Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano
«… in Turner il tocco del pennello obbedisce sempre, fin nel tratto piu minuto, al pensiero e al sentimento; tutto ciò che fa è perfetto, e non se ne potrebbe alterare un capello senza danneggiarlo; per di più, usa un trattamento e un'esecuzione particolari per ottenere una certa qualità del colore, tecniche totalmente diverse dai procedimenti di tutti gli altri artisti; e nessuno, che abbia speso anche un’ora sola della propria vita sui suoi disegni, potrà mai scordare quei brevi squarci di sognante azzurro, attraversati da mille delicate, tenere forme nevose, che, occhieggiando nella loro paziente speranza di tra i turbamenti della tormentata nuvola temporalesca, si disciolgono sempre più lontani nelle profondità del cielo, finché l’occhio si stupisce, e il cuore si perde, nell'intensità della loro pace. Io non dico che questo sia bello, non dico che sia ideale o raffinato, io vi chiedo solo di osservare il primo aprirsi delle nuvole, dopo la prossima pioggia venuta dal sud, e di dirmi poi se non sia vero.»
Guardando le stelle col cuore inquieto. A tu per tu con Emmanuele Silanos
(...) «Il Papa ci suggerisce proprio di recuperare uno sguardo contemplativo di fronte alla realtà, in contrapposizione a quello puramente tecnologico. Pensatori come George Grant e Hans Jonas che mettono in evidenza come la tecnologia sia diventata la vera metafisica del nostro tempo. Ai tempi di Platone, di Aristotele o, nel Medioevo, di San Tommaso, la metafisica partiva dalla domanda sulla verità, sull'essenza della realtà e sul suo significato profondo. Con il pensiero moderno, invece, si è arrivati a dare per scontato che la verità delle cose non si possa conoscere. Quello che possiamo conoscere è solo come funzionano le cose e, di conseguenza, come possono esserci utili. La domanda si è ridotta: non ci si chiede più "che cos'è", ma solo "a che cosa serve".
Questa riduzione incide su tutto l'atteggiamento umano: sulla scienza, sulla tecnologia, sulla medicina e sulla biologia. Nell'enciclica ‘Magnifica Humanitas’, il Papa riporta invece l'attenzione sulla domanda che sta alla base di tutto: che cos'è l'uomo? Ecco, noi possiamo capire come usare l'intelligenza artificiale e i progressi della scienza soltanto se abbiamo consapevolezza di chi siamo»....
La nobile arte del delitto. Riscopriamo “Sangue Blu”, gioiellino inglese degli anni Quaranta con Alec Guinnes – su Prime Video
(...) Una satira sociale “feroce e di disarmante umorismo”, come indica il Mereghetti nel suo esaustivo dizionario, un “tour de force” per Guinness che qui ha l’occasione di sperimentare tutte le variazioni attoriali, dal più giovane alla dama altolocata, dal prete all’ammiraglio, con una gamma di travestimenti e personalizzazioni impeccabili. Il remake di cui sopra rappresenta, come spesso accade, l’adattamento in sintonia, almeno così si crede, con i gusti attuali del pubblico, ma in realtà negli USA “How to Make a Killing” (questo il titolo originale del rifacimento) non ha fatto sfracelli al botteghino, accontentandosi di poco più di venti milioni al box office, riformulando l’interrogativo se è proprio necessario “rifare” i vecchi film quando oggi con il sistema digitale li puoi rendere nuovamente fruibili in sala con restauri che restituiscono lo splendore originale. Splendore in bianco e nero nel caso di “Sangue Blu”, fotografato da Douglas Slocombe che lavorò in molti film Ealing, collaborò con Joseph Losey per “Il servo” e “Boom!” e illuminò tutta la saga di Indiana Jones diretta da Steven Spielberg...
"me al largo / sospinge ancora il non domato spirito" (U. Saba) Alla ricerca di mondi nuovi
(...) Dvořák, per 3 anni sarà alla guida del conservatorio newyorkese e prende sul serio l’idea di creare una “scuola americana”, un qualcosa che avesse ripercussioni a lungo termine. Chiaramente verrà travolto, trascinato anche lui dalle melodie popolari del nuovo mondo e scrive, per l’appunto, la Sinfonia n.9 “Dal Nuovo Mondo”. Ma che tipo di musica è?
Dvořák stesso ci dice: «Non basta che, la futura musica di questo paese, sia basata su quelle che vengono chiamate “melodie dei neri”. Queste, devono essere le reali fondamenta di qualunque scuola di composizione seria e originale che sarà fondata negli Stati Uniti… Tutti i grandi musicisti hanno attinto alle canzoni della gente comune. Il più affascinante scherzo di Beethoven si basa su quella che adesso potrebbe venir considerata una melodia nera abilmente trattata… Nelle melodie dei neri d’America, ritrovo tutto ciò che serve a una grande nobile scuola musicale. Sono toccanti, passionali, solenni, religiose, coraggiose, allegre, festose o quello che preferite…»

