San Francesco e l'arte contemporanea ; Educare è rischiare ; Ricordando Buffalo Bill a Rimini ; L'invenzione della vacanza

2 agosto 2026 – buonaDomenica   

San Francesco nostro contemporaneo tra arte e spiritualità

… Francesco, in fondo, è contemporaneo proprio per questo. Perché non ci offre una risposta pacificante, ma una domanda radicale su come abitare il mondo. Come si vive senza trasformare tutto in proprietà. Come si guarda la natura senza ridurla a risorsa. Come si sta accanto agli ultimi senza trasformare la loro presenza in tema edificante. Come si riconosce il limite senza cedere alla paura. Come si fa del poco una ricchezza di senso. Come si restituisce alla materia la sua voce. Come si tiene insieme la gioia e la ferita. Come si canta senza dimenticare il dolore. Ogni artista di questa mostra risponde a modo suo, o forse semplicemente rilancia la domanda.

Sorpreso dai ragazzi. Intervista a Marco Bugli, preside del Valturio

... Ho presente tutti quei casi in cui dobbiamo constatare un fallimento, almeno rispetto agli obiettivi più immediati che ci diamo o ci siamo dati. Ci sono ragazzi che vengono portati qui in presidenza, o per cui i docenti mi interpellano o mi coinvolgono, perché in grave difficoltà. Ragazzi oppositivi e del tutto chiusi, che non riescono a trovare una qualche armonia nel loro stare a scuola. In alcuni casi si riesce a risolvere. Per altri si deve constatare la sconfitta. Ho in mente un alunno, per il quale per ben due anni abbiamo fatto di tutto ma non siamo riusciti, e alla fine abbiamo tutti constatato che un cambio di ambiente era l’unica via. E tuttavia che ne sappiamo noi di quanto resterà in quel ragazzo, pur ora in altro ambito, di quanto gli abbiamo dato, delle attenzioni, degli sforzi per comprenderlo, per suggerirgli una strada, per superare evidenti difficoltà? C’è un patrimonio di cura che non è detto debba poi dare un risultato scolastico, seppure questo sia il nostro compito immediato e comunque importante. È importante ma c’è di più.  Ci sono uomini che dovranno, nel modo loro proprio, costruire un futuro. E lo possono fare in forme per noi del tutto sorprendenti.

Buffalo Bill e i borghigiani. Due serate cinematografiche a tema – Al Chiostro San Giuliano

Giusto 120 anni fa, precisamente l’11 aprile 1906, Rimini subì una pacifica invasione di cow-boys e indiani per via di un evento unico ed irripetibile, il Wild West Show, lo spettacolo teatrale di Buffalo Bill che nel suo lungo tour italiano fece tappa in città, dopo la visita ad Ancona. Uno show “kolossal”, in grado di reggere il confronto con gli elaborati “live” che oggi vanno tanto di moda. Qualsiasi impresario contemporaneo forse non se la sentirebbe oggi di organizzare una “baracca” del genere, visto che la carovana di William Frederick Cody (il vero nome di Buffalo Bill) viaggiava su quattro treni speciali composti da dodici, tredici vagoni ciascuno, con 700 persone tra artisti ed entourage e 500 cavalli. Un appuntamento rimasto scolpito nella memoria collettiva cittadina per lungo tempo, ora rievocato dalla XXIII edizione della Festa de’Borg...

Andar per Grand Hotel, di Stefano Pivato

In questo nuovo libro si occupa dei Grand Hotel della penisola, dalle Alpi alla Sicilia, passando dalle due Riviere, la ligure a ovest e l’adriatica a est, presentandoli come il naturale sviluppo dell’esperienza, fra Settecento e Ottocento, del Grand Tour. Mentre in questi ultimi viaggi si cercava bellezza, arte ed emozioni, con i Grand Hotel si apre l’epoca della vacanza;  e si cerca il lusso, ambienti stuccati, servizi impeccabili, luoghi distintivi della propria classe sociale. Pivato presenta i Grand Hotel come un prodotto della modernità: nascono in concomitanza con le Esposizioni Universali; accompagnano lo sviluppo delle ferrovie dove si allestiscono carrozze, vedi Orient Express, arredate su modello Grand Hotel; sono le costruzioni dove si sperimentano per la prima volta moderne tecnologie come l’ascensore o la completa illuminazione elettrica; nelle stuccate e decorate stanze si praticano i principi di una Hotellerie che ha in Svizzera la propria casa madre.