
IN PRIMA LA PICCOLA DAYANA E LA BEATIFICAZIONE DI DON GIUSSANI, MAGGIOLI E LA SPIAGGIA DI GNASSI. IN CULTURA LE MOSTRE A RAVENNA, FORLI’ E RIMINIApertura dei quotidiani su Dayana e il ritrovamento del piccolo corpo all’interno della Concordia. Il turismo legato alle incognite sulla prossima stagione tiene banco sui giornali. Di spalla nella stessa pagina il candidato favorito a diventare segretario provinciale, Miserocchi, che lancia l’incontro di stasera al teatro Novelli con Lupi e Letta: “E’ tempo di tornare a esercitare il proprio servizio per il bene comune con azione decise anche bipartisan”. E sulle tessere del Pdl afferma: “Mi dispiace, ma nessuno riuscirà a trascinarmi in una polemica tutta interna al partito: non mi interessa”. Ma è ancora Renzi sul Corriere a pagina 11 ad aprire la quesitone: “Per ora è solo un campione, ma il dieci per cento delle tessere Pdl risulterebbe irregolare. La denuncia di Gioenzo Renzi colloca un enorme punto interrogativo sul congresso di domenica. La vigilia, in ogni caso, è ad alta tensione”. Sul Nuovo quotidiano ancora tassa di soggiorno e Imu, il Pd ha fatto il punto con i propri amministratori costieri. Nel pezzo a firma di Brahim Maarad: “La crisi è uguale per tutti, le soluzioni però possono essere diverse. Il rischio è che a differenziarsi, applicando la tassa di soggiorno, sia solo Rimini. Un risultato che pochi si augurano (i riminesi per primi) ma che nessuno esclude. Al momento Riccione, Cattolica e Misano sembrano avere trovato le cure necessarie nell’Imu. Cosa che Bellaria ha già deciso e che domani convaliderà in consiglio comunale con l’approvazione del bilancio. La discussione sul balzello turistico resta comunque aperta, anche se la sua eventuale applicazione a questo punto slitta a settembre. E’ quanto ha lasciato intendere anche il sindaco Andrea Gnassi martedì sera durante l’assemblea provinciale del Pd alla quale hanno partecipato diversi esperti regionali e buona parte degli amministratori locali”. A pagina 17 su La voce, Maggioli : “E’ scritto nero su bianco nell’avviso di fine indagini firmato dal procuratore della Repubblica di Forlì, Sergio Sottani e dai sostituti Fabio Di Vizio e Marco Forte che hanno fatto recapitare la loro richiesta di rinvio a giudizio per una serie di reati finanziari nell’ambito dell’inchiesta sul Credito di Romagna ai 18 indagati, tra cui lo stesso Maggioli. Che, come ricorda il Corsera, è presidente della Camera di commercio di Rimini dal 1994. Dunque, non uno qualunque. “E’ una cosa vecchia, un condono del 2009 ed è un atto pubblico, una coda di quanto emerso in quell’inchiesta sul Credito di Romagna”, commenta l’80enne editore originario di Santarcangelo. “Nel 2009 grazie allo scudo fiscale come tanti altri ho riportato in Italia quei soldi, non c’è niente da nascondere, ho fatto come altri che avevano qualcosa da farsi perdonare. Ora quei soldi sono al loro posto”. Sulla cultura è il Corriere romagna a intervistare Marco Missiroli sull’uscita del nuovo libro. A pagina 26 sempre il Corriere fa il punto sulle mostre allestite a Ravenna, Forlì e Rimini. |



