio di Riccione, risultanti: "attive" presso la CCIAA alla data di richiesta del contributo; avere un volume d'affari fini IVA per l'anno 2019 inferiore a 200.000 euro e registranti una riduzione del fatturato alla data del 31 dicembre 2020 almeno del 30% rispetto allo stesso dato di periodo riferito all'esercizio precedente; è ammessa una sola domanda anche nel caso in cui si abbia più sedi operative nel Comune di Riccione; essere in regola con gli obblighi in materia previdenziale, fiscale e assicurativa (DURC); sono esclusi dal bando le attività e le professioni che non sono mai state sospese. Per entrambe le categorie, disoccupati, imprese e professionisti, il contributo è di mille euro una tantum.
"Dopo il bando dei buoni spesa, abbiamo impegnato le ulteriori somme della zona rossa per il mondo del lavoro - ha detto l'assessore alle Attività economiche, l'onorevole Elena Raffaelli -. Vi sono stati dei settori molto colpiti dal lockdown, molti lavoratori sono rimasti fermi e molte le attività che continuano a soffrire. I provvedimenti sono le due facce della stessa medaglia, se non aiutiamo le imprese non stimoliamo l'occupazione. Allo stesso tempo vanno date risorse e tempo ai lavoratori per ricollocarsi, ecco perché abbiamo proceduto parallelamente".
"Credo non sia solo una questione di quanti soldi metti sul tavolo, ma anche quante famiglie e quante persone con quei soldi riesci ad aiutare - ha detto l'assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia, il vice sindaco, Laura Galli -. L'obiettivo per noi è stato quello di raggiungere il più alto numero possibile di persone con le risorse che hanno messo a disposizione a livello statale. Un'altra riflessione va fatta sui tempi: nel primo anno della pandemia, quando si pensava che in qualche mese il Covid finisse, gli aiuti arrivati sono stati distribuiti in tante realtà molto in fretta. A mio parere troppo in fretta, perché è oggi che gli effetti si fanno sentire. E' oggi che l'onda lunga del Covid scoraggia tante persone e lavoratori e fortunatamente, ma anche sapientemente il Comune di Riccione ha ancora fondi per intervenire. Dove questi non ci sono più o sono residuali da non poter dare neanche un briciolo di speranza di pagare qualche conto, viene lasciata la sola via della piazza e della protesta sembra l'unica come visto ieri a Roma".
Andamento settimanale, Altini: circolazione del virus in calo
(Rimini) Nella settimana dal 29 marzo al 4 aprile sul territorio romagnolo si sono verificate 3.450 positività su un totale di 34.287 tamponi eseguiti. Il tasso di positività è quindi del 10,1 per cento, dato che fa evidenziare alla Asl "una diminuzione del trend dei nuovi casi positivi, nel territorio romagnolo".Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì 5 aprile, si registra la quota di 644 ricoveri, con una diminuzione di 103 ricoverati rispetto alla settimana precedente, pur rimanendo l'azienda all'interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali.
Nel riminese, si sono verificati 1.066 casi totali nel corso della scorsa settimana, con un apercentuale di positività pari al 12 per cento dei tamponi effettuati (9.080). Il numero dei positivi attuali è pari a 2.980, due i focolai attivi noti al 5 aprile nelle scuole e altrettanti nelle residenze protette. L'incidenza dei casi sia nel distretto di Rimini, sia in quello di Riccione resta sopra i 500 ogni 100mila abitanti. Il tasso di ospedalizzazione è stato pari al 64 dei casi attivi, pari allo 0,83 il tasso dei ricoveri in terapia intensiva, il 12,9 per cento sul totale dei ricoveri.Sono stati 34 i decessi per covid registrati la scorsa settimana, con il totale che sale a 998, pari a 3,1 per cento il tasso di letalità sul numero dei residenti.
