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Ma di quanti voti dispongono i bagnini? Bolkestein e dintorni

Martedì, 18 Dicembre 2018

Ma di quanti voti dispongono i bagnini? Sembrerebbe molti, vista la corsa affannosa a compiacerli e a far trovare sotto l’albero di Natale un sostanzioso regalo. Al Senato, Lega e Movimento 5 Stelle hanno trovato un accordo sulla proroga di 15 anni delle attuali concessioni demaniali. L’attuale regime, in deroga alla direttiva Bolkestein, scade il 31 dicembre 2020 e per tutta la scorsa legislatura si era cercato di mettere mano ad una legge che, recependo la Bolkestein e quindi le evidenze pubbliche per le concessioni, fissava comunque alcuni garanzie per i bagnini ed un congruo periodo, da definire, di transizione. Una soluzione sulla quale aveva concordato anche gran parte delle associazioni di categoria. Ora il governo gialloverde ha invece deciso di concedere una proroga sic et simpliciter, il che equivale ad un nuovo guanto di sfida lanciato nei confronti dell’Unione europea. L’obiettivo palesemente dichiarato è di uscire dalla Bolkestein: si tratta di vedere se per tutte le categorie interessate o solo per i bagnini. A Roma gli Ncc, ovvero i noleggiatori di auto con conducente, hanno manifestato davanti a Senato e inviato frasi irripetibili all’indirizzo del ministro Toninelli perché ha respinto tutte le loro richieste di deroga alla Bolkestein. Figli di un dio minore.

Ma non c’è solo l’accordo fra Lega e Movimento 5 Stelle. Anche Forza Italia, Fratelli d’Italia e persino il Partito Democratico sono pronti a mettere la propria firma nel biglietto d’auguri che accompagna il regalo natalizio per i bagnini. Intorno ai privilegi per gli ombrelloni si verificano le prime grandi ed inedite intese di questa legislatura. Ma quanti voti hanno i bagnini?

Sembra un ritorno agli anni Sessanta/Settanta quando un ministro repubblicano tolse le concessioni alle Aziende di Soggiorno per darle direttamente ai bagnini. Allora si diceva che nel simbolo del Pri l’ombrellone aveva sostituito l’edera; comunque quel partito, nonostante il voto dei balneari non andò oltre l’1,5 a livello nazionale e al 3 per cento a livello locale.

Ora c’è invece una nuova spasmodica rincorsa a conquistare i loro favori. L’assessore regionale Andrea Corsini, da sempre sensibile alla lobby balneare, si è subito affrettato a dire “Bene” e a proteggersi poi con la foglia di fico della richiesta di una legge organica che affronti tutti i nodi del settore, compresi i canoni leggeri per i bagnini e quelli più esosi per i pertinenziali.

Corsini non può comunque tacere del rischio che così l’Italia va incontro alla procedura di infrazione e alla relativa salatissima multa. Già, perché il regalo natalizio ai bagnini costerà alle tasche di tutti gli italiani almeno nove milioni di euro, oltre a spiccioli – si fa per dire – delle penalità di mora, da 10.753,5 a 645.210 euro al giorno.

Non tutti nel Pd, almeno a livello locale, hanno corrispondenza d’amorosi sensi con i bagnini. Anzi a Rimini un personaggio come Maurizio Melucci, predecessore di Corsini, è un fiero difensore della Bolkstein: “E' la prima volta che il Pd difende non il sistema delle imprese ma quella singola impresa che da anni ha una rendita di posizione e gode di una concorrenza sleale rispetto ad altre “, ha scritto su Facebook.

Ma c’è un altro passaggio nel comunicato di Corsini che merita di essere valutato con attenzione. È quello in cui afferma che “Noi, come Regione stiamo facendo la nostra parte e siamo pronti a sostenere gli investimenti degli operatori balneari nell’ambito del prossimo bando per le imprese della filiera turistica, che è finanziato con 25 milioni di euro”. Traduzione: se vogliamo cambiare il volto della costa, dobbiamo dare certezza agli imprenditori balneari che altrimenti non investono. Se vogliamo che le nostre politiche abbiamo successo, dobbiamo concedere questo regalo, turandoci o meno il naso. Non ci sorprenderebbe se in questo dibattito il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, che ha a cuore le sorti del suo Parco del Mare ancora non decollato proprio per le incertezze sul tema spiaggia, si ritrovasse a condividere in pieno la posizione di Corsini.

Quel che questo ragionamento tende a trascurare, è il prezzo salato che pagheranno i cittadini, chiamati tutti a partecipare al regalo ad una categoria che da anni paga canoni risicati e non ha mai fatto i conti con la concorrenza. Ai costi dell’operazione ci penseranno i figli e i nipoti. Viene in mente la storia delle baby pensioni: passa un treno, e perché io non ne devo approfittare e salirci sopra. Così hanno pensato quanti sono andati in pensioni dopo 15 anni, sei mesi e un giorno. La proroga delle concessioni è il treno invano atteso per anni, oltre che dai bagnini, da Regione e Comune; adesso che per iniziativa di quegli impresentabili di leghisti e grillini sta passando, vogliamo girarci dall’altra parte?

Se invece partiti e amministratori si accodano per aver parte al piccolo gruzzolo di voti, dimenticano che gli elettori, da sempre, alla brutta copia preferiscono l’originale.



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