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VITALI E GNASSI: NOI STIAMO CON BERSANI. RENZI? NON CONFONDIANO RINNOVAMENTO CON GIOVANILISMOAnche Andrea Gnassi esce allo scoperto. Il giorno dopo lo ‘show’ del ‘rottamatore’ Matteo Renzi in piazza Cavour, il sindaco di Rimini è cofirmatario, assieme al presidente della Provincia, Stefano Vitali, (ma di lui si sapeva già), di una lettera di sostegno al programma di Pierluigi Bersani, candidato alle primarie del Pd in vista delle politiche. Del suo avversario più temuto, Matteo Renzi, in fondo alla lettera, scrivono (senza risparmiarsi): “Non possiamo confondere il rinnovamento con il giovanilismo ‘alla moda’, magari ricco di gadget ma vecchio nella protezione dei potentati, rendite e incrostazioni e che intende il cambiamento solo come salto di carriera e non come necessario cambio di passo di un Paese esausto”. I due attaccano con alcuni distinguo. Non siamo “stolidi yes man” né “endorsement maliziosi o interessati”, fanno capire subito i due. Poi i contenuti del sostegno. Punto primo: c’è bisogno di un po’ di pace in un Pd dove regna una “conflittualità” “dovuta all’istinto di auto conservazione della classe dirigente”. “L’unico che spicca per pacatezza di toni e sobrietà di atti e parole sei tu, nei panni mediaticamente scomodi di chi ha una grande responsabilità e dunque non può permettersi ‘fuori giri’. In questo vediamo il miglior Bersani, la persona cioè che ha costruito un’idea di leadership sulla base di una forte e radicata esperienza amministrativa, sul territorio, tra la gente, mettendo assieme politica e amministrazione quotidiana. Lo stesso Bersani che, poi, da Ministro è stato l’ultimo (il solo) a attuare un vero programma di liberalizzazioni con incidenza diretta sulla vita di famiglie e imprese non fermandosi al racconto del cambiamento e dell’innovazione ma rimuovendo concretamente rendite di posizione a favore del merito, dell’innovazione e della capacità d’impresa”. Punto secondo: “il senso vero della parola federalismo”, la liberalizzazione nessuno ha finora fatto. “Si può (si deve) fare politica bene, senza consegnarsi mani e piedi a potentati e lobby”. “Non comprendiamo e non condividiamo le ipotesi di una proroga della ‘sospensione della politica’ chieste a gran voce, non a caso, da quei ‘poteri forti’”. “Per questo le tue parole e la tua storia personale di uomo libero e slegato di quei poteri, che non esitano a utilizzare ogni mezzo e persona per fare valere le proprie intollerabili prerogative, valgono molto di più di una strategia di marketing (si riferiscono ancora a Renzi, nrd?). Solo recuperando il senso vero di parole come ‘federalismo’ e cooperazione tra i diversi livelli istituzionali e della società civile ugualmente coinvolti e responsabili nelle sorti del Paese, riusciremo a ridare dignità a ciò che la demagogia non riconosce più”.
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