
IL BILANCIO, IL SINDACO E I SASSOLINI NELLE SCARPE: “USCIRE DALLA LOGICA DEGLI INTERESSI PRIVATI”A bilancio approvato. “In tutta questa storia – dice il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi – non si è tenuto nella giusta considerazione, tranne in alcuni casi, il dato di partenza: i 23 milioni di tagli da cui è partita la costruzione del bilancio. Magari con l’intento di strizzare l’occhio a questa o a quella componente sociale”. Obiettivo del sindaco sono i banchi dell’opposizione. “C’è chi si preoccupa solo dei nidi privati o chi invece si preoccupa di più di posti pubblici che di posti nido. Oppure chi attacca per un’imu troppo alta e fa parte dello stesso partito che a 5 chilometri da qui mette l’imu sulla prima casa al 0,6 per cento e l’aliquota del 1,06 su tutto il resto. Oppure ancora chi è convinto che la soluzione di tutti i problemi sia nell’accantonamento del Trc. Un ping pong tra chi chiede meno tasse, senza dire però come tagliare i servizi e chi chiede più spesa, senza però dire come reperire le risorse”. Messe in fila una dietro l’altra tutte le pietre dello scandalo. “Secondo me abbiamo perso un’occasione per dare una spinta alla centralità che possono avere le comunità locali nell’uscita dalla crisi. I Comuni che fino a pochi anni fa erano il primo elemento di coesione oggi rischiano di essere insufficienti per quanto riguarda il sostegno ai più bisognosi e addirittura nocivi per le piccole e medie aziende visto che per il patto (stupido) (di stabilità, ndr) non sono in grado di pagare. Questo è il fatto che più ci deve far preoccupare della fase in cui ci troviamo adesso e non tanto, o non solo, se questo o quel centro d’interesse è tutelato dal bilancio 2012”.
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