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La sfida del turismo estero: come si fa senza aeroporto?

Lunedì, 30 Luglio 2018

Spingono il tasto sull’internazionalizzazione dei mercati turistici il sindaco Andrea Gnassi e l’assessore regionale Andrea Corsini, all’ombra del giardino del Grand Hotel, in occasione del 175 anniversario dell’apertura (30 luglio 1843) del primo stabilimento dei bagni. Rimini ha raggiunto nel 2017 il 30 per cento sul totale di presenze estere, nei primi cinque mesi dell’anno gli stranieri sono cresciuti del 9 per cento.

Ma ci può essere conquista dei mercati internazionali senza un aeroporto che funziona e che cresce? A cento chilometri di distanza, il caso del Guglielmo Marconi dimostra senza ombra di dubbio che l’aumento di traffico in aeroporto si è tradotto in crescita delle presenze turistiche con percentuali a due cifre. Con il caso clamoroso dei primi cinque mesi dell’anno in cui Bologna ha avuto più presenze di Rimini.

Alla domanda di BuongiornoRimini non si sottrae l’assessore Corsini: “E’ indubbio che per fare crescere il turismo una rete di infrastrutture sia necessaria. E l’aeroporto è una di queste. Ai gestori del Fellini abbiamo sempre detto che noi siamo disponibili a collaborare nei limiti delle norme. Se la Riviera fa questi numeri, pensiamo a quali risultati può raggiungere con un aeroporto dove gli aerei partono e arrivano. Purtroppo a Rimini non ci sono ancora grandi numeri”. In effetti, sarà un successo se a fine anno si confermeranno i 300 mila passeggeri del 2017. “Mi auguro – aggiunge Corsini - che la società di gestione assuma le strategie che consentano al Fellini di decollare. Noi l’abbiamo detto per Parma e lo ribadiamo per Rimini: siamo disponibili con i nostri sforzi a sostenere un piano industriale. Purché ci sia. Purtroppo ancora non c’è. Mi auguro che presto si passi dalle parole ai fatti”.

Per quanto misurate e diplomatiche, le parole di Corsini fanno capire che anche nei vertici istituzionali si guarda con apprensione ad un aeroporto che a quattro anni dalla riapertura non dà segni di vitalità. Anche il sindaco Gnassi, pur mantenendosi più prudente per evidenti ragioni (processo Aeradria non ancora definito), fa capire di condividere le osservazioni di Corsini e aggiunge che nel piano strategico della Romagna, che si sta discutendo con gli altri capoluoghi, le infrastrutture, e quindi l’aeroporto, sono un tema fondamentale.

In attesa di novità, si cerca di lavorare su ciò che si ha. La conferenza di oggi ha come spunto la corposa rassegna stampa estera che nell’ultimo anno (estate 2017-estate 2018) gli uffici stampa di Comune e Apt sono riusciti a realizzare. Si tratta per lo più di testate online (anche di quotidiani prestigiosi) che avrebbero prodotto circa 200 milioni di visualizzazioni. Il sindaco Gnassi sottolinea che è la nuova Rimini, quella del parco del mare che verrà e dei motori culturali (Fulgor, Galli, Museo Fellini), ad essere raccontata. Non ci fosse stato il lavoro degli ultimi anni, Rimini sarebbe rimasta la stereotipata Teuntonengrill. A 175 anni dal primo stabilimento, che ha inventato l’industria turistica balneare non solo a Rimini e i Romagna ma in tutta Italia, la città è in grado di rilanciare la propria immagine e scommettere sul proprio futuro. Nel 2020 si farà – annuncia Gassi - un grande lancio mondiale sul primo tratto di parco del mare e, soprattutto, sull’apertura del Museo Fellini, che dovrà essere il traino di nuovi flussi turistici internazionali. Il sindaco azzarda anche delle previsioni e parla di 300/400 mila presenze motivate dal mito del regista riminese.

L’assessore Corsini, da parte sua ha identificato il punto di svolta in Expo 2015 quando, con il progetto turistica della Via Emilia (e le relative Motor Valleye e Food Valley) sono state promosse e vendute come prodotto turistico appetibile dai mercati internazionali la tradizione eno-gastrononica della Regione e la presenza di famosi brand del mondo dei motori. Corsini ha snocciolato anche alcuni numeri relativi all’attività quotidiana di Apt: in tre anni sono stati effettuati n414 educational tour, con 860 giornalisti e 588 articoli pubblicati. In autunno partirà una campagna promozionale per “sfruttare” il riconoscimento ottenuto da Lonely Planet come best destination del 2018. Dopo l’estate sarà portata in assemblea anche un progetto di legge sul distretto turistico della costa con finanziamenti per i Comuni virtuosi che intervengono in modo strutturale sul prodotto turistico. La Regione darà inoltre vita a due business unit per presentare in modo integrato sui mercati l’offerta per il turismo congressuale e per quello sportivo.

E l’attuale stagione? Corsini anticipa solo un dato relativo ai primi sei mesi: + 4 per cento di presenze. Per il panorama completo ci sarà da aspettare qualche giorno. E sulle impressioni di meno gente in giugno e luglio, il sindaco Gnassi invita a fare i conti definitivi a fine stagione.



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Rimini by @lesina, foto vincitrice del 7 settembre

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