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Inchieste sulla Carim: la musica amara del presidente Bonfatti

Martedì, 15 Dicembre 2015

5bInchieste sulla Carim: la musica amara del presidente Bonfatti

 

Dovevano essere festeggiamenti in musica per i 175 anni dall’apertura del primo sportello, ma lo spartito che gli ultimi eventi costringono a seguire è di altro tenore. E il presidente di Carim, Sido Bonfatti, non solo non nasconde il disappunto, ma annuncia che d’ora in poi cambierà la musica anche della banca, a suon di querele contro chi diffonde notizie false e imprecise sullo stato di salute della banca.

 

Oggi i vertici di Carim, il presidente Bonfatti e il direttore generale Giampaolo Scardone, hanno tenuto una conferenza stampa, programmata da tempo, per illustrare le iniziative per celebrare i 175 anni di vita dell’istituto di piazza Ferrari. Al termine delle loro relazioni è arrivata, inevitabile, la domanda sulla posizione della banca rispetto alle inchieste che sembrano moltiplicarsi senza sosta. L’ultima, secondo indiscrezioni che già ieri Carim ha smentito decisamente, avrebbe preso il via a seguito della relazione conclusiva dell’ispezione che Bankitalia ha concluso nell’aprile 2015. Secondo queste indiscrezioni, la banca avrebbe concesso prestiti senza adeguate garanzie, cioè avrebbe proseguito nella pratica che portò al commissariamento.

 

Bonfatti ricapitola. C’è la vecchia inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio di 24 persone fra amministratori e manager, per i quali l’assemblea dei soci ha votato la costituzione in mora in vista di una eventuale azione di responsabilità. C’è la seconda inchiesta con la quale si contesta alla banca la distribuzione degli utili del bilancio 2013. “Non capisco – argomenta Bonfatti – cosa ci sia di criminale nel distribuire gli utili figurativi dopo quattro anni che ciò non avveniva. Si dice che non dovevano andare alla Fondazione, che pure è socio, che li ha utilizzati per iniziative di carattere sociale”. C’è infine la nuova inchiesta, della quale i vertici Carim affermano di non sapere nulla. Bonfatti ironizza anche sui presunti fatti commessi (spostamenti di bilancio abbattuti): “Non so cosa significhi in italiano”. E precisa ancora una volta che la relazione degli ispettori della Banca d’Italia non ha prodotto sanzioni contro l’istituto. E qui parte l’affondo polemico: “O questa inchiesta è falsa, e allora partono le querele per diffamazione; o è vera, allora significa che c’è stata un’ispezione di cui non abbiamo saputo niente o c’è stata una violazione del segreto d’ufficio perché noi la notizia l’abbiamo saputa solo dai giornali”.

 

Bonfatti parla di un “linciaggio” a cui Carim, e forse ancor più la Fondazione, sono sottoposti da tempo. Ricorda, - senza voler recriminare, dice - che rispetto ai 130 milioni di aumento di capitale chiesti da Bankitalia, si è risposto solo con 70 milioni. Eppure la banca è ripartita e grazie all’intervento della Fondazione è stato evitato che nel capitale sociale finisse una delle famose quattro banche protagoniste del recente dissesto finanziario. “Non fosse stato così, oggi saremmo con qualche preoccupazione in più”.

 

Il direttore Giampaolo Scardone, da parte sua, ha fornito qualche elemento sullo stato di salute della banca e sulle strategie per il medio termine. Ha confermato che Carim lavora ad un progetto di ricapitalizzazione del valore di 30 milioni che dovrebbe essere realizzato nei primo semestre del 2016. Gli interlocutori sono “chi ci sta”, sperando comunque in una risposta positiva da parte del territorio. Ha sostenuto che la banca ha fatto i compiti a casa per quanto riguarda la razionalizzazione dei costi. Gli sportelli sono scesi da 120 a 75 ed il personale è diminuito di 75 unità, senza far ricorso ai licenziamenti. Sul “groppone” restano i crediti anomali, ereditati dalla passata gestione. L’ammontare è passato da 640 a 910 milioni, con le sofferenze, in particolare, che sono salite da 250 a 581 milioni. La banca ne ha coperte 200 milioni, di cui solo 10 facendo ricorso al patrimonio, il resto con il reddito prodotto. L’obiettivo è allinearsi alla media (9 per cento) del sistema bancario nazionale. In programma la cessione di parte del portafoglio “anomalo”.

 

Ciò non ha significato chiudere i cordoni della borsa perché nel 2015 sono stati erogati 210 milioni di crediti. L’orizzonte entro cui la banca si muove è essere al servizio delle imprese e delle famiglie, con l’ambizione di diventare punto di riferimento nel risparmio gestito. Quanto al problema del mercato delle azioni Carim, l’ipotesi a cui sta lavorando il direttore Scardone è la quotazione nel mercato Hi-Mtf.

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