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Aeroporti, Donini: chiederemo che Forlì torni ad essere di interesse nazionale

Venerdì, 04 Maggio 2018

La giunta regionale dell’Emilia Romagna ha salutato con favore, anzi con molto entusiasmo, la notizia che una cordata di imprenditori romagnoli si è candidata la rilevare la gestione dell’aeroporto di Forlì. Il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore Raffaele Donini hano annunciato che saranno al loro fianco per “definire il fabbisogno infrastrutturale collegato al piano di sviluppo, così come abbiamo fatto con Bologna, cantierando il People Mover e con Parma”. Non si ricordano analoghe entusiastiche dichiarazioni riguardo alla ripartenza dell’aeroporto di Rimini aggiudicato nel 2014 ad Airiminum.

“Nessuna differenza di trattamento. – assicura a buongiorno Rimini l’assessore Donini – Riguardo agli aeroporti noi non possiamo entrare nelle società e partecipare alla gestione. Siamo invece disponibili, e lo siamo per tutti i quattro aeroporti della regione, Bologna, Parma, Forlì e Rimini, a realizzare interventi di adeguamento infrastrutturale per sostenere lo sviluppo degli scali. A Bologna abbiamo partecipato alla realizzazione del Pepole Mover, il sistema di trasporto che collegherà velocemente la stazione ferroviaria con l’aeroporto. A Parma, che ha una naturale vocazione alla logistica, abbiamo sostenuto il loro progetto di sviluppo del traffico cargo con un investimento di dodici milioni per l’allungamento della pista, in modo che possano atterrare aerei di una certa dimensione. Riguardo a Rimini in questi anni mi sono più volte incontrato con l’amministratore Leonardo Corbucci. Siamo in attesa che presentino il loro piano industriale e insieme vedremo quali sono le necessità di Rimini. Si è già accennato ad un collegamento dell’aeroporto con la stazione ferroviaria e con il Trc e si è anche valutata la possibilità di un collegamento più veloce con l’A14. A Forlì, qualora la cordata che ha presentato la candidatura dovesse aggiudicarsi la gestione, valuteremo ciò di cui abbiamo bisogno. Per Forlì siamo pronti ad un impegno in più. Chiederemo che nel prossimo piano degli aeroporti, il Ridolfi torni ad essere inserito fra gli aeroporti di interesse nazionale. Nell’ultima classificazione ne era stato escluso, crediamo sia giusto che nel prossimo piano torni ad essere inserito”.

Ma c’è spazio in Romagna per due aeroporti a cinquanta chilometri uno dall’altro?

“Questo lo dirà il mercato, non possiamo essere noi a stabilirlo a tavolino. In Emilia Romagna può esistere un sistema integrato degli aeroporti, con Bologna che assolve al ruolo di hub nazionale e internazionale che viaggia verso i dieci milioni di passeggeri, solo se le varie società di gestione sapranno specializzare il loro scalo su vocazioni specifiche”.

E quali dovrebbero essere?

“Mi sembra che la vocazione naturale di Rimini possa essere quella turistica e fieristica. Fatto salvo che tutti fanno tutto, è importante che ci possa essere un buon livello di caratterizzazione. Ogni aeroporto, in modo autonomo, deve cogliere le potenzialità che sono offerte dal territorio e imboccare la propria strada. E la Regione è al fianco di ciascuno per le necessarie dotazioni infrastrutturali”.

Finanziamenti per sostenere le compagnie low cost?

“Sono pratiche vietate dalla legge e dalla normativa europea. Si configurerebbero come aiuti di Stato. Noi ci concentriamo sulle infrastrutture. Gli aeroporti presentino le loro proposte, insieme si discute e ciò che si può fare si farà”.



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Rimini by @lesina, foto vincitrice del 7 settembre

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