"Anche questa settimana , commenta Mattia Altini, direttore sanitario di Ausl Romagna, la circolazione del virus si conferma in calo. Un dato che si riverbera, anche se in maniera comprensibilmente più lenta sull'occupazione dei posti letto anche nelle terapie intensive. Siamo quindi in una situazione complessiva relativamente più "tranquilla", anche se in un quadro in cui non si deve mai abbassare la guardia. Prosegue nel contempo la campagna vaccinale e l'accordo siglato in queste ore con i medici di medicina generale, ci consentirà di accelerare con le somministrazioni dei pazienti al domicilio e con i loro cargive e conviventi. Si spera che nelle prossime settimane l'approvvigionamento dei vaccini possa ulteriormente incrementare per permetterci di proseguire celermente anche con la fascia di popolazione dai 70 ai 74 anni di età che a partire dal 12 aprile comincerà a prenotarsi"
Concessioni balneari, assessore Frisoni: situazione "scandalosa, governo intervenga"
(Rimini) "Negli ultimi mesi, nelle ultime settimane, la situazione intorno al tema delle concessioni balneari si sta facendo ancora più aggrovigliata e confusa di quanto già lo era in precedenza". Lo sostiene l'assessore al demanio del comune di Rimini, Roberta Frisoni. "La proroga al 31 dicembre 2033, disposta, si badi bene, con una Legge nazionale (la 145/2018), da una parte viene consolidata da alcuni Tar (quello di Lecce, a fine 2020, aveva stabilito che le singole amministrazioni non hanno il potere di disapplicare la 145/2018), dall'altra picconata dalle diffide dell'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato che sta producendo diffide in serie nei confronti dei Comuni (tutti) che, applicando la legge dello Stato, hanno provveduto ad atti ricognitori di proroga. Lo Stato fa una legge che, se i Comuni non applicano, finisce per produrre omissione d'atti d'ufficio; nello stesso tempo altri organi a macchia di leopardo diffidano gli stessi Comuni ad applicare quella legge perché in violazione delle norme di concorrenza europea e dunque si produce un abuso d'ufficio. Allo stato attuale, in tale caos, è che sindaci e dirigenti comunali possono solo scegliere da chi farsi denunciare: dal concessionario, se disapplicano, o dagli aspiranti tali, se applicano".
Si tratta "di una situazione scandalosa, questo è bene dirlo. Un pasticcio, un corto circuito inaccettabile tra poteri e organi dello Stato, che lascia senza difese enti locali, imprese, territori interi. A peggiorare un quadro già pessimo, quasi la sensazione che anche in questo caso una vicenda così delicata la si voglia far decidere a colpi infiniti di tribunali, ricorsi, contro ricorsi, quello che vale qui non vale per il vicino, nessun orientamento comune. A rimetterci, oltre alla credibilità di uno Stato oggettivamente sfrangiato, l'economia stessa che fa leva sul settore turistico. È chiaro che questa paralisi produce esclusivamente immobilismo per qualsiasi investimento sulle spiagge, impedendo la rigenerazione e la modernizzazione di un comparto strategico per il Paese".
"Non è piacevole, nei momenti della pandemia, chiedere al Governo di considerare ogni cosa 'priorità'. Ma questa lo è. Per questo Anci ha chiesto pochi giorni fa al Ministro Garavaglia di prendere in mano questa vergognosa situazione di confusione e stallo. Per questo torniamo a chiederlo con forza anche noi: così non si va avanti, i Comuni non possono essere lasciati in balia di tutto e il contrario di tutto, gettando esclusivamente su di loro ogni tipo di responsabilità amministrativa e penale. Perché l'Autorità della Concorrenza invece di richiamare i comuni, che si trovano incastrati in un contesto normativo kafkiano, non si fa promotrice verso governo e parlamento di legiferare una volta per tutte in materia? Qui quello che urge è prendere in mano e risolvere la situazione, non alimentare ulteriormente contenziosi, ricorsi e contro-ricorsi".
