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    Cittadino Vasco ; Spiagge ; Suicidio assistito

    30 luglio 2026 – buongiorno:Rimini

    Cittadino Vasco
    Vasco Rossi è ufficialmente cittadino onorario di Rimini. Il Consiglio comunale ha approvato la proposta dell’ex vicesindaca Gloria Lisi con 18 voti favorevoli, 5 contrari e un’astensione, al termine di una seduta segnata da forti tensioni. Contrarie Lega e Lista 3V, mentre Fratelli d’Italia non ha partecipato al voto. Malumori anche nella maggioranza, che ha criticato il metodo scelto da Lisi pur votando a favore. Decisivo il legame storico del rocker con la città, dove ha inaugurato il Live 2026 (ilCarlino, Corriere).

    Variante spiaggia, le novità
    Rimini si prepara a cambiare volto sul mare. La variante al piano spiaggia, oggi al voto in Consiglio comunale, apre alla realizzazione di piscine in tutti gli stabilimenti balneari, con dimensioni variabili, e di terrazze panoramiche anche nei ristoranti degli stabilimenti più piccoli. Previsti anche balli all’aperto nei maxi stabilimenti e un ristorante nell’ex Delfinario, accanto all’ospedale delle tartarughe e al centro per gli sport nautici. Obiettivo del Comune: riqualificazione e destagionalizzazione del litorale (ilCarlino, Corriere, BuongiornoRimini).

    Autovelox: a Rimini “tutti autorizzati”
    Gli autovelox di Rimini sono regolarmente censiti e autorizzati. Lo ha chiarito l’assessore alla Polizia locale Juri Magrini rispondendo all’interrogazione del consigliere Matteo Angelini (3V). In città sono attive quattro postazioni fisse in via Tolemaide, via Euterpe, viale Settembrini e via Melucci, tutte con dispositivi ‘Aguia Red & Speed’ autorizzati dalla Prefettura. Dal 2025 i ricorsi sono stati 226 su 58.516 multe elettroniche, pari allo 0,38%. Magrini. “Non vengono installati per fare cassa, ma per tutelare l’incolumità” (ilCarlino, Corriere).

    A scuola d’estate
    Conciliare famiglia e lavoro è sempre più complicato. Difficoltà che si acutizza in estate, quando la scuola non c’è. Per offrire supporto alle famiglie in tal senso, la Regione Emilia Romagna lancia il progetto ‘Scuole aperte 2026’: sperimentare l’apertura di spazi scolastici alla primaria da fine agosto all’inizio delle lezioni, per attività ludico ricreative. Progetto che partirà anche nel Comune di Rimini, con 340 posti disponibili. Ma non mancano le critiche, soprattutto da parte degli operatori del turismo: “A rischio un mese di lavoro” (ilPonte).

    Grand Hotel sotto sequestro: “un complotto”
    Gianni Andreatta, patron del Grand Hotel di Riccione, dopo il sequestro preventivo disposto dalla Procura che lo indaga, con altre cinque persone, per bancarotta fraudolenta, ha trascorso ore davanti all’albergo simbolo della città. Parla di un “complotto” iniziato nel 2022. Intanto resta fissata al 23 settembre l’asta per la vendita della struttura, con base di 24,864 milioni di euro, mentre la difesa contesta il sequestro e sostiene che l’hotel non sia pericolante (ilCarlino, Corriere). Il presidente di Federalberghi Claudio Montanari invita a guardare oltre la vicenda giudiziaria: “Dal destino del Grand hotel dipende una parte del rilancio turistico e identitario della città” (ilCarlino).

    Santarcangelo, Mutoid fino al 2027
    I Mutoid potranno restare nel loro parco almeno fino al marzo 2027, quando il Tar entrerà nel merito della causa sulla sanatoria approvata dal Comune per salvare Mutonia. Il ricorso è stato presentato da Giorgio Ricci, vicino di casa degli artisti, che contesta la legittimità dell’atto dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 2025 sulla demolizione delle strutture abusive. Comune e Regione difenderanno il provvedimento, sostenendo l’interesse pubblico del parco (ilCarlino).

    Suicidio assistito
    L’Emilia Romagna ha approvato una norma che disciplina le procedure per il suicidio medicalmente assistito, riaccendendo il dibattito sul fine vita. I Vescovi della regione contestano la scelta. “Il valore della vita umana si impone da sé”, chiedendo che le cure palliative siano “una pre-condizione” e non una semplice informazione al paziente. Con il rischio che l’autodeterminazione diventi l’unico criterio e la relazione passi in secondo piano, trasformando “la sofferenza in un fatto esclusivamente privato, mentre il dolore chiede sempre una comunità” (ilPonte).