Manovra di Palazzo Garampi: debiti fuori biancio, tagli al sociale

Giovedì, 22 Novembre 2018

Manovra di fine anno a Palazzo Garampi. Spese in più in questo o quel settore, tagli nell’altro ancora, sostanzialmente una redistribuzione di risorse in base a fatti nuovi sopravvenuti o a programmazioni rivelatesi imprecise. Il tutto accompagnato da un provvedimento di riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio. Se ne è discusso in questi giorni in commissione e l’argomento verrà presto portato all’esame del consiglio comunale.

Uno dei debiti fuori bilancio è particolarmente consistente, 13,3 milioni, e si riferisce alla vicenda dell’Imu sulle piattaforme di Eni al largo del mare di Rimini. Nell’estate scorsa la Commissione Tributaria Provinciale ha accolto il ricorso di Eni, con il conseguente obbligo del Comune di restituire l’ingente somma. Tuttavia Palazzo Garampi ha già presentato appello e pertanto si è in attesa della sentenza definitiva. Al momento però al bilancio del Comune sono venuti meno 13,3 milioni. Il Comune, che evidentemente immaginava che sarebbe sorta una controversia, aveva accantonato quei soldi nei fondi di riserva e non li aveva immessi nel ciclo della spesa.

Gli altri debiti fuori bilancio sono di minore entità. Circa 5,330 euro sono stati spesi dal settore cultura per le iniziative in occasione del compleanno di Federico Fellini: il relativo impegno di spesa non era stato approvato dalla ragioneria perché arrivato troppo tardi. Circa 38 mila euro devono essere versati ad Anthea per interventi straordinari di disinfestazione per prevenire la diffusione dei virus West Nile e Dengue. Il Comune aveva deciso di far pagare Ici e Imu al Consorzio degli operatori del Mercato Coperto, ma anche in questo caso i relativi accertamenti sono stati annullati dalla Commissione Tributaria Provinciale, così si è creato un debito fuori bilancio di 105 mila euro più altri cinquemila per le spese legali. Tirando le somme risultano 48 mila euro di debiti già finanziati e 13,5 milioni da finanziare.

Nella manovra di variazione di bilancio di fine anno c’è un notevole cambiamento di voci di spesa. Nella parte corrente, si segnalano diverse voci di entrate che sono venute meno: 1,8 milioni dalle multe (automobilisti più disciplinati o vigili più clementi?), 600 mila euro di contributo regionale per la bicipolitana, 200 mila euro di contributo regionale per il percorso ciclabile in via Coletti; 300 mila euro dai parcheggi comunali, 340 mila euro di contributi compensativi IMU. Si sono registrate anche maggiori spese, quelle principali sono: 10 mila euro per missioni di Destinazione Romagna, 15 mila euro per il ricorso in appello contro Eni, 30 mila euro per la gestione delle strade in occasione di manifestazioni ed eventi, 56 mila euro per la gestione del Teatro Galli nei mesi di novembre e dicembre, 150 mila euro per il Capodanno (un evento imprevisto?), 170 mila euro di Irap, 513 mila euro di canone per le strade. Dagli investimenti alla parte corrente sono stati spostati 366 mila euro che costituiscono la spesa per gli eventi inaugurai del Teatro Galli.

Riguardo alle spese in conto capitale, la relazione segnala quali variazioni più rilevanti: l’anticipo degli incarichi di progettazione relativi agli interventi finanziati con il Fondo di Coesione Sociale; il restauro della Tribuna storica dello stadio R. Neri Art Bonus; il contributo ministeriale per acquisto materiale rotabile per TRC. Negli investimenti, fra le maggiori spese si notano: 60 mila euro per incarichi di progettazione del Parco del Mare,

239 mila euro per la manutenzione di edifici comunali, 47 mila euro per l’acquisto di software.

Vediamo ora alcuni elementi di dettaglio di tagli alla spesa corrente: 130 mila euro nella polizia locale, 10 mila euro nel diritto allo studio, 90 mila euro nello sport, 25 mila euro nella tutela ambientale, 51 mila nel servizio idrico integrato.

Un capitolo delicato è quello dei servizi sociali. È vero che in bilancio entra 1 milione 170 di fondi regionali per il reddito di solidarietà alle famiglie indigenti, ma ci sono anche tagli alle altre voci di spesa: 65 mila euro per i minori e gli asili nido, 150 mila euro per la disabilità, 97 mila euro per gli anziani.