Riccione, rientro a scuola per 3mila ragazzini
(Rimini) Sono stati circa 3000 i bambini e i ragazzi delle scuole di Riccione che ritornano a seguire le lezioni in presenza da questa mattina, compreso i più piccoli dei servizi per la prima infanzia (asili nido, 0-3 anni). Un ritorno trai banchi e alla socialità tra i bimbi regolare e nella norma. Secondo gli uffici scolastici del Comune di Riccione pochissime le assenze. Inoltre l'ufficio scolastico del settore pubblica istruzione del Comune ha avviato in questi giorni una raccolta dati sulla percentuale di vaccinazioni effettuate sul personale docente e ausiliario. Secondo una prima stima sarebbero state vaccinate circa 50% degli addetti alle istituzioni scolastiche, percentuale che aumenta la sicurezza in classe anche se si tiene conto di coloro i quali hanno già superato il Covid e che avrebbero quindi un'immunità naturale. Inoltre è ora possibile, per il personale scolastico, non residente in Regione effettuare la vaccinazione anche in Romagna nel caso in cui non la si fosse effettuata nel Comune di residenza. Prosegue anche il servizio tamponi che il Comune ha predisposto, con la collaborazione dell'Ausl Romagna, per tutte le maestre, tutte le educatrici e in generale tutto il personale ausiliario delle scuole Comunali di Riccione a cominciare dall'11 gennaio scorso.
"Il ritorno a scuola dei nostri bambini e ragazzi segna un inizio di normalità per tutti - ha detto l'assessore ai Servizi Educativi, Alessandra Battarra -. La scuola ha dimostrato di essere un luogo sicuro per i nostri figli perché l'impegno al rispetto delle regole è stato massimo da parte di tutti, dirigenti, docenti e educatrici e personale ausiliario. I nostri uffici poi sono stati davvero molto solerti e preparati nell'affiancare tutto il comparto scolastico e nel prevenire le varie esigenze. Una macchina quella della scuola comunale che ha dato dimostrazione di saper adattarsi e andare incontro alle esigenze delle famiglie e dei bambini"
Poste, 81mila identità digitali attivate nel riminese
(Rimini) Circa 81mila Identità Digitali Poste ID rilasciate. È questo il traguardo raggiunto da Poste Italiane in provincia di Rimini, dove molti cittadini hanno effettuato la richiesta tramite il canale messo a disposizione dall’Azienda. L’Identità Digitale di Poste Italiane consente di accedere in modo sicuro e veloce a tutti i servizi abilitati allo SPID, il Sistema Pubblico d’Identità Digitale che permette ai cittadini e alle imprese di utilizzare un’unica password per tutti i servizi online delle Pubbliche Amministrazioni e imprese aderenti, garantendo la spinta digitale necessaria alla ripartenza del Paese.
«Poste Italiane è il più prezioso motore di innovazione e digitalizzazione del Paese, che collega fisicamente e digitalmente clienti, cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione - ha dichiarato l’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante durante la recente presentazione del nuovo piano strategico “Sustain and Innovate” 2024 – e un esempio è l’identità digitale SPID distribuita per oltre l’80% da Poste che ne gestisce gli accessi. Si tratta di 15 milioni di italiani».
Verucchio, Poste torneranno a orario pieno
(Rimini) Alla vigilia di Pasqua, la sindaca di Verucchio Stefania Sabba e il consigliere comunale Paolo Masini hanno “incontrato” in videoconferenza il responsabile relazioni istituzionali della macroarea Centro Nord di Poste Italiane Paolo Pinzani e la direttrice della filiale di Rimini nonché responsabile della rete dei 64 uffici provinciali Patrizia Pagliarani per fare un punto della situazione sull’ufficio di via dei Martiri 5 a Verucchio alta che da quasi un anno ha visto ridursi l’orario di apertura alle sole mattinate di lunedì, mercoledì e venerdì causa limitazioni Covid.
Già dalla fine dell’estate sono iniziati i confronti fra il Comune e Poste Spa, sia telefonici che con un doppio scambio di lettere in cui l’amministrazione evidenziava tutti i disagi sofferti da una popolazione per lo più anziana costretta a lunghe attese in mezzo alla strada aggravate specie in inverno dalle temperature rigide e spesso e volentieri pioggia e nebbia. Per questo, oltre a sollecitare il ritorno all’apertura sei giorni a settimana per spalmare la fruizione dei servizi, l’amministrazione aveva suggerito nuovi locali, facendosi anche portavoce della petizione di iniziativa popolare che aveva registrato un centinaio di firme in pochi giorni. Istanze che la sindaca Sabba ha riproposto anche nel nuovo confronto in video, auspicando magari la creazione di una saletta di attesa con Poste Shop in locali più ampi e in sicurezza, mentre il consigliere Masini ha suggerito l’introduzione del servizio prenotazione.
