A Parma la mostra sulle origini e gli sviluppi del Simbolismo in Italia
“Perché la missione dell’artista è di interpretare, non di copiare la Natura;
è di esprimere quei pensieri e quegli affetti che essa gli ha inspirati.
Perché non gli aspetti deve il pittore rendere su la tela, ma il significato degli aspetti,
avendo egli occhi e mani solo acciò sieno strumenti allo spirito.”
da Ugo Ojetti, L’arte moderna a Venezia. Esposizione mondiale del 1897, E. Voghera, Roma 1897
In gioco l'intimità della persona, non solo un problema culturale. Dialogo con Paolo Pasini
(...) La domanda è: chi ha il compito di costruire queste “funzioni dell’io” in cui consiste la propria persona? Qui bisogna subito far chiarezza. Non possiamo addossare alla scuola tutto. Per ogni cosa che accade subito si pensa che debbano porre rimedio l’educazione e la scuola. Vero che è questione di educazione ma la scuola non ha questa onnipotenza che le si attribuisce.
Non si considera che le funzioni dell’io iniziano a formarsi in età precoce e non si può dunque bypassare l’ambito in cui il bambino inizia il suo percorso di crescita, ovvero la famiglia. Pensare che il problema sia esclusivamente un problema culturale e sociale, dimenticando che qui è in gioco l’intimità della persona, è un’illusione. Occorre costruire un sistema di relazioni che consenta alla persona di valutare l’altro come un bene, una risorsa, ciò che può compiermi e superare i miei limiti.
"Kiss Me, Kate". Quando Shakespeare incontrò Cole Porter
(...) Siamo negli anni Cinquanta, la guerra è alle spalle ed il pubblico sceglie con particolare affetto le commedie musicali, avendo a disposizione il meglio della produzione, la maggior parte a marchio MGM. E “Kiss Me Kate” è una gemma nell’ampio catalogo del musical nel periodo, con una particolarità che lo rese unico. Il film, infatti, fu girato in 3D e reso disponibile in stereoscopia per le sale attrezzate per la novità tecnologica (allora si usavano gli occhialini con le lenti polarizzate verdi e rosse), esperienza che a Rimini fu possibile replicare anni fa al Teatro Novelli durante un’edizione di “Riminicinema”, mai dimenticato festival cinematografico cittadino, che dedicò proprio una sezione ai film “in rilievo” e in technicolor degli anni Cinquanta, dal capostipite “Buana Devil” di Arch Oboler del 1952, all’horror “La maschera di cera” di André de Toth, passando per il sempre curioso e sperimentale Alfred Hitchcock che adottò la tecnica per “Il delitto perfetto” del 1954.
In disparte, in silenzio. Racconti di Piero Meldini
(...) La Rimini balneare delle antiche origini entra nei racconti con una lettera inviata ad un conte forlivese da un personaggio che si scoprirà alla fine, al momento della firma, altro non essere che il gastronomo Pellegrino Artusi. Nella lettera l’improbabile turista racconta di una giornata allo Stabilimento dei Bagni (il primo, quello inaugurato nel 1843), fra pranzo, cena e casuale ascolto del famoso professor Paolo Mantegazza, il direttore.
Altri personaggi della galleria meldiniana sono uno strano avvocato che litiga per la posizione dell’ombrellone, un giudice invidioso della felicità altrui, un bambino in aereo nel giorno di Natale, lo scrittore Borges, un presentatore televisivo che si trova fra gli ospiti del proprio talk show nientemeno che il diavolo. I racconti sono spesso grotteschi, surreali ed anche quando sembrano seguire una trama realistica, accade sempre qualcosa di sorprendente, di misterioso, di imprevisto, che ribalta la prospettiva.

