Tari evasa: 5,2 milioni nel 2021, 3 nel primo trimestre 2022

Martedì, 17 Maggio 2022

(Rimini) Parere favorevole dalla V e I commissione consigliare in seduta congiunta al taglio del 30% del canone di occupazione del suolo pubblico per le attività economiche operative nel territorio comunale. La misura, inserita nel progetto Rimini open space, consentirà di scontare il canone (Cup, l’ex Cosap) relativo a tutta l’occupazione esterna temporanea o permanente e per tutte le categorie economiche (ambulanti, pubblici esercizi, esposizioni di merci, parcheggi per attività commerciali, manifestazioni fieristiche, attività sportive, ricreative e di spettacolo…), per il periodo dal 1 aprile fino al 31 dicembre 2022. Negl ultimi due anni l'occupazione, entro certi limiti è stata garantita gratuitamente alle attività economiche, per garantire un numero di coperti aeguato nonostante le limitazioni per vie delle misure anticovid. "Per l’Amministrazione si tratta di un investimento di 250 mila euro, che segue l’estensione fino alla fine dell’anno del progetto Rimini open space, che dà la possibilità alle attività, attraverso procedure agevolate, di ampliare i propri spazi all’esterno fino al 50% della somma della superficie interna dell’esercizio e del suolo pubblico esterno precedentemente autorizzato", spiegano dal comune.

Nella stessa seduta la V e I commissione hanno dato parere favorevole alla proposta di delibera con la quale vengono fissati i criteri e le misure delle tariffe 2022 in attuazione del Regolamento comunale per la disciplina della tassa sui rifiuti (TARI). Tali criteri sono definiti a garanzia dell’equilibrio del piano economico finanziario 2022-2025 (PEF) del servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani che, a partire dal 2020, è redatto in base ad un nuovo metodo tariffario (MTR-2) come stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA).

Per la definizione del PEF pluriennale vengono coinvolti diversi soggetti: i gestori del servizio (Hera Spa e Comune di Rimini), l’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti (ATERSIR) ed infine l’autorità nazionale di regolazione (ARERA). In particolare ATERSIR ha il compito di raccogliere e consolidare i dati di ciascun gestore, di valutare ed applicare specifici parametri regolatori ed infine di elaborare e validare il PEF definitivo. Gli importi risultanti dal PEF validato dall’Agenzia regionale costituiscono i costi massimi del servizio che possono essere applicati agli utenti.

Nel quadro di questi passaggi obbligati dalla legge e in un contesto di generale aumento dei costi, il Comune di Rimini è riuscito a contenere l’aumento delle tariffe che Arera con il nuovo modello di calcolo aveva stabilito fino ad un massimo di 8,6%, con una revisione limitata al 3,38%. Questa misura inoltre consentirà di mantenere l’equilibrio per gli anni successivi e prevedere l’azzeramento dell’incremento previsto per il 2023, “oltre a confermare ed aumentare il monte di agevolazioni destinate a famiglie in difficoltà e alle imprese – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Juri Magrini – Si tratta di agevolazioni per circa 2,76 milioni: dallo sconto del 90% in bolletta per i nuclei famigliari più esposti, riduzioni per le imprese (come l’esenzione della Tari per le maggiori aree esterne occupate dalle attività e dai pubblici esercizi nell’ambito del progetto Rimini open space) e ancora riduzioni per favorire la raccolta differenziata e le buone pratiche volte al recupero dei rifiuti”.

“Questa operazione – prosegue Magrini - è stata possibile in virtù dell’azione condotta dal Comune di Rimini in fase di definizione del Pef e utilizzando tutte le detrazioni possibili, oltre ad attingere a parte della somma disponibile attraverso il recupero dell’evasione. Un’attività che solo nel 2021 ha portato ad accertare un totale di circa 5,2 milioni di Tari evasa, mentre nel primo trimestre 2022 sono stati già accertati quasi 3 milioni di euro”.