Il dottor Pinzani ha spiegato di essere reduce da una serie di incontri sul tema nelle regioni di sua competenza, evidenziando come il progressivo ritorno all’orario pieno dei vari uffici sia stato interrotto a metà febbraio da un nuovo incremento dei contagi causa varianti e si stia quindi facendo il massimo sforzo fra positività e quarantene varie per non retrocedere e chiudere di più in attesa che vaccini e Covid dettino i tempi delle riaperture.
Fornendo però, nuovamente incalzato dalla sindaca Sabba, due rassicurazioni sui servizi verucchiesi. La prima sull’ufficio di via dei Martiri: i due referenti hanno cioè ribadito che non vi è alcuna intenzione di chiudere o ridurre l’operatività dell’ufficio postale di Verucchio, che la razionalizzazione è dovuta solo ai problemi del Covid e che non appena si avrà una maggior normalità si tornerà all’ordinario.
La seconda in merito a eventuali traslochi, da non escludere a priori. E’ stato consigliato anzi di formalizzare la proposta via mail, così da attivare la struttura immobiliare dell’Azienda che si occupa di queste iniziative e, nel caso, procede con trattative, sopralluoghi tecnici e quant’altro. Non è invece possibile allo stato attuale introdurre il servizio appuntamenti perché l’ufficio è sprovvisto dello strumento ‘gestore attese’, ma Pinzani e Pagliarani hanno ricordato che tale opportunità è attiva per i prodotti finanziari e la richiesta dello Spid e che è ancora operativo l’accordo con l’Arma dei Carabinieri per il ritiro della pensione e consegna a domicilio della stessa per conto di persone ultra 75enni che vivono sole e non possono recarsi in ufficio.
La sindaca Stefania Sabba e il consigliere Paolo Masini, nel ringraziare i vertici di Poste per la disponibilità e le rassicurazioni fornite, ribadiscono la necessità di un ritorno alla normalità degli orari al più presto e la disponibilità a testare ogni nuovo e ulteriore servizio che l’azienda volesse introdurre.
Zaki cittadino onorario di Rimini
(Rimini) Il consiglio comunale di Rimini ha conferito ieri a Patrick Zaki la cittadinanza onoraria. Tre le motivazioni. “Per essere divenuto un simbolo della lotta universale contro la privazione dell’insopprimibile diritto alla libertà individuale, la violazione dei diritti umani e l’arbitrio nell’imporre un’immotivata e ingiusta carcerazione”, la prima ma non sola. Zaki infatti è anche uno studente dell’Alma Mater, uno studente “dell’università di Bologna, che ha una sua sede anche nella città di Rimini”, ed è stato considerato dal consiglio comunale “dunque un nostro studente universitario”. Infine, “perché Rimini, città decorata della medaglia d’oro al valore civile, si riconosce nei valori della pace, del rifiuto di ogni violenza e costrizione individuale e collettiva è, quindi, considera ogni persona sottoposta privazione di libertà un suo concittadino”. Per certi "versi Zaki è un simbolo di chi in tante, ahimè troppe, parti del mondo si batte per le libertà individuali e sociali", è il commento dell'assessore Jamil Sadegholvaad.
La cittadinanza onoraria è stata approvata su proposta del Sindaco e in accoglimento delle sollecitazioni arrivate da diverse realtà del territorio, a partire dall'Associazione "Sarà", i cui rappresentanti sono stati ricevuti questa mattina in Residenza Comunale per la simbolica consegna dell'attestato che certifica che da ieri Patrick Zaki è un cittadino riminese.
