Parco del Mare: i dubbi di Renzi, le risposte (parziali) di Frisoni

Giovedì, 06 Settembre 2018

Rendering Miralles-Tagliabue Rendering Miralles-Tagliabue

Mentre il sindaco Andrea Gnassi è impegnato a diffondere con grande risonanza ogni iniziativa volta a recuperare lo “scippo” dei finanziamenti per Rimini Nord, da mesi è calata una sorta di “silenzio stampa” sul Parco del Mare, il progetto che più di ogni altro porta la firma completa dell’attuale amministrazione. Si tratta di un progetto ambizioso, che per essere realizzato necessita di una stretta collaborazione fra pubblico e privati, e forse questo aspetto è anche all’origine di ritardi e silenzi.

Silenzi rotti solo da qualche dichiarazione, non diretta sul tema, ma solo correlata, come quella recente del sindaco Andrea Gnassi sull’urgenza di definire la situazione delle spiagge. È noto, infatti, che senza certezze sulle concessioni (vedi direttiva Bolkestein), i bagnini sono molto recalcitranti a impegnarsi in investimenti consistenti, quali quelli richiesti dal progetto Parco del Mare.

Il silenzio è stato ora interrotto grazie a una interrogazione presentata da Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) all’ultimo consiglio comunale. Renzi ha messo in fila alcuni fatti che a suo dire indicano il rischio concreto che il progetto finisca per aria e siano persi anche i 2,8 milioni di fondi europei ottenuti attraverso la Regione. Il consigliere non ha nascosto di essere un fiero avversario del progetto, ma è ugualmente preoccupato che alla fine resti tutto come prima.

Primo fatto. A un anno dall’assegnazione allo studio Miralles – Tagliabue di Barcellona del compito di scrivere le linee guida alle quali devono attenersi pubblico e privato nel realizzare i rispettivi interventi, ancora non si è visto nulla, anche se in conferenza stampa, nel novembre 2017, era stato detto che sarebbero state pronte nei primi mesi del 2017.

Secondo fatto: non si sa nulla della progettazione esecutiva dei primi due tratti di Parco del mare che dovrebbero partire, l’area di Marina Centro e il Lungomare Spadazzi a Miramare. Visto che i lavori devono essere ultimati entro il 2019, altrimenti si perdono i finanziamenti, il rischio è appunto che quei soldi volino via.

Terzo punto. Che ne è delle negoziazioni con i privati che avevano presentato le manifestazioni di interesse (155 in tutto, 128 delle quali ritenute strategiche e concordanti con la filosofia del progetto). In effetti, il tam tam ricorrente è che nessun privato abbia siglato accordi a Marina Centro, e solo quattro o cinque a Miramare.

In consiglio comunale l’assessore Roberta Frisoni ha risposto sui primi due punti. Le linee guida dello studio Miralles-Tagliabue dovrebbero arrivare a breve. Loro hanno presentato alcuni documenti nel maggio scorso e sono stati pubblicati anche alcuni rendering sul sito del Comune. Lo slittamento della consegna definitiva dei lavori è dovuto al fatto che gli uffici comunali hanno chiesto delle modifiche che ora il team di progettazione sta recependo. “Non sono in grado di dire esattamente quando arriverà il lavoro. – spiega a BuongiornoRimini l’assessore Frisoni – C’è stata una normale interlocuzione fra incaricato e committente per meglio definire alcune dettagli. Sono stati coinvolti tutti gli uffici comunali e ciascuno ha presentato osservazioni. Ad esempio, uno dei punti riguarda le piantumazioni previste nel Parco”.

In consiglio l’assessore ha detto che a primavera comunque apriranno i cantieri. “Confermo – spiega Frisoni – che fra qualche settimana lo studio che si è aggiudicato la progettazione presenterà in Comune gli esecutivi riguardo ai primi due tratti. Quindi a primavera certamente partiranno i cantieri”.

Riguardo alle negoziazioni dei privati (sulle quali in consiglio non aveva risposto) l’assessore smentisce la voce che a Marina Centro non ci sia nessuno disponibile, sostiene che sono stati raggiunti accordi per entrambi i tratti ma che non è in grado di precisarne il numero. In ogni caso i progetti arriveranno in consiglio comunale e lì sarà possibile esaminarli.

Restano alcuni punti da chiarire. Come è possibile che in primavera possano partire i cantieri se ancora non è stata definita la questione dei rapporti con i privati. Infatti ogni collaborazione ex art. 18 della legge urbanistica regionale deve passare in consiglio comunale, ha la stessa procedura di una variante urbanistica, quindi tempi che sono tutt’altro che brevi. “Si procederà – sostiene Frisoni – per step successivi. Intanto parte il pubblico a fare delle cose, poi quando sono definiti i rapporti con i privati, entreranno in scena loro. Non è necessario che tutto debba essere realizzato in modo contestuale”.

Se i cantieri apriranno in primavera, è realistico o utopistico pensare che a fine anno siano tutto terminati? Perché non si perdano i finanziamenti di 2,8 milioni è necessario aver avviato il cantiere e documentare che i lavori procedono od occorre invece che sia terminato? “Ogni linea di finanziamento – risponde Frisoni – segue regole diverse. Su questa dovrei guardare i documenti per verificare. Quello che posso dire con certezza è invece che gli uffici comunali hanno steso un cronogramma per fare in modo che i lavori procedano e finanziamenti non siano persi. Su questo si può stare tranquilli”.

Per la sua interrogazione, il consigliere Gioenzo Renzi ha chiesto la risposta scritta che dovrà essere fornita entro cinque giorni.