Scrivi qui la tua mail
e premi Invio per ricevere gratuitamente ogni mattina la nostra rassegna stampa

Parco del Mare: si progettano i parcheggi aspettando Tagliabue

Mercoledì, 02 Maggio 2018

Il Parco del Mare procede a spizzichi e bocconi. L’ultimo atto dell’amministrazione comunale è l’affidamento di due incarichi professionali connessi alla realizzazione dei parcheggi interrati nei primi due tratti di lungomare (dal piazzale Fellini a piazzale Kenned, lungomare Spadazzi a Miramare), quelli dove il Comune è impegnato a realizzare l’Infrastruttura verde urbana per il Parco del mare, ovvero tutti gli interventi pubblici necessari a completamento dell’intervento che faranno i privati.

Dalla determina si apprende che saranno realizzati due parcheggi interrati, uno di 430 posti auto (tratto Fellini-Kennedy) e uno di 93 posti auto sotto il lungomare Spadazzi.

Come si è arrivati alla decisione e alla individuazione dei posti auto? La determina richiama lo studio “Analisi e strategie per il sistema della sosta del Parco del Mare”, presentato dalla società Mobilityinchain srl di Milano, specializzata appunto nello studio e nella proposta di piani della mobilità e del traffico. La società milanese aveva ricevuto l’incarico di studiare la mobilità connessa al Parco del Mare nell’ottobre scorso, con un impegno di spesa da parte del Comune di circa 26 mila euro. La società doveva fornire risposte a tre grandi questioni: lo spostamento del traffico dal Lungomare su Viale delle Regine, Asse Mediano e SS-16; il sistema della sosta in parcheggi interrati sotto il sedime del Lungomare; il sistema della sosta a ridosso del tracciato ferroviario/Trc. Per quanto riguarda i parcheggi interrati le proposte doveva spingersi fino ad immaginare anche la politica tariffaria.

Gli incarichi professionali affidati nei giorni scorsi sono per un ingegnere, Loris Rinaldi, finalizzato alla redazione del progetto delle strutture, e per un geologo, Fabio Vannoni, per le necessarie indagini geologiche e idrogeologiche. Per l’ingegner Rinaldi è previsto un compenso di 24 mila euro e per il geologo Vannoni di 34 mila euro. Le opere pubbliche che vanno sotto il titolo “Infrastruttura verde urbana per il Parco del mare” devono essere completate entro il 2019, pena la perdita del contributo di 2,85 milioni di fondi europei ottenuti tramite la Regione.

L’altro tassello che deve comporsi è quello delle proposte dei privati che hanno accettato di essere della partita. I loro interventi (così come quelli del Comune) dovranno attenersi alle linee guida che sono in corso di elaborazione dallo studio Miralles Tagliabue in collaborazione con altri studi. I una recente intervista al Sole 24 Ore l’architetto Tagliabue ha parlato di tempi lunghi per la redazione del Masterplan. Tempi lunghi che mal si concilierebbero con l’esigenza di rispettare le scadenze. Ora si apprende che in data 10 maggio l’architetto dovrebbe essere a Rimini per consegnare i primi elaborati. Si spera per quella di data di poter vedere qualcosa che non siano i generici rendering finora circolati.

Intanto l’amministrazione ha fatto sapere che sono cominciati i lavori di copertura della vasca di laminazione di piazzale Kennedy, sopra il quale sarà realizzato un belvedere che costituirà parte integrante del futuro Parco del Mare. Nello stesso tempo il titolare del bagno 28a ha cominciato il rifacimento del proprio stabilimento balneare “distrutto” dal cantiere di Hera. Il finanziamento avuto per i danni subiti lo aiuterà nel dare un volto nuovo al proprio stabilimento, progettato secondo le linee del piano dell’arenile. Quindi è un anticipo del Parco del Mare – secondo le dichiarazioni dell’assessore Frisoni - solo per modo di dire. Anche perché, da quel che risulta, solo cinque bagnini e due risto-bar hanno finora aderito, e sono tutti nella zona del lungomare Spadazzi. Tutti gli altri sono nella posizione dell’attesa: aspettare di vedere che esito avrà la vicenda delle concessioni.



Le vostre foto

Rimini by @goffry_b, foto vincitrice del 18 maggio

#bgRimini

Le nostre città con gli occhi di chi le vive. Voi scattate e taggate, noi pubblichiamo. Tutto alla maniera di Instagram