Il rettore Francesco Ubertini, ringraziando il Comune di Rimini per l’iniziativa, ha ripercorso le tappe della vicenda di Patrick Zaki, arrestato il 7 febbraio 2020 all’aeroporto del Cairo, mentre stava tornando a casa per un breve periodo di pausa prima di iniziare il suo secondo semestre di studi all’Università di Bologna, dove si era iscritto al Master europeo GEMMA in Studi di genere e delle donne. Patrick era arrivato in Italia nel settembre 2019 con una prestigiosa borsa di studio Erasmus Mundus, ottenuta dopo un rigoroso processo di selezione che ha visto quasi seicento domande da parte di studentesse e studenti di tutto il mondo.
“Nei mesi che ha trascorso nelle aule del nostro ateneo –ha spiegato il rettore Francesco Ubertini - Patrick ha condiviso il desiderio di conoscenza e la volontà di formarsi nella direzione di uno scambio interculturale, senza mai dimenticare la difesa dei diritti della persona, l’inclusione e il rispetto delle diversità come fonte di ricchezza umana, sociale e culturale. Patrick è un giovane coraggioso, leale e forte, ma abbiamo tutti paura che questi lunghi mesi di detenzione e di profonda incertezza sulla sua salute, rendano la situazione ancora più drammatica. All’indomani dell’arresto organizzammo una marcia studentesca, dal cuore della zona universitaria fino a Palazzo d’Accursio. Fu un momento molto toccante e da allora la nostra attenzione è costante, così come è immutata la speranza che la richiesta di Patrick di tornare alla sua vita possa essere ascoltata. Tante associazioni e istituzioni del nostro paese e del mondo intero si sono unite a noi, tanti cittadine e cittadini di tutta Italia ci hanno scritto a testimonianza di quanto sia fondamentale il livello di conoscenza e l’amore per quello spirito critico che è il vero motore di cambiamento e abbattimento di cechi assolutismi. Lasciatemi enfatizzare lo spirito della nostra comunità, che da quasi mille anni protegge i suoi strumenti e che ha il coraggio di alzare la voce e di battersi per loro. Non sempre accade. Il conferimento della cittadinanza onoraria – ha concluso il Rettore - non è solo un atto simbolico. È il modo più alto con cui la comunità riconosce Patrick, e con lui gli studenti, come parte dì sé. È un modo per non lasciarlo solo, per non dimenticare. È un modo per chiedere giustizia, nel rispetto dei diritti umani culturali e civili”.
Sulla decisione del consiglio comunale intervengono anche Amnesty International Rimini, Inoltre - Alternativa Progressista, Legambiente ONLUS, Arcigay Rimini "Alan Turing", Station To Station. "Il Consiglio Comunale è stato introdotto dalle parole del presidente del Consiglio Comunale Sara Donati, che ha sottolineato come “quando si tratta di verità, di giustizia e di diritti umani, occorre battersi. Rimini è una città accogliente, aperta, legata alle tradizioni così come alle innovazioni. Rimini ha saputo negli anni lanciare segnali forti anche fuori dai suoi confini, attraverso i potenti strumenti dell'arte, simboli di libertà, di espressione di sé, di autodeterminazione. Per questa ragione il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick Zaki non rappresenta un mero riconoscimento. È un grido al quale ci uniamo, che accomuna studenti, studiosi, artisti e attivisti dei diritti umani. Una mobilitazione, un grido che parte in Italia, dalle università e dai Comuni, dalle associazioni, che ha trovato ampia condivisione anche nel nostro territorio, e non si è spento con l'arrivo della pandemia grazie all'impegno di tante realtà. A queste si accompagna la pressione della Farnesina, il lavoro diplomatico che ancora però non ha esordito la scarcerazione di Patrick Zaki, per questa ragione ho sottoscritto anche la richiesta indirizzata al Presidente del Consiglio Draghi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la concessione della cittadinanza italiana. Dicono che il peggior incubo per un prigioniero politico sia essere dimenticato. Ecco, a Rimini non dimentichiamo Patrick”.
