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Elezioni in Provincia, prove tecniche di ribaltone generale

Martedì, 30 Ottobre 2018

Eh sì, esiste ancora la Provincia. Nessuno ormai se ne cura più, ma se con le elezioni di domani, dovesse accadere il clamoroso ribaltone, temuto a sinistra e auspicato a destra, se ne tornerà a parlare alla grande. Non solo per l’evidente significato politico e cioè che la frana del Pd e del centrosinistra è tale da coinvolgere anche istituzioni finora ritenute un feudo pressoché sicuro. Le conseguenze maggiori si vedranno dopo, negli atti concreti. Pensiamo per esempio alla Fiera: fino ad ora ogni atto sull’importante azienda partecipata è passato tranquillamente anche in Provincia. Ma con una maggioranza diversa, il percorso si farà più accidentato e non si potrà non tenere conto dei desiderata della sede di Corso d’Augusto. Quindi in gioco nel voto del 31 ottobre c’è un valore molto importante dal punto di vista politico e amministrativo.

La Provincia non esisterebbe più, se fosse passato il referendum del 2016, ma avendo prevalso i no resta questo ente intermedio in gran parte svuotato di funzioni e di risorse, rispetto ai tempi in cui lo governavano Nando Fabbri e Stefano Vitali. A questo punto è chiaro che non basta più una gestione “da tempo libero”, quale quella esercitata dal presidente uscente Andrea Gnassi, occorre qualcuno che vi dedichi tempo ed energie.

A contendersi la poltrona di presidente sono per il centrosinistra il sindaco Pd di Gemmano Riziero Santi e, per un’alleanza che vede insieme movimenti civici e centrodestra, il sindaco di Coriano Mimma Spinelli. Per capire queste elezioni, bisogna conoscere il meccanismo elettorale. Non votano i cittadini, ma i sindaci e i consiglieri comunali, un corpo elettorale composto da appena 354 persone. Ed il loro è un voto ponderato, cioè pesa in rapporto alla consistenza demografica del Comune. Quindi, se un consigliere comunale di Rimini vale 1.060 voti, il suo collega di Talamello ne vale 50 e quello di Bellaria Igea Marina ne vale 329. Facendo i conti risulta che Santi può contare solo su un’ampia maggioranza relativa, non dispone sulla carta di una maggioranza assoluta. E ciò rende l’esito della battaglia molto aperto. L’obiettivo della sua avversaria Spinelli è di far convergere sul proprio nome tutti rappresentanti delle liste civiche alternative alla sinistra, tutti i consiglieri dei partiti di centrodestra ed anche i grillini che, avendo in mano la maggioranza del Comune di Cattolica, dispongono di un determinante gruzzolo di voti. D’altra parte la scelta della Spinelli come candidato alternativo alla sinistra risponde proprio alla logica di realizzare la massima convergenza tra chi vuole far suonare anche a Rimini le trombe del cambiamento. “Non è una battaglia in cui sono in gioco simboli e strategie di partito. – chiosa Carlo Rufo Spina, di Forza Italia e candidato nella lista Spinelli – Mimma è espressione di una lista civica e può esprimere al meglio le istanze dei civici e di chi vuole il cambiamento. Se vincerà, anche nella nostra Provincia avremo finalmente una situazione di normalità, cioè un sistema politco aperto all’alternanza”.

Perché suonino le trombe del cambiamento è necessario che tutti i sindaci e i consiglieri che non sono di Pd o centrosinistra votino compatti Mimma Spinelli. Se anche gli avversari saranno compatti, il sindaco di Coriano riuscirà vincitore per uno scarto di due-tremila voti ponderati. Tuttavia in queste elezioni ci sono molte incognite. In quanti andranno a votare? Pare che il Pd abbia trattenuto a Rimini alcuni consiglieri che altrimenti sarebbero partiti per il lungo ponte di Ognissanti. E se a sinistra hanno maggiore tradizione di compattezza e organizzazione, nella vasta e composita area non di sinistra potrebbe essere più difficile fare il pieno di elettori e quindi di voti. C’è anche l’incognita dei Cinque Stelle: il sindaco di Cattolica ha dichiarato ufficialmente che c’è libertà di voto, anche se ha precisato che non gli è piaciuto essere tirato per la giacchetta da Santi e dal segretario Pd, Giannini. A sinistra sono invece certi che ci sia un accordo con i pentastellati.

Se vincerà Spinelli queste elezioni provinciali passeranno alla storia come le prove tecniche di ribaltone generale, in vista delle amministrative di primavera in molti Comuni (piccoli e grandi come Santarcangelo) e per le regionale di novembre 2019.



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Rimini by @goffry_b, foto vincitrice del 18 maggio

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