
INDISCREZIONI DAL PIANO STRATEGICO E QUALCHE DOMANDA“Non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò/ora.” Poche parole, queste, prese a prestito da Jovanotti, che ben esprimono la situazione in cui si trova oggi il Piano Strategico della città di Rimini. Proviamo a fare il punto della situazione e a vedere se possa essere ancora un argomento centrale nel dibattito cittadino e a quali condizioni. La famosa agenzia, quella che dovrebbe promuovere, garantire e verificare l’attuazione del piano, è in dirittura d’arrivo. E’ da più di un anno che il comitato promotore e Maurizio Ermeti, presidente del forum della società civile e timoniere designato, preparano il varo della nave. L’ultimo ostacolo, un cavillo burocratico del Comune di Rimini, sembra essere stato risolto. La nave sarebbe dunque quasi pronta a salpare. A seguirla, per coprirgli le spalle da un lato, per incalzarla dall’altro, la scialuppa del Forum delle associazioni della società civile che ormai da 5 anni lavora al Piano e che inizia a mostrare segni di sofferenza per il lungo lavoro e per il timore che la nave madre prenda una rotta tutta sua (ricordiamo che era il 2 luglio 2007 quando venne presentata ufficialmente l’operazione “Rimini Venture” con l’obbiettivo di ridisegnare la Rimini del 2027; quindi bisogna far presto, altrimenti tra non molto sarà già ora da riscriverlo). Oltretutto, se veramente Maurizio Ermeti sarà il timoniere dell’agenzia, la scialuppa avrà bisogno di un capitano. Sono vari i nomi che girano, ma nessuno sembra avere il coraggio di mettersi ‘per l’alto mare aperto’. Tra l’altro Piero Leoni, che in questi anni ha ‘sorvegliato’ da dirigente comunale il processo del piano, è appena andato a pensione e c’è chi pensa che possa essere proprio lui a seguire Ermeti, mano nella mano, verso il 2027. La coppia ha mostrato in questi anni di essere abbastanza affiatata, per amore o convenienza questo non è dato saperlo. L’ultimo cambiamento da registrare è nella figura di colui che da piazza Cavour sorveglierà il mare in tempesta della pianificazione strategica: andato via Leoni sembra che il sindaco Gnassi (memorabile l’ultima sua partecipazione al piano, arrivato per ascoltare ha fatto 40 minuti di prolusione sulla città, sulla sua crisi, sulle risorse che non ci sono e soprattutto senza ascoltare nessuno) abbia deciso di assegnare la delega al dirigente all’urbanistica Alberto Fattori. Leoni in qualche modo si era fatto accettare dal forum delle associazioni, bisognerà vedere che clima si instaurerà tra Fattori e la ruspante assemblea della società civile. E qui, passando ai contenuti, il processo langue. Passata la sbornia per l’approvazione del documento (http://www.riminiventure.it/documenti/-piano_strategico/) in un consiglio comunale assai partecipato del 13 maggio 2011, e avviata il 25 di maggio la seconda fase, quella dell’attuazione attraverso gruppi di lavoro e laboratori (http://www.riminiventure.it/editoriale/pagina29.html), ora sarebbe il momento di passare dalle idee ai progetti da attuare.
Infine i partiti, che forse ora hanno altri problemi, ma anche loro sembrano aver deciso di lasciar stare, già presentendo che tutto finirà con un nulla di fatto. Ma la questione radicale è capire se, in questo momento di crisi profonda dell’economia, il piano strategico sia ancora lo strumento più adeguato per affrontarla. Da un certo punto di vista si può osservare che il metodo concertativo portanto avanti dal Piano ha in qualche modo anticipato quello avviato con il governo Monti o, meglio, con la collaborazione tra i maggiori partiti in Parlamento, ma occorre anche verificare se coloro che ne sono stati protagonisti fin qui (singoli e non solo) siano, loro per primi, capaci di leggere la nuova realtà e adeguare analisi, proposte e metodi alle nuove esigenze della realtà odierna. |