Le associazioni ringraziano "sentitamente il Consiglio Comunale di Rimini e il Sindaco Andrea Gnassi per aver riconosciuto la cittadinanza onoraria a Patrick Zaki. Un particolare ringraziamento alla Presidente del Consiglio Sara Donati che ha sostenuto fortemente questa iniziativa, anche con l'esposizione del ritratto di Patrick in consiglio comunale lo scorso dicembre. È un grazie che proviene dalle associazioni e dalle persone che da tempo si battono per la liberazione di Patrick Zaki, incarcerato ingiustamente e vittima innocente di una guerra ai valori di libertà che caratterizzano la nostra democrazia. Un gesto alto e profondo, quello compiuto dal Consiglio Comunale di Rimini. Questo ampio fronte in difesa di Patrick Zaki sostiene le persone che più hanno bisogno di tutela. Con la difesa di Patrick Zaki difendiamo i nostri fratelli e sorelle, le nostre figlie e i nostri figli e chiunque sia parte di una società che non deve mai abbandonare nessuno. Abbracciare la causa di Zaky significa cercare di costruire un mondo migliore, dove ogni persona possa essere libera di esprimere le proprie idee e il proprio essere, dove non prevalga la paura, dove i diritti fondamentali siano garantiti senza discriminazione alcuna."
Docuserie SanPa, i Muccioli querelano: "assolute falsità"
(Rimini) I figli di Vincenzo Muccioli, Giacomo e Andrea, hanno deciso di querelare per diffamazione aggravata Netflix, a seguito della realizzazione e della messa in onda del documentario dedicato al padre, fondatore dellacomunità terapeutica di San Patrignano. Lo ha riportato questa mattina il Corriere Romagna e lo ha rilanciato l'agenzia Ansa. "'SanPa. Luci e tenebre a San Patrignano', la docuserie di Netflix che riporta anche lunghi stralci di intervista ad Andrea Muccioli, avrebbe offeso la memoria del padre Vincenzo. Secondo i figli di Muccioli, assistiti dall'avvocato Alessandro Catrani, la serie fa una ricostruzione distorta della storia della comunità e del fondatore (Ansa)".
“Netflix , grande multinazionale della comunicazione, ha prodotto e messo in onda in Italia e nel mondo una docu-serie televisiva sulla vita di Vincenzo Muccioli, padre dei nostri due assistiti Andrea e Giacomo Muccioli. Ciò a ben 30 anni dalla di lui morte", spiegano i legali di Andrea e Giacomo, Alessandro Catrani e Francesca Lotti. "I figli del Fondatore di Sanpa lamentano, innanzitutto, come, all’interno della docu-serie, Vincenzo Muccioli venga indicato come misogino e omosessuale. La causa della sua morte, inoltre, viene attribuita all’Aids. Ovvero ad un’infezione da Hiv, contratta a causa del suo stile di vita e dei suoi comportamenti privati. I familiari rilevano che nessuna di tali affermazioni, indiscrezioni, pettegolezzi, presentati a milioni di persone, è vera. Quindi ne lamentano la assoluta falsità".
Gli stessi "lamentano come si diffami, al di là di ogni legittima opinione sulla vita e l’operato di Vincenzo Muccioli, l’immagine e la memoria di una persona scomparsa, un grande padre ed un uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene, violando altresì i più elementari principi di privacy. Tutto ciò ha investito gravemente la vita dei nostri due assistiti, i figli Andrea e Giacomo. Dalla messa in onda della fiction la loro vita privata e quella dei loro familiari (figli, mogli, ecc.) è stata travolta, da continue domande, richieste da parte di amici, conoscenti, persone comuni, sulla veridicità di quanto affermato e rappresentato nella docu-serie. Si sono trovati colpiti e feriti in quanto c’è di più prezioso: memoria, reputazione e onorabilità di un padre scomparso".
La legge, "però, consente di porre rimedio a questa situazione. Consente di proteggere i privati cittadini dagli effetti, devastanti sulle loro vite, causati da una docu-serie realizzata da un gigante della comunicazione. Dal punto di vista giuridico e dal nostro punto di vista professionale, in questo caso anche umano, la querela che abbiamo presentato per conto dei fratelli Muccioli è nostro avviso ineccepibile.
Diffamazione e violazione delle leggi sulla privacy, sono per i famigliari di tutta evidenza. Sarà, peraltro, la magistratura a valutare la sussistenza di violazioni di legge, le eventuali responsabilità penali e a quantificare il danno recato alla memoria di Vincenzo Muccioli e alla vita di tutti i suoi eredi”.