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    Meeting per la pace ; Piscine sì, piscine no ; Storie di pronto soccorso

    21 agosto 2024 – buongiorno:Rimini

    Meeting per la pace
    Apertura del Meeting ieri con il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini. “Quello che accade a Gaza è qualcosa di mai visto prima, ha un impatto su dei sentimenti che già c’erano, ma ora sono diventati linguaggio comune. C’è questa incapacità di riconoscere l’uno l’esistenza dell’altro e questo rifiutarsi è diventato qualcosa che si respira quotidianamente. E’ qualcosa di drammatico. La guerra finirà, ma per ricostruire dall’odio e dalla sfiducia ci vorrà una fatica immane”. E ha aggiunto, “abbiamo bisogno di relazionarci e questo accettando l’altro per quello che è. L’impressione è che siamo tornati a essere un pò isole, ma bisogna alzare la sguardo, e capire che non siamo isole”. (Sul sito del Meeting, il link rivedere l’incontro)

    Piscine sì, piscine no
    L’assessore al Turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini, rispondendo ad agenzie e giornali, ripete che le piscine “non possono essere certamente sostitutive del mare” e non serve tornare alla vecchia contrapposizione degli anni Novanta, anche perché le piscine esistono già anche in stabilimenti balneari della Romagna ed “è possibile realizzarle anche adesso, non è che abbiamo bisogno di fare chissà quali modifiche normative di carattere nazionale o regionale”. Ma, aggiunge, “le piscine vanno fatte a determinate condizioni, non in tutti gli stabilimenti ma solamente in alcuni contesti”. (Corriere) Ancora più dettagliata la risposta al Carlino: “Io trovo intelligente prevedere una proporzione tra la dimensione delle piscine, entro certi limiti, 300 metri quadrati ad esempio, e la dimensione degli stabilimenti. E non più di una piscina ogni 300 metri lineari di spiaggia”. In sintesi, conclude Corsini, “Io propongo di condividere con le varie Soprintendenze una cornice di regole a cui i Comuni, con i loro piani dell’arenile, si devono poi attenere”. (ilCarlino)

    Sulla spiaggia o sul ‘lungomare’
    Il Carlino intervista Maurizio Bronzetti, gestore di diversi hotel e locali sulla riviera. “Ho preso in gestione il Tortuga nel 1991, nei primi anni delle mucillagini. Avremmo dovuto farle già allora”. In merito al dibattito in corso e soprattutto alle obiezioni di chi è contrario alle piscine per il carico di cemento che porterebbero sulla spiaggia risponde parlando di strutture semplici e a basso impatto e, aggiunge, “le piscine andrebbero fatte anche, soprattutto nel Parco del mare. Con 7 o 8 grandi piscine tra il porto e Miramare, magari collegate tra loro e riscaldate in inverno, Rimini attirerebbe molti più turisti durante tutto l’anno”. (ilCarlino)

    Il dramma delle concessioni
    L’assessore Corsini, a margine del tema piscine, dedica una battuta anche alle concessioni balneari. “Il Governo ha annunciato che tra fine agosto e i primi di settembre varerà la riforma, io ci credo poco, però visto che siamo in una situazione disperata voglio sperare che ci possa essere una riforma nazionale che ci consenta di accompagnare questo passaggio in maniera equilibrata e tranquilla e soprattutto di dare le garanzie che gli operatori chiedono da anni”. (Corriere)

    L’impresa turismo
    Tra i vari interventi sul turismo, il Carlino ospita un commento di Marco baroni, CEO di Titanka. Baroni parla di una “massa di strutture uscite dal mercato almeno un decennio fa” e incapaci di comunicare attraverso le nuove tecnologie. Ma soprattutto, conclude, a fronte di una città che si è rinnovata sia nel centro storico che sul lungomare, non si può dare la colpa della crisi del turismo alla destinazione. “La responsabilità è dei singoli, nel modo in cui decidono o non decidono di affrontare il contesto”. (ilCarlino)

    Storie di pronto soccorso
    L’arrivo al pronto soccorso del giovane di 26 anni, molto dolorante all’inguine per un peso sollevato al lavoro, avviene alle 22, l’accettazione con codice verde alle 22 e 15, il prelievo di sangue alle 2 e 26; alle 4 e 33 la visita medica. A questo punto l’ipotesi diagnostica cambia. “L’ecografia svolta alle 4.56 ha infatti rivelato una situazione estremamente grave, che ha portato quindi ad un’operazione chirurgica d’urgenza, conclusasi mio malgrado in maniera nefasta e incredibile”, racconta il ragazzo. Il legale della famiglia sporgerà querela. (ilCarlino, Corriere)