Maggioli: sugli aeroporti la Regione batta un colpo

Martedì, 02 Ottobre 2018

La Regione deve farsi carico di un coordinamento fra tutti gli aeroporti dell’Emilia Romagna. L’invito arriva da Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna, che ne ha parlato in occasione della presentazione dell’indagine congiunturale sull’industria riminese nel primo semestre 2018.

Maggioli, anche se non lo dice esplicitamente, teme che non appena sarà nuovamente attivo anche l’aeroporto di Forlì possa crearsi una “guerra dei cieli” che andrebbe a discapito del territorio romagnolo. Il presidente di Confindustria Romagna non aveva visto di buon occhio la riapertura di Forlì, ora sembra aver cambiato opinione. Lui la mette così: “Mi ero detto contrario ad un nuovo aeroporto gestito dagli enti pubblici. Abbiamo visto l’esperienza di Rimini e penso non debba più ripetersi. A Forlì invece si è fatto avanti il fior fiore dell’imprenditoria romagnola, che rischia in proprio e che ha progetti ambiziosi. La presenza di tre aeroporti nel raggio di cento chilometri implica quindi una doverosa regia da parte della Regione”. Ma l’assessore Raffaele Donini ha già detto che la Regione si limita a sostenere i programmi di investimento di questo o quello scalo, non può intervenire a dire cosa un aeroporto deve fare. “Sì, questo è giusto, – risponde Maggioli - per regia io intendo indicazioni di massima, senza sacrificare nessuno e valorizzando tutti”. Maggioli ha salutato con favore la concessione trentennale ad Airiminum ed ha confermato la fiducia nei confronti del gestore dell’aeroporto di Rimini che ritiene una compagnia privata seriamente impegnata nell’offrire un servizio valido. In tre anni e mezzo si sono visti scarsi risultati… “Ciò che apprezzo di Airiminum – replica Maggioli – è l’approccio molto attento ai numeri di bilancio, la volontà di tenere sempre i conti in ordine. Questa è la premessa, la base di partenza per un programma di investimenti e di sviluppo che mi auguro possa presto decollare”.

Dopo il centro storico, deve rinascere il mare

Nel fare il punto sull’economia della città, Maggioli si è soffermato anche su cultura e turismo.

Da parte sua, un deciso apprezzamento per quanto è stato fatto per valorizzare il patrimonio storico e artistico della città: dalla ricostruzione del Galli che fra meno di un mese riaprirà finalmente le porte, alla ristrutturazione del Fulgor, fino alla riqualificazione di Piazza Malatesta e dell’area dell’invaso del Ponte di Tiberio. Ma se il centro storico si appresta a conquistare una nuova identità, lo stesso non si può ancora dire della zona mare, dove è pressante l’esigenza di una decisa riqualificazione. Anche le imprese private devono adeguarsi al cambiamento in atto. Le nostre strutture alberghiere non sono adeguate, devono essere più capienti e più qualificate, nel turismo, come negli altri settori economici, piccolo non è più bello.

Anche Maggioli è apparso preoccupato della lentezza con cui va avanti il Parco del Mare dove “tutto è molto complicato”. Resta comunque un obiettivo concreto in cui i privati devono credere ed investire.

L’emergenza formazione

Maggioli ha posto l’accento su un tema sempre più critico: l’impossibilità per molte aziende riminesi di trovare personale qualificato, molte posizioni restano aperte. Scuola e Università non riescono a stare dietro ai movimenti dell’economia. Le aziende del manifatturiero cercano ingegneri in ambito tecnico elettronico, meccatronici, periti, informatici e in generale personale qualificato. Gli Istituti tecnici presenti nel territorio (Rimini, Morciano, Novafeltria) non bastano a soddisfare la domanda. Occorrono più istituti tecnici nella provincia, così come va intensificato il rapporto fra scuola e impresa. L’alternanza scuola lavoro deve essere un percorso reale con un rapporto costante e diretto fra aziende, scuole e università. Così come occorre proseguire nell’impegno perché il Campus di Rimini si rafforzi con la presenza di docenti di ruolo e con la collaborazione con le imprese. La competitività di un territorio passa dalla presenza di una Università che funziona in stretto rapporto con il mondo produttivo.

Fondazione Romagna verso la costituzione

Entro l’anno si arriverà alla costituzione di Fondazione Romagna, l’organismo lanciato nel luglio scorso, contenitore aperto che raggruppi istituzioni, categorie, enti e aziende per lavorare insieme per lo sviluppo della Romagna e della nostra Regione. I contatti avviati in questo mesi con istituzioni, categorie, enti hanno dato esito positivo. Di Fondazione Romagna farà parte anche Confindustria di Forlì e Cesena. Maggioli ha tracciato anche l’identikit del presidente: sarà un romagnolo che ha dato buona prova di sé fuori dal territorio e che è ancora “tonico” per dare un contributo allo sviluppo della Romagna.

Dati positivi per l’economia che però rallenta

Tutti con il segno positivo i principali indicatori: produzione, fatture, ordini, export. Si avverte comunque un rallentamento rispetto al 2017. L’unica nota decisamente negativa viene dal fronte del credito: gli impieghi per le imprese sono diminuiti del 14,8 per cento.

Ecco il link per i dati dell'indagine.

Economia a Rimini: l'indagine congiunturiale del primo semestre 2018